Nomina con "svista" in Regione. Tranchida alla Città della Salute
Stefano Rizzi 16:45 Martedì 26 Agosto 2025Pasticci fino all'ultimo nella travagliata vicenda della sostituzione del commissario Schael. Nella terna l'assessore Riboldi inserisce il nome di un manager privo dei requisiti. Cambio della rosa in zona Cesarini. A togliere l'impiccio ci ha pensato l'Università
Tutto come ampiamente preannunciato (e anticipato dallo Spiffero). Livio Tranchida è il nuovo direttore generale della Città della Salute di Torino dove si insedierà lunedì prossimo, conservando però la guida sia pure in veste commissariale del Santa Croce e Carle di Cuneo fino al prossimo 30 novembre.
“Tranchida arriva dall’ospedale di Cuneo che, anche grazie alla sua gestione, è stato valutato il miglior ospedale d’Italia – ha detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio al termine della giunta che ha provveduto alla nomina - e rappresenta sicuramente uno dei manager sanitari più preparati del nostro Paese”. Prima di queste parole, tuttavia, il governatore ne ha riservate altre all’ancora per poco commissario della Città della Salute: “Ringrazio Thomas Schael per il lavoro svolto in queste mesi”. Nemmeno una sillaba, invece, da parte di chi il manager tedesco lo aveva voluto a tutti i costi prevedendo per lui addirittura un lavoro di cinque anni per poi sfiduciarlo dopo appena cinque mesi. L’assessore Federico Riboldi in una nota fa sapere che “come Regione ribadiamo la necessità di ristabilire la massima armonia nei rapporti all’interno dell’azienda e di migliorare il rapporto con gli erogatori privati nel rispetto della normative”.
Il benvenuto del sindacato
Intanto esulta Cimo-Fesmed, il sindacato dei medici che ha ottenuto la condanna di Schael dal tribunale per atteggiamento antisindacale. “Questa nomina segna la conclusione di una fase estremamente difficile, segnata da una dura battaglia sindacale durata cinque mesi, durante i quali la gestione commissariale ha calpestato e compromesso i diritti sindacali, deteriorando gravemente il clima lavorativo e la qualità dell’ambiente professionale. Gli affronti rivolti ai medici e a tutto il personale sanitario sono stati innumerevoli e dolorosi. Si chiude – afferma il segretario aziendale Vladimir Erardi Bacic – un capitolo duro e doloroso, dal quale il nostro sindacato esce rafforzato. La nostra attività ha permesso di ristabilire le corrette relazioni sindacali e di guardare finalmente a un futuro migliore rispetto al recente passato. Diamo il più caloroso benvenuto aggiunge al nuovo direttore generale”.
Ripa al Regina Margherita
Nel corso della giunta, come anticipato ieri dallo Spiffero, è stato anche nominato commissario dell’azienda ospedaliera infantile Regina Margherita il direttore della Programmazione sanitaria della Regione Franco Ripa in sostituzione del dimissionario Giovanni Messori Ioli.
La Granda rassicurata
Tornando a Tranchida, è un messaggio rassicurante quello indirizzato da Cirio agli amministratori locali cuneesi e al mondo sanitario della Granda preoccupato per il trasloco del direttore generale. “Abbiamo informato la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero, il presidente della Provincia e quello della Fondazione per l’ospedale, assicurando che Tranchida rimarrà alla guida dell’ospedale fino al 30 novembre per mettere in sicurezza la procedura amministrativa per la realizzazione del nuovo ospedale”. Procedura su cui pende il ricordo del Gruppo Dogliani contro la decisione di rinunciare al partenariato pubblico privato privilegiando la soluzione della costruzione affidata all’Inail. E sul ricorso è atteso il pronunciamento del Tar nella metà di ottobre. Solo allora si saprà se la gara per la progettazione del nuovo nosocomio predisposta da Tranchida potrà procedere oppure se si dovrà tornare indietro in virtù di un accoglimento del ricorso del colosso delle costruzioni.
Il giallo della rosa
Tutto come preannunciato, come si diceva, salvo quello che pare avere tutta l’aria di un pasticcio a cui si sarebbe tentato di porre rimedio nelle ultime ore. Come noto, lo scorso 19 agosto l’assessore ha inviato al rettore dell’Università di Torino la lettera con i tre nomi dei potenziali direttori generali per la Città della Salute al fine di ottenere l’intesa da parte dell’ateneo. Sono quelli di Tranchida, dell’attuale direttore generale del San Luigi di Orbassano, Davide Minniti e di Bruno Osella, al vertice dell’Asl TO5. Per giorni si accavallano previsioni e rumors su questo o quel manager, ma nessuno al grattacielo, a partire dallo stesso assessore che verga la lettera al rettore, sembra sapere che uno dei tre, ovvero Osella, non è nella rosa, predisposta all’atto dell’ultimo bando, per la direzione dell’azienda di corso Bramante.
“Se l’Università dovesse optare per Osella – scrivono i consiglieri regionali del Pd Daniele Valle e Domenico Rossi poche ore prima della nomina di Tranchida – cosa succederebbe?”. Domanda più che motivata proprio al fatto che il direttore dell’Asl To5 non è tra gli idonei alla direzione della Città della Salute, ma nonostante questo è stato proposto dall’assessore all’ateneo.
Un inciampo che ha dell’incredibile e che, come ipotizzavano i dem, avrebbe potuto provocare un pasticcio ancor più grosso nel caso in cui fosse stato proprio quello il nome privilegiato dall’Università. Possibile che per giorni nessuno si sia accorto di nulla? Sembra infatti che per mettere una pezza ed evitare eventuali strascichi, nelle ultime ore dal grattacielo sia partita una nuova versione della terna con il direttore generale del Maggiore della Carità di Novara, Stefano Scarpetta, al posto di Osella. Nel frattempo, e per fortuna, l’Università aveva già dato il via libera per Tranchida.



