Dalle notizie al film: tutto sul web. Tv e giornali roba da antiquariato
Gioele Urso 16:10 Giovedì 07 Agosto 2025Gli italiani guardano meno la televisione, non comprano i quotidiani e preferiscono internet. A certificarlo i dati dell'Osservatorio comunicazioni Agcom. La Rai in cinque anni ha perso quasi 1 milione di telespettatori. Il palinsesto su misura di utente
La televisione non è la più amata dagli italiani. Ormai la tendenza è consolidata, negli ultimi cinque anni è crollato il numero dei telespettatori, che allo zapping preferiscono navigare in rete. Crescono gli utenti dei social newtork e delle piattaforme digitali. I giornali invece vendono sempre meno, perdute oltre il 27% delle copie dal 2021. A certificare l’evoluzione degli italiani, da analogici a digitali, è stata Agcom che ha diffuso i dati dell’Osservatorio sulle comunicazioni.
La Tv piace sempre meno
Una volta la televisione era la più amata dagli italiani. Una voce amica che accompagnava in sottofondo la quotidianità delle famiglie da nord a sud del Paese. Un appuntamento fisso che con i suoi programmi storici era in grado di polarizzare le discussioni in ufficio, al bar o sui mezzi di trasporto. Oggi, a parte rarissimi casi, non è più così. A farlo emergere sono i dati pubblicati dall’Osservatorio comunicazioni dell’Agcom.
Nel primo trimestre del 2025 gli ascolti televisivi sono in calo, sia in prima serata (-1,5%), sia nell'intera giornata (-1,9%). Ma il dato più interessante, quello che delinea il trend, è relativo al quinquennio che va dal 2021 al 2025. In questo caso la fuga dei telespettatori è plastica: i dati del prime time segnano un crollo del 24,7%, mentre quelli della giornata registrano un -24,3%. La Rai, che rimane il gruppo più seguito in Italia, in questo periodo ha perso 915.000 telespettatori; Mediaset 482.000 (-12,8%), Warner Bros Discovery 60.000 (-7,3%), Comcast/Sky 78.000 (-11,1%) e Cairo Communication/La7 74.000 (-15,3%).
Utenti e non telespettatori
Dati che se letti in modo complessivo testimoniano l’evoluzione degli italiani da telespettatori a utenti. La contrazione degli ascolti televisivi deve essere letta affiancando un’altra tabella, quella degli iscritti alle piattaforme on demand che, tra le leader del settore, sono in crescita. Il complessivo tempo di navigazione sui principali siti di streaming video che offrono servizi esclusivamente a pagamento, a marzo 2025, è di oltre 41 milioni di ore, in crescita se paragonato al marzo 2024 (+9,5%).
Netflix, leader del mercato, nel primo trimestre 2025 ha segnato 8,3 milioni di utenti registrando un +0,1%; Amazon Prime è cresciuto del 5,2% garantendosi 7,3 milioni di iscritti alle proprie piattaforme. Tra le piattaforme di video on demand gratuite, quelle maggiormente visitate in termini di utenti unici medi mensili sono News Mediaset Sites che ottiene 20,4 milioni di visitatori; RaiPlay che raggiunge 10,1 milioni di soggetti; e Sky TG24 che registra 8 milioni di utenti.
Sfonda il web
Tendenza al digitale che viene confermata anche dai dati che riguardano la navigazione su internet. A marzo 2025 hanno navigato in rete ben 44 milioni e 558mila utenti unici, praticamente quasi tutti gli italiani in grado di farlo. Per ciascuno la media è stata di 75 ore e 13 minuti.
Google, Meta, Amazon sono stati i siti o le applicazioni più utilizzate, seguiti dalle piattaforme che fanno capo ad alcuni gruppi editoriali e operatori nazionali come Gedi Gruppo editoriale, Cairo Communication/Rcs Mediagroup, Poste Italiane, Finivest/Mondadori. Tra le piattaforme social quella che la fa da padrone continua a essere Facebook con 35 milioni e 952mila di utenti; a ruota Instagram con 32 milioni e 932 mila visitatori; molto dietro TikTok con 23 milioni e 145mila visitatori. Malissimo X (ex Twitter) di Elon Musk che in un anno ha perso il 27,2% degli utenti.
Continua la crisi dei giornali
Ormai non fa più notizia, ma la cosa non può essere ignorata. Continua la crisi dei giornali che nel primo trimestre 2025 hanno segnato una flessione delle vendite del 7,4% rispetto al 2024. Perso invece quasi un lettore su tre (-29,5%) se si considera l'ultimo quinquennio. I quotidiani nazionali hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli locali (-6,6% contro -8,5%).
I principali cinque quotidiani nazionali che presentano contenuti generalisti, che sono Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Avvenire e Il Messaggero, nel primo trimestre del 2025 hanno registrato una flessione nella vendita di copie cartacee pari all'8,1% rispetto allo stesso periodo del 2024 e hanno subito una flessione del 33,2% se si fa il confronto con i dati del 2021.


