2027, fuggi fuggi dal Piemonte. Cirio apre la corsa verso Roma
Davide Depascale 07:00 Mercoledì 17 Settembre 2025I piani del governatore per trasferirsi a Roma sono ormai arcinoti, ma rischiano di essere rovinati dai suoi assessori, che coltivano le stesse ambizioni. Anche tra i banchi dell'opposizione c'è voglia di fare le valigie e andare in Parlamento. Chi rimane a Torino?
Che Alberto Cirio voglia lasciare anzitempo la guida della Regione per trasferirsi armi e bagagli a Roma è ormai un segreto di Pulcinella: un ministero (magari quello dell’Agricoltura) o la presidenza di una delle due camere sono le destinazioni predilette dal gigione langhetto, pronto a irrompere sulla scena nazionale, facendo valere i gradi di vicesegretario di Forza Italia. A scombussolare i suoi piani però potrebbero essere i suoi colleghi in giunta, che condividono con lui le stesse ambizioni romane. Chi resta quindi a governare il Piemonte?
Meloniani in fuga
Il piano di Cirio ormai è chiaro: candidarsi alle Politiche del 2027 per tirare la volata a Forza Italia – sempre più in difficoltà al Nord – e poi, una volta ricevuta la garanzia di un incarico di prestigio, dimettersi da presidente della Regione, dove il testimone passerebbe alla vicepresidente Elena Chiorino fino a nuove elezioni, da tenersi nella primavera successiva. C’è un piccolo problema però: Chiorino non ambisce al quarantesimo piano del Grattacielo Piemonte, ma anche lei, proprio come il governatore, a trasferirsi a Roma. Lei già ricopre un incarico a livello nazionale come responsabile al lavoro di Fratelli d’Italia, e in virtù di questo può ambire a un sottosegretariato, magari proprio al Lavoro, dove è già assessore regionale. In giunta non è l’unica ad avere ambizioni romane: ci starebbe facendo più di un pensiero anche un altro assessore meloniano, il “sindaco della sanità” Federico Riboldi, alle prese con un piano socio-sanitario che rischia di non vedere la luce prima del prossimo anno. Qui si apre un tema politico: con due nomi di punta intenzionati a lasciare la Regione nel 2027, Fratelli d’Italia lascerà libero Cirio di chiudere in anticipo la legislatura o si metterà di traverso?
Leghisti verso Roma
Valigia in mano anche per Fabrizio Ricca, che dopo un mandato come assessore regionale e uno da capogruppo della Lega a Palazzo Lascaris è pronto a fare il grande salto nazionale. A questo scopo aiuta il ritrovato feeling con il segretario regionale del Carroccio, nonché capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, che non frenerà le sue ambizioni come in passato. Un’altra consigliera leghista che potrebbe valutare di lasciare Torino è la cuneese Gianna Gancia, già europarlamentare nella scorsa legislatura. Più probabile punti alla Camera che al Senato, dove siede già il suo concittadino e collega di partito Giorgio Bergesio.
Dem a fine corsa
Non sono però solo gli esponenti della maggioranza a voler lasciare il consiglio regionale. All’interno del Partito democratico sono almeno in tre a studiare il passaggio in parlamento: c’è Daniele Valle, che dopo due mandati a Palazzo Lascaris non potrebbe più ricandidarsi e valuta di cambiare aria. Stesso discorso per il segretario regionale Domenico Rossi, indeciso se trasferirsi a Roma o tornare a casa, candidandosi a sindaco di Novara: in entrambi i casi si vota nel 2027. Ci starebbe pensando anche Gianna Pentenero, che nelle amministrazioni locali ha ricoperto praticamente ogni incarico: prima sindaca di Casalborgone, poi assessore regionale all’Istruzione, in seguito assessore a Lavoro e Sicurezza al Comune di Torino e oggi capogruppo dem in Regione. L’occasione per arricchire il curriculum è ghiotta.
Chi resta?
Di fronte a questo fuggi fuggi si fa prima a capire chi è disposto a rimanere a Torino, per candidarsi come governatore al posto di Cirio, che in ogni caso – nel 2027 o nel 2029 – dovrà lasciare il Grattacielo. Tra i 5 Stelle Sarah Disabato è già al secondo mandato, ma con le modifiche allo Statuto volute dal presidente Giuseppe Conte può correre nuovamente. Stesso discorso per il consigliere comunale Andrea Russi, ma nulla vieta anche a loro di correre per un posto in parlamento. Chi invece difficilmente si sposterà da Torino è la capogruppo regionale di Avs Alice Ravinale: un torinese in parlamento i rossoverdi lo hanno già, ed è il vicecapogruppo alla Camera Marco Grimaldi. Ecco che così gli astri potrebbero allinearsi: con i maggiorenti dem diretti verso Roma, il campo largo potrebbe pensare a lei, assecondando le rivendicazioni del suo partito, che dopo non aver ottenuto alcun candidato presidente alle prossime regionali potrebbe rifarsi proprio in Piemonte. Visto l’andazzo, le prossime regionali assomigliano alla celebre vittoria del pattinatore australiano Steven Bradbury alle Olimpiadi di Salt Lake City nel 2002, che vinse la medaglia d’oro essendo l’unico rimasto in piedi: al Grattacielo ci salirà chi non ha intenzione di fare la valigia.


