Valle d'Aosta dice sì alla tripla preferenza (col brivido)
Davide Depascale 11:35 Lunedì 11 Agosto 2025I favorevoli alla riforma della legge elettorale voluta dall'Union Valdôtaine prevalgono, ma con solo il 52% (e perdendo nel capoluogo) e un'affluenza del 16%. Le opposizioni insorgono: "Non può valere per le prossime regionali". Il 28 settembre non si sa ancora come si voterà
La Valle d’Aosta dice sì alla nuova legge elettorale che istituisce la tripla preferenza, ma l’esito del referendum non fa che alimentare i dubbi sulla sua applicazione già a partire dalle prossime elezioni regionali, in programma il prossimo 28 settembre. Oltre alla bassa affluenza – ampiamente prevedibile per una consultazione agostana – con solo il 16% degli aventi diritto che si è recato alle urne (non era previsto alcun quorum), la vittoria del sì è stata molto più risicata del previsto: a votare a favore è stato infatti il 52,14%, contro un 47,86% di contrari. Il No ha anche prevalso nel capoluogo Aosta, con il 56,5%.
Cosa succede ora
A promuovere la riforma sono stati gli autonomisti dell’Union Valdôtaine, che sono il partito di maggioranza relativa in consiglio regionale ed esprimono il presidente Renzo Testolin. Quest’ultimo ha fatto trapelare l’intenzione di applicare la nuova legge elettorale già a partire dalle prossime elezioni: nonostante il decreto d’indizione sia già stato emesso, in una lettera di risposta al comitato promotore spiega che questo ha valore meramente attuativo, “con la sola funzione di fissare la data delle elezioni e quella della prima riunione del Consiglio regionale, senza poter incidere sull’applicazione di norme che, nel frattempo, siano state modificate o abrogate”. Un’interpretazione piuttosto estensiva, che potrebbe dare il via a una girandola di ricorsi, sia prima che soprattutto dopo il voto, dove i candidati non eletti avranno tutto l’interesse ad adire la via dei tribunali.
Le opposizioni non ci stanno
In questi giorni capiremo se Testolin intendeva solo rasserenare i suoi o il prossimo 28 settembre si procederà davvero a votare con la nuova legge, che vedeva l’opposizione di Fratelli d’Italia, Avs e – anche se in misura più tiepida – Lega e Forza Italia, che costituiscono la minoranza in consiglio regionale. Proprio FdI parla di una “Caporetto” per il risultato risicato e lancia un avviso al governatore: “Non importa se il Presidente Testolin si incaponirà a voler far votare a settembre con le tre preferenze nonostante il prevalere dei Sì per una manciata di voti. Stia però bene attento perché se ci dovesse essere qualunque conseguenza giuridica sulla convalida del voto di settembre gliene chiederemo conto, non solo politico”, già agitando lo spettro dei ricorsi. La sinistra di Avs invece parla di “legge inadeguata e fuori tempo massimo” e definisce la vittoria del sì con bassissima affluenza “un rifiuto popolare netto e clamoroso.”
Incertezza totale
Un colpo di mano simile da parte del governatore non farebbe che esacerbare gli animi, già accesi dopo la decisione di indire un referendum in pieno agosto, oltre ad esporre il voto a un serio rischio di annullamento. Nel frattempo tra i partiti e tra gli elettori valdostani regna l’incertezza, non essendo ancora chiaro con quale legge si voterà, e se questa eventualmente reggerà di fronte all’inevitabile ondata di ricorsi.


