Red carpet

“Chi è quella signora che avanza sul red carpet con il vestito tono su tono?”, chiede il malizioso cronista alla Mostra del Cinema di Venezia. “È l’assessora alla Cultura del Piemonte, Marina Chiarelli”, risponde il collega, trattenendo a stento una risata. E in effetti la scena sembra rubata a una commedia: la declassata della giunta Cirio – due deleghe pesanti evaporate (Turismo e Sport) e rapporti ormai ai minimi storici col suo partito, Fratelli d’Italia – trova consolazione nella Laguna.

L’occasione è l’82esima Mostra internazionale del cinema di Venezia, dove il Piemonte recita la sua parte. Film d’apertura: La Grazia di Paolo Sorrentino, girato soprattutto a Torino. Un bel modo per festeggiare i 25 anni della Film Commission, che porta tre produzioni “made in Piemonte”. E l’assessora, microfono alla mano, recita il comunicato di rito: “Crediamo fermamente nel cinema e nella potenzialità del Piemonte come palcoscenico delle produzioni nazionali e internazionali, e continueremo a investire in questo settore”. Parole istituzionali, certo. Ma tra i fotografi e il pubblico la battuta corre veloce: “Altro che tappeto rosso, pare che il vestito se lo sia fatto strappando un pezzo del red carpet”. Un look mimetico – per chi sperava di passare inosservata – o una scelta di coraggio cromatico?

Intanto a Torino, i suoi (numerosi) detrattori scuotono la testa: “Chissà se il ritorno dalla Laguna servirà a restituirle un po’ di smalto politico, più che lustrini da passerella”. Perché, al di là del glamour, il vero film per la Chiarelli comincia adesso: e non è detto che finisca con un lieto fine.

print_icon