DIRITTI & ROVESCI

Viale, vent’anni da "dottor morte": "Ru486 nei consultori e a casa"

Il "papà" della pillola abortiva "festeggia" la prima somministrazione. Dal 2005 al Sant'Anna di Torino oltre 26mila interruzioni di gravidanza, pari al 74% delle Ivg. Ora l'esponente radicale sprona il centrosinistra a impegnarsi per estenderne l'uso

Vent’anni nei panni del “dottor morte”, come lo chiamano i suoi detrattori. Silvio Viale festeggia l’anniversario della somministrazione della prima pillola Ru486 lanciando una nuova sfida al mondo degli antiabortisti, ridimesionando l’azione pro vita dell’assessore regionale Maurizio Marrone e intimando al centrosinistra di passare dagli slogan, utili a finire solamente sui giornali, ai fatti. Insomma, lanciando provocazioni e tentando di mettere alla prova quelli che in teoria dovrebbero essere i suoi alleati. As usual, verrebbe da dire conoscendo il personaggio, da sempre divisivo.

Dal primo aborto a oggi

Era il 6 settembre del 2005. Una donna prenotata per un aborto chirurgico insiste per avere maggiori informazioni sulla Ru486, la pillola che permette l’interruzione di gravidanza farmacologia. Quella donna, quella stessa mattina, assumerà il mifepristone e diventerà la prima paziente della sperimentazione piemontese.

Da quel giorno all’ospedale Sant’Anna di Torino sono stati effettuati 26.000 aborti con la Ru486 su un totale di 42.000 interruzioni volontarie di gravidanza. Negli anni la percentuale delle donne che hanno scelto questo strumento è cresciuto progressivamente passando dal 23% del 2011 al 74% del 2024.   

La nuova sfida

Silvio Viale, medico radicale impegnato in politica, ricorda tutti i passaggi della controversa storia di questa pillola. Dalla prima donna, all’opposizione dei ministri dell’epoca Girolamo Sirchia e Francesco Storace: “Quando quest’ultimo venne a posare la prima pietra dell’ospedale di Verduno tentai di incontrarlo, ma con la complicità della digos riuscì a evitarmi”. Oggi a vent’anni di distanza, anche a causa del pragmatismo del quale si vanta, si trova tra l’incudine e il martello di quello che definisce uno “scontro ideologico parallelo” tra l’assessore regionale di Fratelli d’Otalia Marrone e le associazioni femministe.

Scontro, anche questo, più mediatico che con reali effetti perché, secondo lui, non avrebbe spostato neppure una virgola a vantaggio o a svantaggio delle donne. “Marrone è stato molto furbo”, spiega, “La stanza dell’ascolto al Sant’Anna non c’è mai stata perché mai è stata aperta”. Così il radicale lancia la sua nuova sfida, quella per consentire l’aborto farmacologico nei consultori e a domicilio.

“C’è una battaglia in Piemonte da fare ed è legata al fatto che non facciamo l’aborto farmacologico nei consultori e a domicilio. Cosa che dal 2020 è possibile. È vero che Marrone disse che non avrebbe mai autorizzato questa pratica, ma la decisione non spetta a lui perché è dell’assessore alla Sanità”. L’assessore in questione è Federico Riboldi che sulla questione il giorno del suo insediamento non prese una posizione netta spiegando di essere “uno di quei bambini che è stato adottato”, ma che “la primazia delle donne su questo tema va rispettata”.

GUARDA IL VIDEO DELL'INTERVISTA

Il centrosinistra si svegli

Viale e i radicali torinesi si apprestano dunque a giocare una nuova partita sul tema dei diritti individuali e vogliono battersi per portare al loro fianco il centrosinistra. Il primo passaggio, ha spiegato Igor Boni, sarà presentare una mozione al Consiglio regionale del Piemonte, ma il vero tavolo di confronto sarà tutto interno alla coalizione in vista delle elezioni regionali. Un fronte in cui le posizioni non sono affatto univoche.

“La questione da porre in Piemonte è perché non si faccia l’aborto ambulatorialmente nei consultori come la legge 194 prevedeva e come dal covid lo prevede una circolare regionale”, dice Viale, “Questo permetterebbe alla donna di assumere la Ru486, il primo farmaco, davanti al medico in ambulatorio e il secondo farmaco, la prostaglandina che è quella che fa venire l’aborto, a casa e tornerebbe poi per un controllo. Quindi potrebbe farlo a casa con i propri cari o con chi vuole ed è quello che succede in tutto il mondo”. Per questo sollecita la sinistra a prendere posizione: “Mi aspetto che faccia quello che rinfaccia al centrodestra. C’è la Festa dell’Unità, prenda degli impegni da mettere nel programma elettorale”.

print_icon