Gli negano l'esame, malato di tumore costretto a pagare la risonanza
Stefano Rizzi 07:00 Lunedì 15 Settembre 2025Nuovi elementi sugli appuntamenti "farlocchi" fissati ai pazienti. Dopo il blocco delle procedure a Cuneo, gli accertamenti della Regione sui dati delle liste d'attesa. Nuova interrogazione di Marro (Avs). Valle (Pd): "Tranchida dia spiegazioni"
Operato per un tumore ai reni nel 2014, da esami di controllo undici anni dopo sarebbe emersa una lesione epatica. Il paziente, allarmato, si sarebbe fatto visitare da un primario ospedaliero che richiede una risonanza magnetica all’addome in classe B, ovvero entro 10 giorni. Inserito nella lista di valutazione dell’Asl Cuneo1, dopo un mese, il paziente sarebbe stato contattato telefonicamente per comunicargli che la richiesta era ritenuta inappropriata. Per la priorità D, quella meno rapida, non ci sarebbero posti e la sola alternativa per il paziente sarebbe l’esame a pagamento.
Il condizionale e la cautela sono d’obbligo nel riferire questa testimonianza raccolta da Giulia Marro, consigliera regionale di Avs che ha sollevato il caso delle prenotazioni fittizie all’azienda ospedaliera Santa Croce e Carle e all’Asl Cuneo1 su cui la Regione ha avviato un’indagine interna dopo aver immediatamente ordinato l’interruzione di questa procedura anomala.
Uno dei tanti racconti, più o meno dettagliati, che continuano ad arrivare all’esponente politico regionale e che sembrano raccontare una storia parallela e per alcuni aspetti apparentemente contrastante con il quadro ufficiale della sanità piemontese, incominciando proprio dai dati. Su questi e su situazioni come quella pocanzi riferita che rischiano di toccare pesantemente la salute dei cittadini e il loro diritto a vederla tutelata nei tempi e nei modi previsti, è in corso il lavoro di verifica disposto dal direttore regionale della Sanità Antonino Sottile.
Indagine alla quale non è affatto escluso possa aggiungersi quella di organismi inquirenti, viste le possibili conseguenze che il sistema posto in essere all’Asl diretta da Giuseppe Guerra e nell’azienda ospedaliera diretta fino a poco tempo fa da Livio Tranchida e ora sempre in capo allo stesso manager quale commissario dopo la sua nomina al vertice della Città della Salute di Torino.
Ai vertici tecnici della sanità regionale non si esclude, al momento nessuna eventualità, comprese segnalazioni alle autorità competenti nel caso in cui si profilasse un collegamento tra il sistema delle prenotazioni fittizie con orari fissati poco dopo la mezzanotte e l’attività fornita in regime di libera professione, ovvero a pagamento. Altrettanto varrebbe per quanto riguarda i dati relativi alle liste d’attesa. E proprio su questo aspetto, domani a Palazzo Lascaris, la consigliera di Avs tornerà con una nuova interrogazione in cui tra l’altro chiederà al presidente della Regione Alberto Cirio “se e come le prenotazioni fittizie influiscono sui dati regionali inerenti la gestione delle liste d’attesa”. Marro ricorda come “la correttezza e l’attendibilità dei dati ufficiali sui tempi di attesa costituiscono un presupposto essenziale per il monitoraggio e la programmazione sanitaria”, aggiungendo che “casi di pazienti che hanno ricevuto comunicazione oltre i termini previsti configurano una violazione del diritto di accesso tempestivo alle prestazioni, pur risultando formalmente rispettati i tempi di legge”.
Sul piano politico il caso di Cuneo allarga il fronte delle sempre più pressanti richieste al governo regionale anche al Partito Democratico che con il vicepresidente della commissione Sanità Daniele Valle sostiene che “la denuncia di Avs dovrebbe diventare una richiesta di chiarimenti di tutte le opposizioni, un aula e fuori”. Intanto li stesso Valle sostiene che “Tranchida debba chiarire i contorni di questa modalità di prenotazione, esclusiva della realtà cuneese, e se si tratta di iniziative che non conosceva o di sue decisioni o, ancora, di indicazioni dal centro”.
Interrogativi a cui in parte sembra aver già risposto la stessa Regione quando alla consigliera di Avs ha negato di essere a conoscenza di queste procedure, tant’è che ne ha poi disposto l’immediato blocco. Peraltro non risulta che di questo sistema, ritenuto utile se non addirittura indispensabile da alcuni medici che hanno sottoscritto una lettera e dallo stesso vertice del Santa Croce e Carle, fossero stati portati a conoscenza i vertici tecnici della sanità regionale, tantomeno sia stato discusso nella task force costituita su indicazione di Cirio e dell’assessore Federico Riboldi anche per affrontare il tema della tempistica e appropriatezza delle prescrizioni, task force di cui oltre a Sottile e al direttore dell’Asl Città di Torino Carlo Picco fa parte lo stesso Tranchida.
Tra le molte domande anche in attesa di una risposta che potrebbe arrivare dagli accertamenti interni una riguarda il numero delle prenotazioni fittizie. Da questo e dalla lunghezza del periodo in cui sono state inserite del Cup, il centro di prenotazione, potrebbe dipendere il peso sui dati delle liste d’attesa del Piemonte inviati all’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e al ministero. Altre verifiche sarebbero in corso sulle procedure utilizzate per comunicare ai pazienti i dinieghi opposti alle prescrizioni di esami e, anche in questo caso, i tempi. Che in più di un caso, secondo le testimonianze raccolte dalla consigliera regionale di Avs, avrebbero indotto, se non costretto, i pazienti a optare per prestazioni a pagamento.


