La lunga estate dei consiglieri, maratona per la tintarella
Davide Depascale 07:00 Mercoledì 27 Agosto 2025Dopo il tour de force dell'assestamento di bilancio di inizio agosto che ha portato all'aumento dell'Irpef, il riposo prosegue fino a metà settembre: le commissioni tornano al lavoro l'8, l'aula non si riunirà prima del 16. E l'approvazione del piano sanitario va per le lunghe
Vacanze slittate? Nessun problema, si recupera a settembre. Dopo la maratona sull’assestamento di bilancio e il tanto discusso aumento dell’Irpef per il ceto medio, che ha prolungato le sedute del Consiglio Regionale fino a inizio agosto, a Palazzo Lascaris hanno pensato bene che un mese non fosse sufficiente per riprendersi dalle estenuanti notti passate a discutere gli emendamenti seguite da convocazioni dell’aula anche nel weekend, roba da far impallidire Stakanov. Risultato? Non si torna al lavoro prima di metà del prossimo mese.
Ripartenza a rilento
Se era alquanto improbabile aspettarsi una ripresa dei lavori nell’ultima settimana di agosto, a maggior ragione dopo che il blitz estivo sull’Irpef voluto dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore al Bilancio Andrea Tronzano ha costretto i consiglieri agli straordinari quando si immaginavano già sotto l’ombrellone, si ipotizzava che il rientro dalle ferie sarebbe stato coincidente con quello dei consiglieri comunali a Palazzo Civico: riunioni di commissione a partire da lunedì 1 settembre, ritorno in aula la settimana successiva. A Palazzo Lascaris invece tutto slitta di una settimana: con la riunione dei capigruppo convocata per mercoledì 3 settembre, le commissioni non torneranno a riunirsi prima del lunedì successivo, quando saremo già all’8 settembre. E non essendo consuetudine convocare l’aula di lunedì, il primo Consiglio Regionale post vacanze estive non si terrebbe prima del 16 settembre.
A tutto Piano
E sì che di lavoro per i consiglieri ce ne sarebbe, a partire dall’approvazione del Cresci Piemonte, di cui Stefano Lo Russo continua a chiederne una revisione, in modo da consentire l’approvazione del nuovo piano regolatore (che la città aspetta da trent’anni) entro la fine del suo mandato da sindaco di Torino. Ma anche in questo caso con ogni probabilità si dovrà aspettare ancora, perché in cima alle priorità di Palazzo Lascaris c’è un altro piano: quello socio-sanitario, fortemente voluto dal “sindaco della sanità” Federico Riboldi, in questi giorni impegnato a chiudere il braccio di ferro con l’ormai ex commissario della Città della Salute Thomas Schael, rimpiazzato da Livio Tranchida.
Tempi lunghi
L’assessore di Fratelli d’Italia aveva tentato il blitz, provando a imporre la procedure di urgenza gli ultimi giorni di consiglio a cavallo tra luglio e agosto, in modo da contingentare i tempi di discussione ed evitare di fatto le audizioni in IV Commissione, ma il colpo di mano non gli è riuscito, anche per l’opposizione dello stesso Cirio, che ha preferito non scaldare ulteriormente gli animi nei giorni roventi del dossier Irpef. Così le audizioni si faranno e si preannunciano molto lunghe, cosicché fino all’approvazione del provvedimento in aula passerà almeno un mese. Insomma, prima di metà ottobre il Piano socio-sanitario – che nell’idea di Riboldi doveva essere pronto per l’approvazione prima dell’estate – non vedrà la luce, e tutto il resto può aspettare. Tranne le vacanze dei consiglieri, quelle vanno avanti ancora per un po’.



