Colpo di scena (e di coda): Schael torna alla Città della Salute. Sfida legale alla Regione
Stefano Rizzi 07:00 Sabato 06 Settembre 2025L'ex commissario non avrebbe ricevuto la notifica della decadenza. Mancherebbe anche la pubblicazione della nomina di Tranchida. Il manager tedesco ha annunciato ai vertici del grattacielo la sua presenza in corso Bramante. Avvisaglie della battaglia giudiziaria
Colpo di scena. Lunedì mattina Thomas Schael varcherà il portone della Città della Salute. E non lo farà per recuperare qualcosa nell’ufficio da cui è stato cacciato dall’assessore Federico Riboldi per essere sostituito con Livio Tranchida. Il defenestrato commissario si presenterà in azienda semplicemente, si fa per dire, perché nessuno gli ha comunicato ufficialmente la fine del suo incarico, tantomeno pare fino a oggi essere stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte la delibera di nomina a direttore generale dello stesso Tranchida.
Due passaggi procedurali che, a quanto risulta allo Spiffero, sono evidenziati nella comunicazione formale che Schael ieri ha inviato ai vertici della Regione Piemonte, annunciando e confermando la sua presenza al posto di lavoro dopo alcuni giorni di assenza per motivi personali.
Quale sia l’esito delle pec, le comunicazioni inviate tramite posta certificata, al grattacielo non è dato sapere, ma non è affatto azzardato vedere nella mossa dell’ex commissario una strategia, più che presumibilmente con supporti giuridici, tesa a non concludere la vicenda come si supponeva e forse tuttora di suppone al massimo vertice della sanità piemontese.
La rosa con le spine
Der Kommissar nell’annunciare la sua presenza al “posto di lavoro” che Riboldi gli aveva assegnato addirittura per cinque anni salvo silurarlo dopo pochi mesi di tensioni, farebbe anche riferimento alla sua diffida a procedere alla nomina di un nuovo direttore generale inviata al grattacielo di fronte a quella terna inviata da Riboldi all’Università. Una rosa in cui oltre a Tranchida e al direttore generale del San Luigi Davide Minniti compariva anche il nome di Bruno Osella, a capo dell’Asl To5, ma privo dei requisiti per dirigere la Città della Salute e poi sostituito dal numero uno del Maggiore di Novara Stefano Scarpetta.
Carte bollate in arrivo
Facile immaginare che altri capitoli di questa storia vengano scritti su pagine di carta bollata, a ulteriore conferma di una gestione maldestra di una questione che si sarebbe potuta risolvere in altro modo. Tutto ciò anche mantenendo ferma la decisione di non prolungare oltremodo la permanenza del manager tedesco ingaggiato come uomo d’ordine e poi scaricato per via di un modus operandi, nel bene o nel male a seconda dei giudizi, noto a tutti nell’ambito della sanità dove Schael non è certo uno sconosciuto.
L’atto formale compiuto ieri con l’invio delle pec potrebbe apparire in aperta contraddizione con la lettera di commiato indirizzata dall’ex commissario a tutti gli operatori della Città della Salute che aveva provocato la piccata reazione dell’assessore in sue pubbliche dichiarazioni e ancor più in manifestazioni private del suo pensiero. Insomma, Schael non cade certo dalle nuvole e sa bene cos’ha deciso per lui la Regione. Ma la questione sarebbe, dunque, formale laddove la forma spesso è sostanza. Il pasticciaccio brutto di corso Bramante potrebbe essere ancora in gran parte da scrivere.


