POLITICA & SANITÀ

Domani si chiude la parentesi Schael: Tranchida verso la Città della Salute. Commissario al Regina Margherita

Cirio ha convocato per le 12,30 la giunta regionale. Atteso il parere dell'Università, ma ci sarebbe il via libera sulla terna. Fine corsa del manager tedesco, avrebbe dovuto restare cinque anni è durato cinque mesi. Il dirigente dell'assessorato Ripa in pole per l'Oirm

Domani la Città della Salute di Torino avrà un nuovo direttore generale. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha, infatti, convocato per le 12 e 30 una giunta appositamente dedicata alla nomina di colui che assumerà la guida della più grande azienda ospedaliera del Piemonte e tra le principali del Paese dopo la breve, ma a dir poco travagliata, fase del commissariamento affidato a Thomas Schael.

La certezza assoluta ancora non c’è e, naturalmente ci sarà solo dopo l’atto formale di nomina, ma tutto propende per l’arrivo in corso Bramante di Livio Tranchida, attuale direttore generale del Santa Croce e Carle di Cuneo. Il suo è il nome su cui da subito la Regione ha mostrato maggior propensione, pur non escludendo affatto l’eventualità di sostituire il manager tedesco con uno degli altri due nomi forniti all’Università di Torino per il parere e la conseguente intesa, ovvero quelli di Davide Minniti al vertice del San Luigi di Orbassano e di Bruno Osella direttore dell’Asl TO5.

Condivisione con l'Ateneo

Proprio il parere dell’ateneo è ancora atteso in queste ore anche se dall’ambiente universitario trapelano segnali decisamente positivi e improntati alla distensione che si tradurrebbero, nei fatti, in un sostanziale via libera per chiunque dei tre papabili. Una scenario diametralmente opposto a quello che aveva preluso alla nomina di Schael con l’assessore Federico Riboldi fermo sul proposito di portare in corso Bramante  un “uomo d’ordine” sia pure contro il parere dell’ateneo, salvo poi giubilarlo dopo settimane di tensione. Qualcosa di più di un’entente cordiale, quella tra l’Università e il Grattacielo, probabilmente anche figlia proprio dei cinque mesi di un commissariamento i cui motivi e obiettivi erano stati dettagliati nella delibera di nomina, ma che addirittura era stato prospettato per un inusuale periodo di cinque anni. Sono stati solo cinque mesi.

Nuovo vertice, stessi problemi

I motivi e gli obiettivi restano gli stessi, ma in questo caso ad arrivare è un direttore generale. Motivi, obiettivi, ma anche problemi. Non pochi e non di poco conto quelli che attendono il nuovo vertice che sarà nominato domani. Dal bilancio 2024 da firmare in tempo utile per consentire alla Regione di presentare il consolidato entro il 30 ottobre al tavolo ministeriale, ma anche convenzioni con alcune cliniche per l’intramoenia allargata su cui decidere entro il 30 settembre, senza contare problematiche strutturali, rapporti con i sindacati (con alcuni dei quali lo scontro con Schael era stato aperto e senza esclusione di colpi). Senza dimenticare il grande progetto per il Parco della Salute, affidato al commisario Paolo Corsini, e lo scorporo del Regina Margherita e successivo accorpamento dell’ospedale infantile con il Sant’Anna.

Transizione all'Infantile

E proprio quest’ultima vicenda, tra annunci, accelerate e inversioni di marcia, finirà quasi certamente anch’essa domani sul tavolo della giunta. Il commissario della neocostituita azienda ospedaliera Oirm, Giovanni Messori Ioli ha rassegnato le dimissioni e dal primo settembre prenderà servizio come primario all’Asl To5. Essendo rimasto per oltre un anno a capo di un’azienda senza neppure una segretaria, figurarsi un direttore sanitario e amministrativo, Messori non può cedere a nessuno l’interim. Da qui la necessità di un nuovo commissario.

Scartata l’ipotesi di piazzare in quel ruolo l’ex direttore amministrativo dell’Asl di Vercelli Gabriele Giarola, che dopo la mancata riconferma da parte direttore generale Marco Ricci avrebbe avuto rassicurazioni di un nuovo incarico dallo stesso assessore di Fratelli d’Italia cui è fortemente legato dall’appartenenza politica, la soluzione passerà per un alto dirigente della sanità regionale. Il nome che in queste ore circola con insistenza è quello di Franco Ripa, uno dei tre vice del direttore Antonino Sottile, nonché a capo del settore Programmazione della sanità piemontese. Una scelta che, se confermata, rafforzerebbe l’intenzione di riportare ulteriormente in capo al vertice regionale il complicato dossier dello scorporo e quello non meno complesso del successivo accorpamento del Regina Margherita con il Sant’Anna.

In queste ore si starebbe soppesando parola per parola l’atto di nomina per evitare possibili incompatibilità tra un ruolo di controllore qual è quello esercitato alla direzione regionale e quello di controllato, ovvero del commissario. Un incarico, quello che pare destinato a Ripa, la cui durata potrebbe essere non molto lunga se, come annunciato, l’intendimento è quello di unire i due ospedali e quindi la necessità di una nuova legge regionale per costituire una nuova azienda ospedaliera. Questioni importanti, ma che necessariamente passano in secondo piano rispetto all’attesa scelta del direttore della Città della Salute, il colosso ospedaliero dove l’assessore vuole riportare l’armonia, ma sul quale continuano a pesare gravosi conti in rosso, un bilancio in attesa di firma, ma anche un processo a molti ex direttori e dirigenti alle porte e un paio di inchieste della magistratura in corso.

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