Valle d'Aosta, voto tra carte bollate
Davide Depascale 15:20 Giovedì 07 Agosto 2025Il referendum di domenica prossima con ogni probabilità introdurrà la tripla preferenza, ma non è chiaro se sarà già valida per le prossime regionali in programma a fine settembre. Il presidente Testolin dice di sì, ma la girandola dei ricorsi è dietro l'angolo
In Valle d’Aosta si vota due volte nel giro di poco più di un mese: questa domenica per il referendum sulle preferenze, mentre il 28 settembre è il turno delle elezioni regionali. Questa situazione crea un’incognita non da poco per gli elettori valdostani: con quale legge elettorale andranno a votare a settembre? Quella attualmente in vigore o quella che prenderà forma l’11 agosto, se – come sembra ormai scontato – i sì al referendum dovessero prevalere, portando il numero di preferenze esprimibili da una a tre? Un tema che potrebbe presto dare il via a una serie di ricorsi, inficiando sulla validità stessa votazione.
Tempismo imperfetto
A rigor di legge, ci sarebbero ben pochi dubbi: il decreto per l’indizione delle elezioni è stato già emanato, e di conseguenza le regole del gioco sono già decise: si vota con la legge attuale. Si potrebbe anche indire un nuovo decreto successivo al referendum, andando a invalidare quello precedente, ma c’è un particolare di cui tenere conto: tra l’indizione delle elezioni e la data del voto devono intercorrere almeno 60 giorni, ma i cittadini devono recarsi alle urne entro due settimane dalla scadenza della legislatura, in questo caso il 21 settembre. Quindi anche emanando un nuovo decreto verrebbe a mancare il rispetto dei tempi: non si può più votare il 28, e la prima data utile sarebbe quella del 12 ottobre. Troppo tardi.
Il presidente tira dritto
Tutto questo però non preoccupa più di tanto il presidente della regione autonoma Renzo Testolin, dell’Union Valdotaine, che sembra orientato a un’interpretazione piuttosto estensiva della legge, sostenendo che il decreto d’indizione delle elezioni sia meramente attuativo, “con la sola funzione di fissare la data delle elezioni e quella della prima riunione del Consiglio regionale, senza poter incidere sull’applicazione di norme che, nel frattempo, siano state modificate o abrogate”. Così scriveva Testolin in un messaggio di risposta ai promotori del referendum. Ma se così effettivamente sarà, inevitabilmente questo darà il via alla girandola dei ricorsi, sia prima ma soprattutto dopo il voto, con i candidati non eletti che avranno tutto l’interesse a ribaltare l’esito portando la questione in tribunale. E difficilmente la tesi del presidente reggerà.
Partiti in disarmo
Posto che per quanto scontato il risultato del referendum è ancora da scrivere, non è ancora chiaro se Testolin vorrà effettivamente procedere in questo senso, evidentemente ben consapevole dei rischi di ricorsi a catena. Questo è motivo di forte inquietudine tra le forze politiche valdostane, che si preparano a far campagna elettorale senza ancora sapere con quale legge dovranno misurarsi. Intanto hanno evitato di prendere posizione sul referendum di domenica, spinto unicamente dall’Union Valdôtaine, forte promotrice dell’introduzione della tripla preferenza. Emblematica in questo senso la posizione della Lega: ufficialmente schierata per il No alla riforma, fa di tutto per non esplicitarlo: “Adesso scegli tu” si legge sui manifesti. Sì, ma scegliere cosa? La confusione nella Valle regna sovrana, e siamo ancora agli inizi.


