Lo Russo non Salza

Dicono che… tra i tanti che a Torino, in queste convulse settimane di ripresa della politica cittadina, si interrogano sul destino di Stefano Lo Russo, ci sia chi non solo ipotizza, ma addirittura scommette sulla non ricandidatura del sindaco Pd nel 2027. E a mettere sul piatto la posta sarebbe stato nientemeno che Enrico Salza. Il vecchio leone di piazza San Carlo – ai tempi ruggente presidente di Intesa Sanpaolo – sarà pure oggi un po’ sdentato, ma certo non ha perso le unghie. E da consumato uomo di potere, capace di leggere in filigrana gli eventi e di muoversi dentro una fitta rete di informazioni riservate, pare non abbia dubbi: Lo Russo non arriverà a ripresentarsi.

Fatto sta che, in un recente incontro conviviale con alcuni fedelissimi, Salza avrebbe letteralmente scommesso sul fatto che al sindaco arriverà una qualche forma di compensazione per togliersi di mezzo, spianando così la strada anche sotto la Mole a quel campo largo che sul suo nome appare oggi impraticabile, dopo l’esplicito veto di Chiara Appendino.

Del resto, il patriarca del Sistema Torino non è mai stato un estimatore del primo cittadino: quando alle primarie Lo Russo la spuntò per un pelo, le sue simpatie correvano verso lo sfidante Enzo Lavolta. Cosa sappia davvero oggi Salza, resta un mistero. Ah, saperlo…

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