Schlein salvi il soldato Lo Russo. Malumori nel Pd verso Avs e M5s
Gioele Urso 17:30 Martedì 02 Settembre 2025Serpeggia nella chat whatsapp del gruppo dem il malcontento. Nel mirino la fuga in avanti di fine agosto degli alleati ecologisti, ma anche i distinguo, volti a rompere il campo largo, dei consiglieri pentastellati. La testardamente unitaria domenica a Torino e a Bra
Aperitivo a Torino e cena a Bra per la segretaria del Pd, Elly Schlein, che per il prossimo 7 settembre ha in programma una domenica fitta di impegni. Per la testardamente unitaria sarà l’occasione per passare da una birra in piazza d’Armi a un panino con la salsiccia di Bra in piazza Giolitti. Un appuntamento, quello cuneese, atteso da molto tempo dalla dirigenza locale del partito che già l’anno scorso aveva tentato, infruttuosamente, di ospitare la segretaria alla Festa dell’Unità.
Il rischio per Schlein però è che a farle diventare il piatto indigesto siano i malumori interni ai democratici in consiglio comunale che, a loro volta, non hanno digerito i distinguo di fine agosto di Avs e quelli del Movimento 5 stelle sul sindaco Stefano Lo Russo.
Disappunto in chat
Il disappunto è serpeggiato dentro le chat whatsapp del partito fino ad arrivare a quella del gruppo consiliare di Palazzo Civico. A farlo esplodere le interviste rilasciate dai pentastellati Andrea Russi e Valentina Sganga. Entrambi, parlando del campo largo e della possibilità che Partito democratico e Movimento 5 stelle possano correre insieme alle elezioni comunali del 2027, hanno ribadito di essere contrari a una ricandidatura dell’attuale primo cittadino.
Parole che sono state viste come il classico bastone pronto a essere messo tra le ruote del carro. Un segnale che al momento manchi la volontà di sedersi attorno a un tavolo per costruire un percorso unitario per superare le questioni politiche, e personali, che dividono i due gruppi dirigenti da sempre perché "se si vuole fare un'alleanza non si possono guardare solo le differenze". Insomma un gioco a rompere che a Torino è già stato visto anche nel passato recente.
Tanto che chi all’interno del Pd è già scettico nei confronti del campo largo ha colto l’occasione per ribadire la propria contrarietà all’alleanza. Ma fino a qui siamo davanti a una situazione che, al di là dei programmi delle segreterie nazionali, negli uffici dei gruppi politici è ben conosciuta.
Avs che pretende
Quel che invece ha dato, forse, ancora più fastidio ai dem sono state le parole di Angelo Bonelli, uno dei due leader di Avs. Il Verde parlando del puzzle delle candidature ha rivendicato, allo stesso modo di Nicola Fratoianni, un tassello anche per il proprio partito e ha spiegato che a Torino Avs è nelle condizioni di esprimere un proprio candidato. Parole che per forza di cose mettono in discussione, di nuovo, la ricandidatura di Stefano Lo Russo e hanno generano, di conseguenza, contrarietà nel maggior azionista del centrosinistra. Il Partito democratico.
La tesi è più o meno questa: Alleanza verdi sinistra non ha la forza per rivendicare alcunché. Il motivo? I risultati ottenuti fino a questo momento dal proprio assessore di riferimento Jacopo Rosatelli che dal punto di vista amministrativo viene giudicato debole. La frangia ambientalista del centrosinistra nel 2021 ottenne una delle deleghe più importanti e forse quella più congeniale, e la ottenne a dispetto dell’area cattolico sociale del Pd. A quattro anni di distanza i risultati non vengono giudicati all’altezza e anche il rapporto con il mondo delle cooperative sociali sarebbe complicato. Un po’ poco per poter pensare di essere dalla parte di chi serve le carte.
Chissà se Elly
Nodi da sciogliere che invece rischiano di ingarbugliarsi nelle ostinate trattative che dovrebbero portare qua e là alla formazione di alleanze larghe in vista delle prossime elezioni regionali. E chissà se tra una birra al bancone del bar della Festa dell’Unità di Torino e un panino con la salsiccia di Bra nel cuneese la segretaria del Pd riuscirà a trovare il tempo di confrontarsi con i dirigenti torinesi del partito sulla posizione di Lo Russo.
Difficile visti i tempi stretti. Schlein in teoria dovrebbe tenere il suo discorso alla Festa dell’Unità di Torino alle 18; da programma l’intervento della segretaria era previsto alle 19, ma è stato anticipato di un’ora e a rimetterci sarà Gianni Cuperlo che alle 17 sullo stesso palco parlerà “dell’offensiva culturale della destra”. A Bra invece è prevista alle 20.30. A conti fatti forse potrebbe ritagliarsi una manciata di minuti per tentare di salvare il soldato Stefano da uno stillicidio logorante.


