C'è una valle che dice Oui Tav
Gioele Urso 17:12 Sabato 30 Agosto 2025Il primo treno si vedrà solamente tra qualche anno ma a Saint Jean de Maurienne, in Savoia, si comincia a pensare come si possa sviluppare economicamente il territorio intorno alla Torino-Lione. Che qui non viene contestata, ma vista come un'opportunità - VIDEO
Dal nostro inviato a Saint Jean de Maurienne. È una questione di sviluppo e ricchezza del territorio. Dopo decenni in cui si discute e si lavora a singhiozzo sulla linea ad alta velocità Torino-Lione, chi dimostra di avere una visione europea complessiva comincia a studiare le opportunità che si svilupperanno sui territori che verranno attraversati dalla Tav. A Saint Jean de Maurienne, comune di meno di 10mila abitanti a circa una ventina di chilometri dal confine italiano, lo sanno bene. Qui una volta entrato in funzione il tunnel ferroviario dell’alta velocità sorgerà la stazione internazionale che metterà in collegamento la località montana francese con i comprensori sciistici delle Alpi a poche ore di distanza dalle principali capitali europee, migliorando l’attrattività della Maurienne. Amministratori e imprenditori di questo sono consapevoli e forse è anche per questo motivo che le proteste contro l’alta velocità non hanno mai attecchito, né tantomeno dato vita a quella guerriglia perenne che invece da decenni segna il versante italiano.
Little Italy Festival

È sabato 30 settembre. Alle 9 di mattina Saint Jean è già viva e popolata. Nella piazza centrale del paese e per le vie che si sviluppano intorno al centro sono allestiti numerosi banchetti. Il dj ha già acceso la consolle e dalle casse escono le canzoni di Toto Cutugno, Eros Ramazzotti, Ornella Vanoni e Mina. È il giorno dedicato all’Italia, quello durante il quale è stato presentato il programma del Little Italy Festival che si terrà qui nel settembre del 2026. “È il primo festival che faremo e ci aspettiamo fino a 200.000 persone”, ci spiega il produttore dell’evento, Roberto Ciurleo.
Un afflusso record per un territorio che, anche a partire da questo appuntamento, sta cercando di costruire un progetto di sviluppo che coinvolga l’intera valle della Maurienne. Imprescindibile però è la connettività tra i territori, il collegamento tra Italia e Francia, ed è qui che entra in gioco la Torino-Lione. “Le montagne adesso sono una barriera e raggiungere l’Italia è difficile e ci vuole tempo”, spiega Félicia Azzariti, organizzatrice del festival. La prospettiva però è quella di raggiungere Torino e Milano in breve tempo grazie all’alta velocità.
La rivoluzione dei trasporti
La logica è un po’ la stessa che ha seguito chi negli anni ha comprato una casa a Torino sulla linea di sviluppo della metropolitana. Dove è arrivato il tunnel sotto la città si è sviluppato anche il territorio in superficie e la stessa cosa succederà in quei territori che verranno attraversati dal Tav. “Al di là dell’aspetto economico, le montagne chiudono le due frontiere e gli scambi sono un po’ passivi”, spiega il sindaco di Saint Jean de Maurienne, Philippe Rollet, “La ferrovia transalpina e la Torino-Lione faciliteranno i collegamenti aprendo tante connessioni per incentivare gli spostamenti transfrontalieri. Per rinforzare l’economia e l’agricoltura. Questi scambi sono costruttivi per tutti”.
Qui non ci sono state le barricate contro l’alta velocità. Vi siete chiesti il motivo? “Storicamente bisogna appoggiarsi su un progetto strutturato di mobilità dolce. Bisogna decarbonizzare integrando i paesi europei attraverso un corridoio che parte da Lisbona e arriva a Kiev. Ha politicamente valore unire il territorio locale a due grandi città come Milano e Torino. Il progetto ci avvicina alla dimensione europea”. Una logica sposata anche dalla popolazione. Decarbonizzazione, minor trasporto su gomma e crescita del territorio, questa è la risposta francese a quella frangia del mondo ambientalista che nell’alta velocità vede ancora più contro che pro.
“Ci sono 10 milioni di italiani in Francia che hanno un link con l’Italia”, aggiunge Roberto Ciurleo, “Io sono francese di genitori italiani, sono nato qua. Ci sono tante persone di origini italiane qua in Savoia. Questa rivoluzione dei trasporti fa in modo che francesi e italiani possano essere collegati più facilmente. Per i milanesi con la transalpina è più facile andare a sciare in Maurienne che in Italia. Questa è la verità”.
Gli effetti della Tav
C’è anche un altro aspetto che forse facilita le cose: qui gli effetti della Tav si colgono già. È vero che per vedere passare un treno della Torino-Lione ci vorranno ancora parecchi anni, ma dal 2022 è operativo il nuovo polo temporaneo che sostituisce la vecchia stazione. È stato realizzato per facilitare le connessioni con gli altri sistemi di trasporto durante questa fase, in cui i lavori continuano. L’inaugurazione della stazione internazionale è prevista per il 2030 e attualmente 200 persone sono impiegate nell’opera.


