A San Pietro torna la Messa antica, Repole tenta di quietare il clero
Eusebio Episcopo 07:00 Domenica 14 Settembre 2025Proibita negli ultimi due anni da papa Francesco, la celebrazione secondo il Vetus Ordo sarà presieduta dal cardinale Burke per volere di Leone XIV. Intanto a Torino si teme che all'Assemblea esploda il malcontento dopo gli spostamenti dei parroci
La canonizzazione del giovane Carlo Acutis, avvenuta domenica scorsa in piazza San Pietro, proprio non è andata giù al teologo e liturgista, docente al pontificio Ateneo Sant’Anselmo, Andrea Grillo, il quale, dopo aver definito il nuovo santo un «mal-educato eucaristico», ha ironizzato con i propositi – definiti da lui «il kit per diventare santi» – che Carlo fece durante la sua breve vita e che rispecchiano per molti versi la spiritualità del quasi coetaneo San Domenico Savio, pupillo di Don Bosco: cercare di andare a Messa tutti i giorni e fare la Comunione, recitare ogni giorno il Rosario, leggere ogni giorno il Vangelo e adorare Gesù nel tabernacolo, confessarsi tutte le settimane, fare fioretti e aiutare gli altri, affidarsi all’Angelo Custode. Secondo Grillo quello di Carlo Acutis verso l’Eucaristia invece di essere semplicemente cattolico, è «un culto ottocentesco di un giovane di 15 anni che ha una cultura eucaristica non al passo con la contemporaneità. È l'esempio dell’utilizzo di simboli giovani per parlare un linguaggio vecchio. Questo non fa che attirare i tradizionalisti». Se così fosse fra questi ultimi sarebbe da annoverare anche Leone XIV quando ha vegliato con centinaia di migliaia di giovani e li ha guidati nella pratica dell’adorazione eucaristica? Chissà.
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Si è aperto a Torino il festival della Missione nella chiesa di San Filippo – che alcuni ritengono stia assumendo da tempo le sembianze di un tempio massonico – aperto da Luciana Littizzetto ancora ricordata quando al Salone del Libro di qualche anno fa fu redarguita dal cardinale Severino Poletto per le satire che ogni domenica la comica torinese indirizzava contro il cardinale Camillo Ruini. Alla festa dell’Unità c'è stata invece la parata del cattodem con la consigliera del Pd Monica Canalis e il presidente della Circoscrizione 2 Luca Rolandi che hanno parlato dei loro libri sul cattolicesimo democratico e su san Pier Giorgio Frassati ridotto ad archetipo e prototipo del democristiano di sinistra.
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Si è tenuto a Roma il pellegrinaggio giubilare organizzato da “La Tenda di Gionata”, l’associazione che si propone di coniugare omosessualità e cristianesimo. L’evento è stato annunciato come il “giubileo Lgbt” ma, a quanto risulta, non si è trattato di un evento organizzato dal Vaticano ma di un pellegrinaggio come tanti altri in questo Anno Santo. A sminuirne la portata è stato – paradossalmente – uno dei siti più importanti del mondo Lgbt e cioè gay.it dove si è lamentata la scarsa, anzi quasi nulla apertura da parte della Chiesa se si esclude la Messa celebrata per i pellegrini nella chiesa romana del Gesù da parte del vescovo di Cassano all’Ionio, monsignor Francesco Savino, il quale ha affermato che l’Eucaristia è inclusiva dimenticandosi però di dire che essa è esclusiva per quanti si trovano in grazia di Dio.
Tutti abbiamo bisogno di conversione e il giubileo è un’occasione per accogliere la misericordia di Dio. L’insegnamento della Chiesa rimane comunque fermo per cui le persone omosessuali non vanno discriminate o colpevolizzate ma accolte, esse «sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana». (Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2357-2359).
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La notizia della settimana è però quella che il cardinale Raymond Leo Burke celebrerà una storica Messa tradizionale – che era stata proibita negli ultimi due anni per ordine di papa Francesco – nella basilica di San Pietro durante l’annuale pellegrinaggio Summorum Pontificum che si tiene per la festa di Cristo Re l’ultima domenica di ottobre. La decisione è avvenuta direttamente da papa Leone XIV che aveva ricevuto il cardinale Burke poche settimane fa. Da ricordare che l’arciprete di San Pietro, cardinale Mauro Gambetti, dal 2021 ha vietato in basilica le tradizionali Messe private agli altari laterali restringendo inoltre l’uso del latino anche nelle Messe in Novus Ordo e imponendo l’unica concelebrazione all’altare della cattedra dove praticamente non c’è quasi mai nessuno. L’unica Messa Vetus Ordo quotidiana può essere celebrata solo la mattina presto nella cripta della basilica che invece, a dispetto dell’ora, è sempre affollata di fedeli. Un altro evento però caratterizzerà il pellegrinaggio. Esso sarà aperto venerdì ottobre dai Vespri pontificali secondo il rito antico presieduto nientedimeno che dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. Insomma, un bell’atout per i tradizionalisti.
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C’è attesa per l’Assemblea del clero torinese e valsusino che si terrà al Santo Volto giovedì 25 e sabato 27 settembre e che avrà come tema il solito «ripensamento delle forme di presenza della Chiesa sul territorio e di esercizio del ministero». Sarà l’occasione, a lunga preparata, per lenire le ferite che il metodo e il merito degli spostamenti dei parroci hanno lasciato nel corpo vivo del clero. Per questo è stato chiamato ad acquietare il malumore dei preti un boariniano della prima ora, il vescovo di Asti monsignor Marco Prastaro che, per essere stato vicario episcopale di Torino ai tempi dell’arcivescovo Cesare Nosiglia, ritiene di conoscere bene il clero torinese. Vi saranno anche le relazioni di don Michele Roselli e di don Mario Aversano e da quest'ultimo ci si attende che parli della sua esperienza di missus ridens incaricato di trattare con i preti per i loro spostamenti e di quanti dinieghi e in incomprensioni – si fa per dire – sia stato fatto segno.
Chissà se qualcuno avrà il coraggio di alzarsi in piedi e chiedere agli illustri relatori e all’arcivescovo Roberto Repole i veri motivi per cui sono stati cacciati da Torino i Padri del Verbo Incarnato – che si congederanno oggi dalle loro parrocchie di Maria Madre della Chiesa e di San Pier Giorgio Frassati – e non siano state tenute per nulla in conto le rispettose obiezioni delle comunità? Al di là delle teorizzazioni, molti si aspettano anche di sapere a che punto siano i “Percorsi” formativi dai quali dovrebbero uscire le famose «guide della comunità in équipe» che dovrebbero sostituire i parroci. Si dice infatti che i candidati a tale nebuloso ministero istituito non siano numerosi. Alcuni poi auspicherebbero anche un doveroso resoconto che faccia il punto sul ritorno della Curia in via Arcivescovado e quanto tutta l’operazione stia venendo a costare.
Nella Chiesa torinese le divisioni sono cresciute insieme all’incapacità dei vertici di ascoltare ma con la pretesa di plasmare clero e fedeli secondo le sensibilità di un gruppo ristretto, quasi per imporre un programma. Come è stato notato, si assiste ad un fenomeno che merita attenzione: le riflessioni negli incontri del clero vengono affidate a sacerdoti e vescovi che appartengono a correnti o cordate teologiche e ideologiche ben precise, spesso orientate in senso progressista o modernista. Questo metodo non è certo neutro e vuole orientare l’intero dibattito in quanto le relazioni si pongono come un preciso quadro di riferimento per la vita del presbiterio diocesano.
Insomma: adesso vi insegniamo noi come essere preti! Di solito questi «ripensamenti» arrivano alle seguenti conclusioni: 1) la Tradizione va decostruita, il ministero deve cambiare identità, perché non c’è più una continuità ontologica del presbiterato; 2) la cristologia passa in secondo piano a favore di un primato dell’ecclesiologia, il prete non è configurato a Cristo ma è un semplice incaricato della comunità; 3) il prete non è più mediatore che agisce in persona Christi capitis ma è un facilitatore di processi comunitari. In ogni caso il Sacramento dell’Ordine è svuotato e ridotto a una funzione sociale o a un coordinatore di apparati. Circa i ministeri istituiti non viene di solito esplicitato che essi hanno un carattere pratico mentre quelli ordinati hanno un carattere sacramentale e ontologico, questo spesso non è chiaramente affermato e genera confusione. Di solito, dopo questo tipo di convegni e di «ripensamenti» che non uniscono e non chiariscono, il clero appare sempre più stanco, diviso e frustrato mentre gli organizzatori si compiacciono e si autocelebrano in attesa di organizzare il prossimo incontro.


