GRANA PADANA

"Molinari stai sereno": la Lega sarà vannaccizzata

L'ex parà conferma allo Spiffero i suoi piani: "Se entro in una qualsiasi associazione è per dare un contributo tangibile, non ci vedo nulla di strano". Monito alla vecchia guardia del Carroccio: "Prendete esempio da me anziché sentirvi minacciati"

Nessuna smentita, nessun passo indietro. Il generale Roberto Vannacci vuole prendersi la Lega e non ne fa alcun mistero, al contrario, rivendica con orgoglio la progressiva “vannaccizzazione” del partito. E se il segretario Matteo Salvini sembra ben contento, avendo individuato nell’ex parà della Folgore una gallina dalle uova d’oro per risollevare i consensi elettorali dopo anni in caduta libera, lo stesso non si può dire della guardia leghista, come il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari e il suo collega al Senato Massimiliano Romeo, che si ritrovano a fare i conti con una mutazione genetica rispetto al partito in cui militano sin da giovani.

Anche un’esponente di stretta osservanza salviniana come l’eurodeputata Susanna Ceccardi sembra insofferente al nuovo corso introdotto da Vannacci, chiamato a guidare la campagna elettorale per le regionali nella sua Toscana, dove ha blindato i fedelissimi lasciando le briciole alla sua collega a Bruxelles, che proprio a lui deve l’elezione, essendo risultata la prima dei non eletti nella Circoscrizione Centro prima di essere ripescata per via della rinuncia a quel seggio da parte del Generale.

Che può contare su uno strumento formidabile per affermare la sua egemonia: il Movimento Mondo al Contrario, che continua a espandersi in tutta Italia. Piemonte compreso, con buona pace di Molinari. Ma l’ex militare vuole dare un consiglio a lui e agli altri leghisti vecchio stampo: “Se qualcuno nella Lega è preoccupato faccia come me, magari provando a fare meglio”.

Generale, ma quindi è vero che vuole “vannaccizzare” la Lega?
«Assolutamente sì, ma è quello che dico dal primo giorno. Se entro in una qualsiasi associazione è per dare un contributo tangibile, facendo valere le mie idee. Credo sia l’obiettivo di chiunque, non ci vedo nulla di strano in questo. Se Zaia in Veneto prova a imporre la sua visione si parla di zaizzazione? Se Romeo detta la linea ai suoi in Senato è una romeizzazione? È del tutto naturale che sia così, altrimenti non ci sarei neanche entrato. Lo farei in un club di briscola, non perché non dovrei farlo in un partito politico».

Quindi è entrato nella Lega per restarci a lungo.
«Certo, ci sto da un anno e mezzo e ci sto benissimo. Le ricostruzioni di certa stampa si sono rivelate del tutto fallaci e mi dispiace per loro che speravano in un esito diverso, provando a inquinare le acque. Non precludo nulla in futuro, ma il mio presente è da vicesegretario ed europarlamentare della Lega».

Intanto i team del Movimento Mondo al Contrario (Mac) continuano a crescere. Non è l’embrione di un nuovo partito?
«Lo escludo categoricamente, credo di averlo già spiegato. Il mio partito è la Lega, mentre il Mac è un’associazione culturale, dove chiunque si riveda nei valori che ho esposto nell’omonimo libro può aderirvi, aiutandoci a invertire la rotta che ha preso la società occidentale. Possiamo definirlo un think tank che ha l’obiettivo di influenzare il dibattito pubblico portando al centro le nostre idee, e lo sta facendo molto bene, soprattutto da quando ha cambiato pelle».

Cambiato pelle in che modo?
«Siamo passati da una struttura verticistica, con una direzione nazionale, a una completamente orizzontale, volta a esaltare i talenti di ogni territorio. Una struttura simile a quella delle forze speciali, che si agiscono in piccoli gruppi e non hanno bisogno di capi e capetti, ma una volta ricevuto il compito portano a termine la missione. Adesso abbiamo 150 team e più di tremila iscritti in tutta Italia, e siamo destinati a crescere ancora».

Sicuro di non voler capitalizzare questo consenso?
«È quello che stiamo facendo, portando le nostre idee a sostegno dell’attività dei partiti di destra. Nessun iscritto ai team deve sentirsi obbligato a fare campagna elettorale o votare per la Lega, ma è chiaro che al momento di recarsi alle urne guarderà a chi è più vicino alla sua visione del mondo. Per questo dico che il successo dei nostri team fanno bene a tutto il partito».

Questi movimenti non rischiano però di indispettire le altre figure di spicco della Lega, che finirebbero per essere oscurati dalle sue iniziative?
«Per il momento questo non mi risulta, anche perché non ne avrebbero alcun motivo: con il mio Movimento non tolgo il posto a nessuno, al massimo porto nuovi voti alla Lega, e a beneficiarne sono tutti i militanti del partito, dal primo degli eletti all’ultimo degli iscritti. Se qualcuno di loro si sente minacciato dalle mie iniziative dev’essere un modo per spronarli a fare meglio: prendano esempio da me e provino a mettere in piedi qualcosa anche loro. Io non ci perdo nulla, è la Lega a guadagnarci».

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