LE REGOLE DEL GIOCO

Valle d'Aosta, promulgata la nuova legge elettorale (in attesa dei ricorsi)

Il presidente Testolin emana il decreto che istituisce la tripla preferenza, dopo la vittoria (striminzita) del referendum. Alle regionali del 28 settembre si voterà con questa versione. Secondo costituzionalisti e opposizioni però a decidere saranno i tribunali

Il dado è tratto, in attesa che i ricorsi stravolgano tutto. È entrata in vigore la legge elettorale regionale della Valle d’Aosta che istituisce le tre preferenze, dopo il referendum confermativo del 10 agosto scorso, che nonostante la bassissima affluenza (16%)  ha visto prevalere leggermente i sì (52%). Un risultato che aveva indotto gli oppositori della riforma a parlare di sconfitta per il presidente Renzo Testolin, che insieme al suo partito, l’Union Valdotaine, e al resto della maggioranza (Partito Democratico e altre liste autonomiste) ha promosso la riforma. Ma il governatore ha tirato dritto, e alle elezioni regionali del prossimo 28 settembre si voterà con la nuova legge. Le opposizioni però non ci stanno, e la discussione con ogni probabilità si sposterà presto nelle aule di tribunale.

La legge della discordia

Promulgata dal presidente Testolin il 14 agosto scorso e pubblicata ieri sul bollettino ufficiale della Regione, la nuova legge elettorale prevede che alle prossime elezioni si potranno esprimere fino a tre preferenze, e non più una soltanto: in questo caso, almeno una dovrà riguardare candidati di genere diverso. La legge entra subito in vigore, nonostante i dubbi dei costituzionalisti, che fanno notare come il decreto d’indizione delle elezioni sia precedente alla riforma e non può essere annullato, con il voto che deve tenersi non prima di 60 giorni dall’emanazione del decreto e non oltre le due settimane dalla scadenza naturale della legislatura, in questo caso il 21 settembre.

Avanti tutta

Nessun problema però secondo Testolin, che ha preferito procedere con un’interpretazione a dir poco estensiva del decreto, considerandolo “meramente attuativo” e quindi incapace di incidere sull’applicabilità delle norme. Una visione messa in dubbio non solo dagli esperti in materia di diritto pubblico, ma anche dalle opposizioni, pronte a cavalcare ogni possibile irregolarità per invalidare le prossime elezioni. Fratelli d’Italia e Avs hanno già preannunciato battaglia, e i primi ricorsi potrebbero arrivare già prima del voto, un’eventualità che rischia di mandare nel caos la macchina organizzativa: se i tribunali dovessero pronunciarsi contro la nuova legge, si voterà con quella vecchia o ci sarà una sospensiva? La data resterà quella del 28 settembre o verrà spostata? Interrogativi che continuano a tenere la Valle e i suoi cittadini in un clima di profonda incertezza.

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