STATO REGIONE

Acque agitate tra Regione e Governo. Marnati: "L'abbiamo fatto apposta"

Per l'assessore regionale all'Ambiente Palazzo Chigi non aveva altra scelta che impugnare la legge del Piemonte che deroga alle norme sul deflusso ecologico nei fiumi. La minaccia della procedura d'infrazione da parte di Bruxelles. "Vogliamo alzare un polverone"

Sono andati a sbattere, ma l’hanno fatto di proposito. È questa la versione dell’assessore regionale Matteo Marnati sull’impugnazione da parte del governo della legge sul deflusso ecologico, contenuta nell’ultimo decreto Omnibus della Regione Piemonte e che deroga alla legge nazionale – che a sua volta recepisce una direttiva europea – sul prelievo di acqua dai fiumi, innalzando la soglia massima dal 50 al 70%. “Disposizioni in contrasto con la normativa statale ed europea in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema”, si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi. Una sonora bocciatura, ma per la Regione non c’è nessun caso politico, solo un atto dovuto: “Vogliamo sollevare un polverone su questo tema e difendere i nostri agricoltori, è solo l’inizio di una partita a scacchi e il governo è con noi”, assicura Marnati. Ma intanto incassa il fuoco amico e attende la pronuncia della Corte Costituzionale.

Leghisti contro

A deliberare l’impugnazione della legge regionale è stato il ministro per le autonomie Roberto Calderoli, leghista proprio come Marnati, che però resta convinto che a Roma il governo di centrodestra stia dalla sua parte: “Non c’è nessuno scontro, sapevamo benissimo che il governo avrebbe impugnato, non aveva altra scelta”. Ma allora perché fare una legge se si è già consapevoli della sua inapplicabilità? Per l’assessore si tratta di una provocazione, con l’obiettivo di dare un segnale politico in grado di portare il tema sul tavolo del Consiglio dei ministri e da lì in sede europea. “C’è tutto un paradigma da cambiare, si mettono in contrapposizione i temi dell’agricoltura e della biodiversità, quando le due cose vanno di pari passo. Le risaie non disperdono acqua, ma la trattengono”.

Obiettivo Bruxelles

Per Marnati infatti la bocciatura non viene da Roma, bensì da Bruxelles, che con la sua direttiva sulla conservazione dell’ecosistema lega le mani al governo nazionale, che in caso di mancato recepimento incapperebbe in una procedura d’infrazione. “È una scelta obbligata, il governo ci ha già dato la deroga al 50%, che è il massimo consentito dalla direttiva comunitaria. Se non cambiano le regole in Europa non si va da nessuna parte, per questo abbiamo voluto porre l’attenzione su questo tema”. Già lo scorso 5 agosto il Ministero dell’Ambiente aveva bocciato il provvedimento, fornendo un parere negativo in cui ravvisava problemi di legittimità costituzionale e incompatibilità con la normativa Ue. Marnati però non si arrende: “Noi la legge non la cancelliamo, restiamo in attesa del giudizio della Corte Costituzionale. Se ce la bocciano troveremo un altro modo”.

Precedenti fortunati

L’ultima speranza della Regione per tenere in vita la legge è quindi la Consulta, che potrebbe dare ragione alla giunta Cirio anziché al governo Meloni, in un conflitto tutto interno al centrodestra. “È già successo in passato che la Corte ci desse ragione, come nel caso dei Pfas. Qui la questione è più complessa, ma ci proviamo. Non è una battaglia persa in partenza”. Marnati conta anche sull’appoggio della Lombardia, altra regione governata del centrodestra nell’ambito del bacino distrettuale del Po: “Spero che ci venga dietro in questa battaglia, che non riguarda solo Novara e Vercelli, ma anche Pavia”.

Question time  

Intanto in vista del Consiglio regionale di martedì prossimo – il primo dopo il rientro dalle vacanze – la consigliera di Avs Alice Ravinale ha presentato un’interrogazione nei confronti dell’assessore, per chiedere se, come si evince dalle parole di Marnati, la giunta intenda tirare dritto, infischiandosene dei pareri negativi del governo. Un provvedimento che lei giudica miope: “Prendiamo atto che i fautori della legalità in questo caso hanno deciso di violare consapevolmente le norme, gettando nel caos la gestione delle acque in Piemonte. Sarebbe ora che l’attuale Giunta smettesse di portare avanti provvedimenti propagandistici alla disperata ricerca di consenso”.

print_icon