"Fermato prima di incominciare", l'addio (e atto d'accusa) di Schael
Stefano Rizzi 13:46 Venerdì 29 Agosto 2025Ringraziamenti ed elogi al personale della Città della Salute da parte del commissario sfiduciato dalla Regione Piemonte dopo appena 6 mesi. Oltre al rammarico per il poco tempo concesso, molti richiami a questioni irrisolte e alle inchieste della Procura - LA LETTERA
“È sempre difficile scrivere una lettera di commiato, soprattutto quando la separazione è così improvvisa, veloce e forzata come in questa occasione. Sono stati solo sei mesi, ma intensi. Sinceramente non avrei voluto un allontanamento cosi precipitoso che lascia un vuoto dentro di me, ma credo anche che un ennesimo cambiamento alla direzione sia un inutile contraccolpo per la conduzione quotidiana del vostro prezioso lavoro ed una perdita di tempo”.
Si apre così la lettera che l’ormai ex commissario della Città della Salute di Torino Thomas Schael ha scritto rivolgendosi non alla Regione Piemonte e quindi a chi ne ha deciso l’eclatante e rapido licenziamento, bensì a “per un saluto e soprattutto per un ringraziamento nei confronti dei dipendenti ospedalieri e degli universitari tutti, che ogni giorno fanno sì che la Città della Salute e della Scienza sia riconosciuta da tutta Italia quale Dea di terzo livello, nella visione di diventare uno dei migliori ospedali d’Europa. Sia chiaro – aggiunge il manager tedesco con stile, ma senza rinunciare a richiamare criticità e distorsioni che qualcuno vorrebbe nascondere o sminuire – questa è un'eccellenza grazie a tutti voi, che rischia di essere oscurata dagli interessi di pochi”.
Prima di elencare ulteriori apprezzamenti e potenzialità dell’azienda di corso Bramante, Schael dice quel che certamente darà fastidio a qualcuno, ma che è ciò che la gran parte pensa. “La mia missione di Commissario è basata su legalità e trasparenza e forse non mi è stato concesso il tempo necessario per iniziare questo arduo e nobile percorso. Sei mesi per qualsiasi azienda, pure piccola, sono un tempo assolutamente insufficiente anche per portare a compimento i due obiettivi assegnatimi dalla Regione Piemonte: realizzare il piano di razionalizzazione ed efficientamento ed attivare il percorso di trasferimento al nuovo Parco della Salute, della Scienza e dell’Innovazione, compreso lo scorporo di Oirm e Sant’Anna”. Obiettivi che, giova ricordarlo erano stati alla base della motivazione del commissariamento (non potendo scrivere in una delibera la vera ragione, ovvero la negata intesa sul nome di Schael da parte dell’Università) e che persistono tuttora quando si è deciso di nominare un direttore generale.
Parole di elogio per il personale, ma anche rivendicazione delle decisioni assunte per la salute pubblica comprese le circolari sul divieto di fumo e le regole sugli accessi in alcuni locali con le divise usate nei reparti. “Alcune scelte possono essere parse impopolari, ma sono sicuro – scrive ancora il manager – che avrebbero portato i risultati auspicati secondo le regole della Sanità pubblica, senza dimenticare un’indagine della Procura della Repubblica di Torino che da tempo aleggia sulla nostra Azienda da ben prima del mio arrivo a Torino. Proprio in quest’ottica ho sempre operato all’insegna della legalità e della trasparenza”. Parole queste ultime che potrebbero apparire profetiche e che, comunque, ricordano ciò che anche in questo caso spesso si è cercato di mettere in secondo piano rispetto al carattere dell’ex commissario.
“Ringrazio e saluto tutti, augurandovi buon lavoro ed un sincero in bocca al lupo per il bene di questa importante Azienda che si chiama Città della Salute e della Scienza di Torino e che mi rimarrà sempre nel cuore”. La chiosa Schael la affida a una frase di Seneca che pronunciò proprio all’atto del suo insediamento e il cui senso forse potrebbe essere compreso compiutamente anche e soprattutto dopo la sua partenza da corso Bramante: “Il saggio non dice mai tutto quello che pensa, ma sempre ciò che conviene dire”.


