Ovovia dei sogni: opera faraonica, Mera promessa della Regione
Davide Depascale 17:27 Martedì 26 Agosto 2025Il progetto di Monterosa 2000 (controllata da Finpiemonte Partecipazioni) per l'impianto di Scopello è finanziato per 10 milioni dal Ministero del Turismo, ma non coprono nemmeno metà dei costi. Dal grattacielo dicono che i soldi non ci sono
Non contenta delle beghe di pianura, la Regione Piemonte rischia di far pasticci anche in alta quota. È questo il caso dell’ovovia Scopello-Alpe di Mera, in Valsesia, che rischia di non veder mai la luce per un progetto decisamente sovrastimato, nei costi e nelle dimensioni. Il ministero del Turismo ha già messo dieci milioni di euro per finanziare l’opera, ma dalle parti del Grattacielo la cassa piange, e mentre il governatore Alberto Cirio non si è espresso sulla vicenda, i suoi assessori Marco Gallo e Gian Luca Vignale continuano a ripetere che i soldi non ci sono, e sono alla ricerca di qualcuno che possa metterli al posto loro.
Opera faraonica
Per sostituire la vecchia seggiovia che collega Scopello al comprensorio sciistico dell’Alpe di Mera, attiva da più di 40 anni, Monterosa 2000, società partecipata dalla Regione tramite Finpiemonte Partecipazioni e che gestisce gli impianti di risalita della Valsesia, ha presentato il progetto della nuova ovovia, dal costo iniziale di 21 milioni di euro, saliti presto a oltre 25. Una cifra spropositata e del tutto fuori scala, con una struttura progettata per trasportare 2500 persone all’ora, in una località frequentata in media da 500 persone al giorno, superando quota mille solo nei giorni di punta dell’alta stagione, con incassi che si aggirano attorno al milione di euro. Ma perché realizzare un’opera destinata ad andare in perdita? È quello che si chiedono gli amministratori locali, che dovranno sobbarcarsi buona parte dei costi. Per di più, non è ben chiaro se il terreno su cui dovrà sorgere la nuova stazione di risalita, appartenente alla famiglia Bozzo (i vecchi proprietari della seggiovia), sia stato già espropriato o ci sia ancora una trattativa in corso.
I soldi del ministero non bastano
Sì perché il Ministero del Turismo, tramite i bandi 2023/24, ha finanziato l’opera per dieci milioni di euro, che però non coprono nemmeno la metà dei costi costi complessivi. Gli altri chi ce li mette? I comuni di Scopa, Scopello, Pila e Piode, direttamente interessati all’opera, insieme all’Unione Montana Valsesia, contribuiscono complessivamente con circa 3,5 milioni di euro: una cifra tutt’altro che irrisoria, trattandosi di piccoli paesini. Resterebbero da reperire altri dieci milioni di euro, che sarebbero in capo alla Regione, la quale potrebbe fare un bando di finanziamento o realizzare un aumento di capitale per Finpiemonte Partecipazioni. Ma almeno per il momento il suo contributo pare latitare.
L’operazione Pietrasanta
Eppure Francesco Pietrasanta, presidente dell’Unione Montana Valsesia, aveva studiato un piano per assicurarsi il sostegno della Regione, trasformando una valle storicamente leghista in un fortino di Forza Italia, con una decina di sindaci passati al partito di Cirio. In questo modo, era il ragionamento politico di Pietrasanta, il governatore avrebbe fatto in modo da ricompensarli. Ma le cose stanno andando diversamente.
Il prestito a Macugnaga
A fornire parte dei soldi necessari potrebbe essere il comune di Macugnaga, al quale in base all’accordo di programma con la Regione sono stati stanziati 4 milioni di euro per il rinnovo della telecabina Pecetto-Belvedere. Macugnaga, oggi amministrata da un commissario prefettizio dopo l’arresto del sindaco Alessandro Bonacci, potrebbe destinare questi 4 milioni al progetto di Monterosa 2000 (di cui detiene una piccola partecipazione) in cambio della promessa di realizzazione futura della sua funivia. A questo punto mancherebbero solo sei milioni, ma potrebbero mancarne anche meno, qualora si decidesse di rivedere il progetto.
Ridimensionare tutto
Il bando del ministero del Turismo prevede infatti la possibilità di apportare modifiche, a patto che non portino a un aumento dei costi. Un problema che in questo caso non si pone, visto che si tratta dell’esatto contrario. Gli amministratori locali e gli esperti del settore concordano che il progetto sia sovradimensionato di almeno 4-5 milioni di euro, che si potrebbero risparmiare realizzando una struttura più congrua alle effettive capacità del comprensorio. Perché non se ne discute allora? Il sospetto è che in questo modo Monterosa 2000 possa crearsi l’alibi perfetto in caso di mancata realizzazione, scaricando tutto su chi doveva finanziare l’opera e non l’ha fatto. Tocca alla Regione prendere una posizione chiara in merito: i soldi ci sono o no? Gallo e Vignale fanno capire di no, mentre Cirio glissa. E i sindaci e cittadini della Valsesia si aspettano un po’ di chiarezza, prima di pagare di tasca propria.


