ECONOMIA DOMESTICA

Funivia appesa a un filo, Regione a caccia dei soldi che mancano

Oltre all'ipotesi di utilizzare i 5 milioni previsti dall'accordo di programma per Macugnaga (con il Comune che però è commissariato) la giunta Cirio sembra aver trovato la chiave per reperire le risorse per la realizzazione dell'impianto in Valsesia

La matassa non è ancora stata sbrogliata, ma per la realizzazione della nuova funivia della Valsesia, che collegherà Scopello all’Alpe di Mera, i dubbi iniziano a dipanarsi. A partire dall’interrogativo principale: chi finanzierà un progetto da 21 milioni di euro? I dieci milioni del Ministero del Turismo, uniti ai 3,5 erogati dai comuni interessati e dall’Unione Montana, non bastano, ma dalla riunione di ieri negli uffici della Regione si intravede una soluzione. Tuttavia le incognite non mancano.

La variabile Macugnaga

La via maestra della Regione Piemonte per reperire i fondi mancanti porta a Macugnaga, con cui negli anni scorsi è stato stipulato un accordo quadro per il rifacimento della seggiovia, dal valore di circa 5 milioni di euro. Dalle parti del Grattacielo l’idea è quella di stracciare l’accordo, per destinare quei soldi alla funivia Scopello-Mera, la cui realizzazione è stata affidata a Monterosa 2000, società controllata da Finpiemonte Partecipazioni (quindi a sua volta dalla Regione) che gestisce gli impianti di risalita della Valsesia.

L’amministrazione del comune, guidata in questi anni dal sindaco Alessandro Bonacci, sembrava essersi convinta, in cambio della promessa di un nuovo accordo in futuro. Peccato però che nel frattempo Bonacci è finito agli arresti domiciliari, la giunta è stata sciolta e ora si attende la nomina del commissario prefettizio. Tutto da rifare allora? In teoria sì, ma gli uffici regionali sono già al lavoro per trovare l’escamotage che permetta una rescissione unilaterale dall’accordo, e a quel punto resterebbero “solo” poco più di due milioni di euro per la copertura finanziaria dell’opera.

Coesione in alta quota

Essendo a corto di risorse proprie, la Regione ha pronto l’asso nella manica: i Fondi di Sviluppo e Coesione (Fsc), da cui attingere per completare il finanziamento dell’opera. Così facendo, se tutte le tessere del puzzle dovessero andare nel posto giusto, riuscirebbe nell’impresa considerevole di assicurare la realizzazione di un’opera strategica a livello regionale a una società su cui esercita indirettamente il controllo senza scucire praticamente un euro. Il presidente Alberto Cirio non si è ancora espresso pubblicamente sulla questione, ma ha assicurato il presidente dell’Unione Montana Francesco Pietrasanta (passato a Forza Italia insieme a una decina di amministratori della valle, per rinsaldare il legame con il governatore) che l’opera si farà.

Gli assessori Marco Gallo e Gian Luca Vignale, che in passato erano stati piuttosto prudenti sulla fattibilità del progetto, avranno cambiato idea? Mettere in fila tutte le tessere non sarà affatto facile, e bisognerà anche tener conto dei paletti che regolamentano l’utilizzo dei fondi europei. Ma di fronte alla prospettiva di non alleggerire ulteriormente le casse regionali, tutt’altro che floride, dal Grattacielo non può che filtrare ottimismo.

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