RETROSCENA

Salis sulla ferita di Lo Russo: lei protagonista, lui ospite

In pochi mesi l'ex olimpionica ha già conquistato la scena nazionale. Il primo cittadino di Torino con il suo tanto strombazzato incarico di coordinatore dei sindaci Pd finisce a rimorchio. Un summit a Genova con tante ambizioni, personali e politiche

Non ha tessere di partito, non ha pedigree di corrente, eppure la scalata lampo di Silvia Salis ha già lasciato dietro di sé amministratori navigati e professionisti del comizio. A Genova l’hanno eletta sindaca, ma la sua traiettoria sta già lambendo il perimetro della politica nazionale, con retroscena, sponsorship più o meno illustri (Matteo Renzi) e malumori che agitano un centrosinistra perennemente in cerca di leader. In pochi mesi, la nuova prima cittadina della Superba è passata dall’essere un’ex olimpionica ed ex vicepresidente vicaria del Coni – con concrete possibilità di diventarne presidente – a volto di spicco del dibattito nazionale. Invitata con frequenza nei talk show e al centro di indiscrezioni che la proiettano come potenziale “federatrice” capace di tenere insieme le anime divise di una coalizione progressista mai così lontana dall’essere una credibile alternativa al governo “delle destre”.

Al momento mette i paletti: resterà a Palazzo Tursi per l’intero mandato, “per onorare l’impegno preso con i cittadini” e per non bruciarsi in manovre premature. Una dichiarazione che le consente di muoversi più agevolmente, facendo in modo di allentare la pressione ma iniziando a tessere una sua personale rete con iniziative dal forte impatto politico, come quella del 17 settembre, quando ospiterà nel Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale un vertice inedito tra i sindaci delle città metropolitane e dei principali capoluoghi.

L’idea è sua e il palinsesto è chiaro: da Napoli a Bologna, passando per Torino, Milano, Roma, i big del governo locale si ritrovano per discutere delle urgenze più scottanti – bilanci in sofferenza, sicurezza urbana, gestione dell’ordine pubblico e delle nuove vulnerabilità sociali – e fare una sorta di “cartello Comune”. Gaetano Manfredi, Matteo Lepore, Stefano Lo Russo, Beppe Sala e Roberto Gualtieri sono attesi in fascia tricolore al suo cospetto. “I sindaci delle grandi città hanno un ruolo fondamentale nella tenuta del Paese. Ogni giorno ci confrontiamo con sfide enormi che toccano la vita quotidiana dei cittadini, spesso senza strumenti adeguati e con responsabilità che ricadono unicamente sugli amministratori locali, anche sul piano civile e penale”, afferma.

Per Lo Russo, il summit del 17 settembre potrebbe essere molto più di un appuntamento istituzionale: è una chance per puntellare una riconferma che, allo stato attuale, appare tutt’altro che blindata. Le criticità non mancano: dalle contestazioni interne alla sua stessa parte, alimentate da un profilo giudicato grigio e privo di empatia, al peso di un risultato impietoso nella classifica di gradimento del Sole 24 Ore, dove il sindaco torinese ha incassato una delle peggiori performance tra i colleghi delle grandi città. In questo quadro, la passerella genovese al fianco degli altri “super sindaci” potrebbe offrirgli l’occasione di riaccreditarsi come figura di riferimento, quantomeno nella rete dei rapporti istituzionali. Non va dimenticato che, sfumata la presidenza dell’Anci – obiettivo a cui teneva parecchio e che avrebbe potuto rappresentare una solida assicurazione per il suo futuro – Lo Russo ha ricevuto in compenso l’incarico di coordinatore dei sindaci nella segreteria nazionale del Pd: una posizione più onorifica che incisiva, che finora non gli ha garantito visibilità né vantaggi concreti. Un “contentino” che rischia di restare tale, se non riuscirà a capitalizzarlo con un ruolo attivo in iniziative come quella voluta da Salis.

L’appuntamento genovese ha anche l’ambizione di diventare un momento stabile di confronto fra le grandi città. Nessun “partito dei sindaci” all’orizzonte, che pure ciclicamente rimbalza sulla scena nazionale, ma una piattaforma per chiedere “strumenti concreti, risorse e programmazioni condivise»” E se per Salis ospitare il vertice può valere un ulteriore accredito nazionale, per l’“ospite” Lo Russo si porrà il tema di come riuscire a ritagliarsi uno spazio, anche mediatico.

Il 18 settembre, il giorno dopo il raduno, i sindaci dei 21 capoluoghi apriranno ufficialmente il Salone Nautico. “Un simbolo della nostra capacità di innovare e attrarre – è il lancio della sfida – che deve diventare un’occasione per creare valore durante tutto l’anno, non solo nei giorni della manifestazione”. Dalla “papessa” Salis al “papa straniero” Manfredi, passando per chi – come Lo Russo – è costretto a giocare anche la carta di Genova per garantirsi un bis a Palazzo Civico, il messaggio è chiaro: si parte dalle città.

print_icon