Messo in prova. Elkann versa al fisco 183 milioni
18:46 Lunedì 08 Settembre 2025Un patrimonio, quello di Marella, vedova di Gianni Agnelli, di circa un miliardo di euro: beni non tassati e redditi non dichiarati pari a 248,5 milioni. Archiviazione per Lapo e Ginevra e per il notaio svizzero Urs von Grünigen. Ferrero patteggia, chiuse le indagini su Morone
John Elkann, presidente di Stellantis e ceo di Exor, ha raggiunto un’intesa con la procura di Torino che gli consente di beneficiare della cosiddetta “messa in prova”, evitando così l’apertura di un processo per presunta evasione fiscale e frode legata alla residenza fiscale e alle tasse di successione di Marella Caracciolo, nonna di John, Lapo e Ginevra Elkann e moglie dell’Avvocato Gianni Agnelli, storico presidente della Fiat.
L’accordo con la procura è arrivato dopo che Elkann ha versato all’Agenzia delle Entrate 183 milioni di euro a titolo di imposte e sanzioni, a seguito dei rilievi della Guardia di Finanza di Torino. La notizia è stata ufficializzata oggi, lunedì 8 settembre, dal procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, subito dopo la chiusura dei mercati.
Eredità milionaria e residenza svizzera “fittizia”
Secondo la procura, Marella Caracciolo non avrebbe dichiarato redditi per circa 248,5 milioni di euro e avrebbe mantenuto una massa ereditaria non tassata stimata intorno a 1 miliardo. Le indagini hanno ricostruito come la residenza svizzera di Caracciolo fosse sostanzialmente fittizia, rispetto ai fatti contestati.
La definizione con il Fisco
Già ad agosto, Elkann aveva reso nota la chiusura di un’intesa con l’Agenzia delle Entrate per chiudere eventuali contenziosi fiscali legati all’eredità della nonna, precisando che non si trattava di ammissione di colpa. L’obiettivo dichiarato era di porre fine rapidamente a una vicenda complessa e delicata dal punto di vista familiare.
Il ruolo della messa in prova
La messa in prova consente, per chi non ha precedenti penali, di evitare le conseguenze di un reato presunto svolgendo lavori di pubblica utilità per un periodo determinato; se l’esito è positivo, il reato si estingue. Nel caso di John Elkann, questo passaggio è stato necessario per chiudere definitivamente il procedimento penale che lo avrebbe altrimenti portato a rinvio a giudizio.
Per i fratelli Lapo e Ginevra Elkann, così come per il notaio svizzero Urs von Grünigen, i pm hanno richiesto l’archiviazione. Il commercialista torinese Gianluca Ferrero ha invece ottenuto il via libera al patteggiamento. Resta aperta la posizione del notaio torinese Remo Morone, indagato per falso ideologico nei documenti societari della Dicembre, la società semplice al centro dell’impero Exor.
Il giudice per le indagini preliminari dovrà ora confermare l’accordo tra procura e Elkann, mettendo la parola fine a un’inchiesta condotta dai pm Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti, con la Guardia di Finanza. L’indagine ha permesso di rintracciare circa 700 milioni di euro depositati in trust alle Bahamas, oltre a opere d’arte e gioielli appartenuti a Gianni Agnelli e poi a Marella Caracciolo.
Il contenzioso con Margherita
L’inchiesta era partita da un esposto di Margherita Agnelli de Pahlen, che contesta la validità dei tre testamenti svizzeri della madre e dei patti successori del 2004, rivendicando la sua qualità di erede e denunciando la mancata dichiarazione dei patrimoni esteri. Secondo Margherita, la successione avrebbe dovuto seguire la legge italiana, poiché Marella Caracciolo sarebbe stata residente in Italia negli ultimi dieci anni della sua vita.
Le contestazioni fiscali riguardano il presunto mancato pagamento delle imposte sul vitalizio che Margherita versava ogni anno alla madre e la conseguente evasione sulle imposte di successione. Nell’ambito dell’indagine, il gip ha anche disposto un sequestro preventivo di 74,8 milioni di euro.
Parte dei documenti dell’inchiesta penale confluiranno ora nella causa civile in corso a Torino. Lo scorso dicembre il giudice Nicoletta Aloj aveva autorizzato l’utilizzo delle carte penali nel procedimento civile, un passo che favorisce la posizione di Margherita Agnelli nella sua battaglia per l’applicazione della legge italiana nella successione della madre.


