LE REGOLE DEL GIOCO

Valle d'Aosta, preferenze in cordata per scalare la Regione

Domenica 10 agosto valdostani alle urne esprimersi su una modifica che permette di indicare tre candidati. Il nodo della rappresentanza di genere. Cresce il timore che le vecchie strategie di alleanze e scambi influenzino ancora il risultato finale

Mentre il governo nazionale pare orientato a imprimere una accelerata sulla modifica della legge elettorale, valutando un passaggio dai collegi uninominali maggioritari a un sistema proporzionale con le preferenze, ispirato al modello tedesco, con un premio di maggioranza per la coalizione vincitrice e uno sbarramento per limitare i piccoli partiti, gli oltre 105.000 elettori valdostani sono chiamati a scegliere tra il ritorno alla possibilità di esprimere fino a tre preferenze per le elezioni del Consiglio regionale o il mantenimento della preferenza unica, introdotta nel 2020.

La Valle d’Aosta, infatti, si terrà la consultazione, senza quorum minimo, in 74 comuni e 150 sezioni elettorali, con seggi aperti dalle 7 alle 22 e lo spoglio previsto per lunedì 11 agosto. La proposta di reintrodurre le tre preferenze, approvata dal Consiglio regionale il 27 febbraio 2025, include un obbligo di rappresentanza di genere: almeno una delle preferenze deve essere espressa per un candidato di genere opposto. Questo elemento è al centro della campagna per il “sì”, sostenuta da una coalizione che include Union Valdôtaine, Federalisti Progressisti-Pd, centristi autonomisti, Forza Italia e Valle d’Aosta Aperta.

I promotori, come il consigliere regionale Andrea Padovani (Pd), sottolineano che il sistema a tre preferenze, abbinato a uno spoglio centralizzato, rappresenta un passo avanti per garantire trasparenza e contrastare il controllo del voto, un problema emerso con forza dopo l’inchiesta Geenna del 2020, che aveva rivelato infiltrazioni della criminalità organizzata nella politica locale. Una vecchia disputa, quella sulla maggiore possibilità di controllare il voto da parte delle organizzazioni criminali, proprio attraverso il meccanismo della preferenza plurima che affonda nella notte della prima Repubblica.

Sul fronte opposto, il “no” alla riforma è appoggiato da Fratelli d’Italia e Alleanza Verdi-Sinistra. Lascia libertà di voto la Lega. Critici come Katya Foletto, consigliera di parità e candidata Avs, sostengono che il ritorno alle tre preferenze rischi di favorire “cordate” e combinazioni di voto, senza garantire un’effettiva maggiore rappresentanza femminile. Foletto evidenzia che, a differenza di altri sistemi elettorali, il meccanismo proposto non assicura l’elezione di donne, poiché gli elettori potrebbero comunque votare tre uomini, con il solo rischio di vedersi annullata la terza preferenza.

La Valle d’Aosta, con il suo sistema proporzionale privo di premi di maggioranza o indicazioni dirette del presidente di regione, si distingue per un approccio elettorale unico in Italia. La soglia di sbarramento del 5,7% limita l’accesso dei piccoli partiti, mentre le liste competono per i 35 seggi del Consiglio regionale, con le maggioranze formate solo dopo il voto. La scarsa rappresentanza femminile (attualmente solo 3 donne su 35 consiglieri) è un tema centrale, e la riforma spera di affrontarlo, anche se le opinioni divergono sull’efficacia delle misure proposte.

Parallelamente, la regione si prepara alle elezioni del 28 settembre 2025, che rinnoveranno il Consiglio regionale e 65 comuni, incluso il capoluogo Aosta. Qui, le dinamiche politiche sono in fermento: l’Union Valdôtaine, rafforzata dopo la ricomposizione interna seguita alla morte di Augusto Rollandin, si conferma come forza dominante. Tuttavia, le alleanze locali mostrano segnali di cambiamento. La coalizione di centrosinistra che governa Aosta, guidata dal sindaco uscente Gianni Nuti, si è spostata verso destra, con l’Union Valdôtaine che ha imposto il proprio candidato sindaco, Raffaele Rocco, relegando il Pd a un ruolo di secondo piano. Questo ha generato tensioni, con alcune forze progressiste, come Progetto Civico Progressista, che si presenteranno divise alle urne.

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