"Condotta antisindacale all'Asl", boomerang del caso Schael
Stefano Rizzi 17:30 Lunedì 15 Settembre 2025Le stesse accuse che hanno portato al licenziamento dell'ex commissario della Città della Salute oggi vengono mosse al direttore della To4 Vercellino. Cosa accadrà in caso di "condanna" del manager? Un precedente insidioso per la Regione Piemonte
Resterà quello di Thomas Schael l’unico caso di un manager licenziato dalla Regione Piemonte dopo che un sindcato dei medici aveva ottenuto ragione sul ricorso al Tribunale del Lavoro cui si era rivolto denunciando comportamenti antisindacali dell’ex commissario della Città della Salute?
Nella delibera di nomina del nuovo direttore dell’azienda di corso Bramante con cui si è dato il benservito a Schael, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi aveva messo nero su bianco, a sostegno della decisione, che “sono emerse difficoltà nella gestione delle relazioni sindacali in modo conforme alla legge e violazioni del principio di lealtà e trasparenza nelle relazioni sindacali, come acclarato nelle motivazioni del Tribunale del Lavoro”.
Parole che oggi risuonano come possibile pesante precedente per una vicenda, per molto versi, analoga che riguarda un altro manager. In questo caso ad essere accusato di “comportamenti ostativi l’attività sindacale” è Luigi Vercellino, direttore generale dell’Asl To4. E se a portare dinanzi al giudice Schael era stato il sindacato dei camici bianchi Cimo, oggi a percorrere la stessa strada è la sigla di rappresentanza degli infermieri e dei lavoratori del comparto Nursind.
Nella comunicazione ufficiale, il segretario territoriale per la provincia di Torino del sindacato, Giuseppe Summa, fa presente al direttore dell’azienda sanitaria di “aver dato mandato a procedere nei confronti dell’Asl To4 per condotta antisindacale ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavooratori”. Esattamente lo stesso articolo citato come motivazione principale dalla Regione per giubilare, dopo appena cinque mesi, l’allora der kommissar. E non poche le analogie con il caso Schael che si ritrovano nelle contestazioni mosse dal sindacato nei confronti di Vercellino.
“L’assenza di informativa preventiva relativa ad alcuni atti, la mancata informazione in alcune materie, l’assenza di risposte alla richiesta di dati, propedeutici al confronto e alla contrattazione, nonché il mancato rispetto del contratto collettivo nazionale relativamente ad alcuni istituti oggetto di confronto e contrattazione previsto dagli articoli che regolano le relazioni sindacali e per concludere la mancata apertura del confronto relativamente all’applicazione di accordi”, questo si legge tra l’altro nella pec inviata da Nursind al vertice dell’Asl To4 in cui si intima di “sospendere i comportamenti ostativi e soddisfare le richieste” entro dieci giorni a partire dal 13 settembre dopo di che verrà depositato il ricorso in Tribunale.
Dal vertice dell’azienda sanitaria nessuna presa di posizione ufficiale, ma ambienti vicini al direttore riferiscono di un certo nervosismo e irritazione proprio per il peso, probabilmente non calcolato a fondo, del precedente fornito proprio con le delibera che ha sancito il licenziamento dell’allora commissario della Città della Salute. Fatto salvo il legittimo diritto dei sindacati di far valere nelle sedi opportune le loro eventuali ragioni, l’aver preso a pretesto o aver valutato da parte dell’assessore e poi dell’intera giunta come la motivazione principale per cacciare Schael il suo confermato atteggiamento antisindacale non potrà che, nel caso di analogo esito giudiziario, porre la questione della permanenza o meno del direttore generale nel suo ruolo. E al caso di di Vercellino potrebbero seguirne altri.


