GEOGRAFIA PADANA

Macroregione fondata sui debiti

La nuova realtà amministrativa vagheggiata dalla Lega partirebbe con un rosso di 26,6 miliardi di euro. E sarebbe proprio il Piemonte il vaso di coccio dell'ipotetica alleanza. Conti alla mano il progetto non sarebbe vantaggioso, almeno a queste condizioni

La Macroregione del Nord avrebbe sul groppone, fin dal primo giorno della sua ipotetica esistenza, un debito pubblico monstre: 26,6 miliardi di euro, pari al 20% del debito pubblico italiano. Una zavorra non da poco per il “Lander” nordista, chiodo fisso della campagna elettorale leghista: un progetto appena sottoscritto, almeno come carta d’intenti, il 16 febbraio a Sirmione tra Roberto Maroni, Luca Zaia, Roberto Cota e Renzo Tondo. Come spiega nel suo column il professor Carlo Manacorda prima di procedere occorre fare bene i conti.

 

Una recente analisi condotta da Il Sole 24 Ore traccia una mappa dei debiti delle regioni alla fine del 2011. Evidenziata la difficoltà di pervenire a risultati sufficientemente certi in quanto i bilanci delle regioni “parlano ancora lingue diverse”, il quotidiano economico indica in 130,7 miliardi di euro il debito complessivo delle regioni. Tralasciando ogni commento alla perdurante e onnipresente vaghezza dei nostri conti pubblici – anche per questo le autorità comunitarie considerano, costantemente, la finanza pubblica italiana una sorvegliata speciale (ma la Corte dei conti, con tutti i controlli che fa, non dovrebbe sapere tutto?) -, dall’analisi svolta emerge che il debito delle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia ammonta, complessivamente, a 26,6 miliardi di euro (20,3% del debito totale). Ma ahimè per i piemontesi! In vetta alla montagna complessiva del debito della macroregione, troviamo il Piemonte con un “rosso” di 11,5 miliardi (in miliardi: Veneto 5,7, Lombardia 5,1, Friuli Venezia Giulia 4,2). Ma la situazione è ancora peggiore se si guarda alla composizione del debito del Piemonte (finanziario e commerciale, riguardando il secondo i debiti verso fornitori), e lo si confronta con quello del 2010. Tra il 2010 e il 2011, il debito finanziario della Regione Piemonte (mutui, emissioni obbligazionarie, ecc.) è cresciuto - primato nazionale – del 10,5% (segue il Molise con un aumento dell’8,8%). Quello delle Regioni Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia è diminuito, rispettivamente, del 5,2%,del 5,4% e del 15,8%. Si può ancora aggiungere che, sul totale del passivo, il “rosso” piemontese per la Sanità - spesso indicato come causa maggiore dei “buchi” - pesa soltanto per l’1,3%. Il debito finanziario piemontese è, dunque, strutturale. Guardando a queste cifre non si può nascondere che, nel patto per la macroregione del Nord, Cota (e il Piemonte) si trovi in una posizione di debolezza. Per mantenere fede al patto, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia saranno così generose da dare una mano al Piemonte per consentirgli di spianare un po’ la sua montagna di debito, magari diventando una regione (finanziaria) di valle? E non potrebbero essere proprio le questioni finanziarie ad incrinare il patto? Far convivere ricchi e poveri è sempre una questione difficile.

 

Per completare lo scenario nazionale, la Regione Piemonte occupa “onorevolmente”, il 4° posto tra gli “spendaccioni”. E’ preceduta da Lazio: 22,9 miliardi, Campania: 15,6 miliardi e Puglia: 12,6 miliardi. Segue a qualche lunghezza la Toscana: 6,6 miliardi. I dati della Sicilia sono forniti ma si dicono non comparabili con gli altri (vedendo ciò, mentre qualcuno accusa il Governo uscente di aver bloccato il processo federalista, ci si augura che il nuovo Governo lo riavvii prontamente in tutte le direzioni, anche quelle delle quali forse si scorda chi protesta. Così troverebbe applicazione anche il decreto “federalista” 149 del 2011 che prevede meccanismi sanzionatori per le regioni ed i loro presidenti – oggi tutti - che amministrano malamente e con perdite di bilancio).

 

A conti fatti, macro o non macroregione del Nord, si ha ragione di temere che saranno ancora i piemontesi a dover tappare le falle (sulla base dei dati sopra indicati, già oggi ogni cittadino piemontese porta sulle spalle un debito per la mala-finanza regionale di 2.589,6 euro). Solo pensando ad una quarta guerra d’indipendenza ma al contrario, con il Ticino varcato in senso opposto, si potrebbe ritenere che lombardi e veneti vengano in aiuto al Piemonte.

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