Asti-Cuneo, viadotto della svolta. Dopo 34 anni traguardo vicino
15:43 Venerdì 08 Agosto 2025Decenni di ritardi e promesse. Partita la posa della campata del nuovo ponte sulla provinciale 7, segnale concreto dell'avanzamento dell'ultimo tratto mancante tra Verduno e Cherasco. La Regione Piemonte assicura che sarà completata entro la fine del 2025
Per anni è stato il viadotto che finiva nel vuoto. Simbolo impietoso dell’immobilismo infrastrutturale italiano, la Asti-Cuneo rappresentava un’eterna incompiuta: un’autostrada che si spezzava bruscamente nei campi, a pochi chilometri dal completamento. Ora quel moncone appartiene al passato. Da questa notte, con l’inizio della posa della campata del nuovo viadotto sulla provinciale 7, qualcosa è davvero cambiato. E il traguardo — fissato al 31 dicembre 2025 — non è più un miraggio.
È la società appaltatrice a essersi messa in moto, con operazioni notturne complesse e spettacolari, che proseguiranno anche nei prossimi giorni e che rappresentano, secondo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, “un momento strategico e simbolico”. Il punto di svolta, il “giro di boa” verso il completamento dell’ultimo tratto autostradale tra Verduno e Cherasco, lungo circa cinque chilometri.
L'impegno della Regione
“Fin dall'inizio del nostro mandato abbiamo lavorato con determinazione e tanto impegno — rivendica il governatore — prima per sbloccare l’opera, che era ferma, senza progetti e senza soldi, e adesso per realizzarla e completarla, per dare risposte a un territorio che attende quest’opera da troppi anni”. L’annuncio ufficiale è arrivato con una nota della Regione: a settembre verranno completate le lavorazioni della carreggiata in direzione Asti, con la posa delle ultime due campate nei tratti non interessati dal traffico. Subito dopo si procederà al completamento dell’intero viadotto.
La nuova fase segna anche una tappa importante nella strategia infrastrutturale dell’ente regionale. Lo sottolinea l’assessore alla Logistica e Infrastrutture strategiche, Enrico Bussalino: “Rafforzare il sistema infrastrutturale piemontese e rendere più sicure le strade è una priorità della Regione. Quest’opera rappresenta l’idea di una mobilità moderna e rispettosa del territorio, capace di alleggerire i centri abitati e le strade panoramiche dell’Astigiano e del Cuneese dal traffico pesante, tutelando il paesaggio, la salute e la qualità della vita in un’area che l’Unesco ha riconosciuto patrimonio dell’umanità”.
Parole che trovano eco nell’intervento dell’assessore ai Trasporti, l’astigiano Marco Gabusi: “L’autostrada Asti-Cuneo è l’opera simbolo di un cambio di rotta: non il tentativo di cercare responsabili di ritardi e dinieghi, ma la capacità di lavorare, nonostante le mille difficoltà, per costruire un’opera così tanto attesa”.
Un'opera lunga 34 anni
A oggi sono 61 i chilometri in gestione ad Astm del gruppo Gavio, a cui si sommano quelli della tangenziale di Alba e del tratto della Torino-Savona. Ma la storia della A33 è cominciata nel lontano 1991, con la prima concessione. Quasi 35 anni di vicende fatte di accelerazioni, rallentamenti e interruzioni. L’ultimo grande stop durò otto anni, prima della ripartenza nel 2020. Tra il febbraio 2021 e il maggio 2023 venne completato il tratto tra Roddi e Verduno, fino all’ospedale di Alba-Bra. Ma poi, di nuovo, altri ostacoli, altre complicazioni. Fino al 2024, con l’avvio del cantiere per l’ultimo tratto e, adesso, il passaggio chiave della posa del viadotto sopra la SP7. La fine dei lavori è prevista per il 31 dicembre. E questa volta — forse per la prima volta — la promessa appare credibile.


