DIRITTI & ROVESCI

Suk, giunta Lo Russo "fuorilegge". FdI annuncia l'esposto in Procura

Il mercato di libero scambio di via Carcano torna al centro della polemica: il Comune di Torino autorizza aperture oltre i limiti della nuova legge della Regione Piemonte, i consiglieri di Fratelli d'Italia spostano la battaglia nelle aule giudiziarie

Da anni è il mercato più discusso di Torino, per la destra simbolo di degrado e abusivismo, per la sinistra presidio sociale da difendere. Il cosiddetto “suk” di via Carcano, nato negli anni Novanta come spazio destinato alla vendita e allo scambio di oggetti usati (e spesso di dubbia proveniente) a prezzi molto bassi è di nuovo al centro della contesa politica: la giunta comunale di centrosinistra ha prorogato di un anno la concessione all’associazione ViviBalon, ignorando la nuova legge regionale che limita a dodici le giornate annue per i mercati straordinari. Il caso dall’aula della Sala Rossa ora rischia di spostarsi nelle aule del tribunale.

“Sulla concessione del Comune di Torino e le aperture del Suk di via Carcano siamo pronti a presentare un esposto penale in Procura”, dichiarano i consiglieri di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 7 — la capogruppo Patrizia Alessi, insieme a Francesco Caria e Domenico Giovannini – annunciando un’iniziativa che promette di incendiare ancora di più lo scontro tra il partito meloniano e la giunta di Stefano Lo Russo.

La legge c’è, il Comune fa finta di nulla

Da fine agosto è entrata in vigore la modifica alla legge regionale sui mercati. La norma – che disciplina fiere, mercati straordinari e iniziative di commercio temporaneo in tutto il Piemonte – prevede un tetto massimo di dodici giornate annuali per eventi di questo tipo. Non è scritta per il “suk”, ma i suoi effetti sono immediati sul mercato di libero scambio di via Carcano, che in passato godeva di aperture ben più frequenti.

Il Comune però tira dritto e ha prorogato per un anno la concessione a ViviBalon, senza gara e alle stesse condizioni di prima, cioè con un calendario che inevitabilmente supera il limite fissato dalla Regione. Nelle premesse della determina, l’amministrazione riconosce esplicitamente di essere a conoscenza della nuova normativa, ma procede comunque alla proroga. Per FdI si tratta di “un atto di grave e consapevole violazione di una legge pienamente in vigore”. E accusano: “Infischiandosene, l’amministrazione effettua una proroga alle condizioni previgenti, necessariamente destinata a sforare il numero di giornate consentite dalla Regione, facendo guadagnare un operatore privato che non ne avrebbe titolo”.

La mina giudiziaria

FdI annuncia di essere pronta a portare le carte in Procura di corso Vittorio Emanuele: “In questi giorni depositeremo l’esposto, informando già l’autorità giudiziaria che con il weekend del 12 ottobre termineranno le giornate di apertura permesse dalla legge, e che di conseguenza tutte le successive rappresenteranno un introito illegittimo per l’ente privato concessionario, in virtù di un atto amministrativo del Comune di Torino altresì illegittimo”. Una bordata che porta la vicenda dal piano politico a quello giudiziario, mettendo in imbarazzo l’amministrazione di centrosinistra e preparando lo scontro davanti ai giudici.

Un tema che divide da anni

Il Suk di via Carcano non è un mercato qualunque. È un simbolo, per alcuni di degrado e illegalità, per altri di inclusione sociale e riuso. Da anni è oggetto di un braccio di ferro politico: il centrodestra ne chiede la chiusura, il centrosinistra ne difende il valore sociale. Già nel 2020 la giunta aveva tentato di opporsi in sede legale ai tentativi regionali di smantellarlo. Ora, però, la cornice normativa appare più stringente: il tetto delle dodici giornate è legge, e non c’è appiglio per chi vuole mantenere lo status quo.

La strategia di FdI

La legge regionale è stata fortemente voluta dal centrodestra, con l’assessore Maurizio Marrone in prima linea che ha recepito l’emendamento firmato dal leghista Fabrizio Ricca. L’obiettivo dichiarato era mettere ordine al sistema dei mercati temporanei, ma con la conseguenza – per nulla casuale – di ridurre drasticamente le aperture del Suk.

La giunta Lo Russo ha scelto di andare in direzione opposta, difendendo l’esperienza come strumento per contenere il commercio abusivo e dare uno spazio regolato al libero scambio. Una linea sostenuta dall’ala più a sinistra del Pd, che considera quel mercatino un presidio sociale, ma che imbarazza i settori più moderati della maggioranza, preoccupati delle conseguenze legali. E proprio per questo FdI alza il tiro, portando la questione in Procura e mettendo pressione non solo al Comune, ma anche all’associazione concessionaria: “ViviBalon farebbe bene a stracciare la convenzione a propria tutela, altrimenti non potremo che agire di conseguenza”.

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