POLITICA & SANITÀ

Dopo gli appuntamenti farlocchi prenotazioni ancora bloccate. Figuraccia del modello Piemonte

Il pasticcio all'ospedale di Cuneo continua a provocare gravi disagi ai pazienti. Non si contano le segnalazioni per l'impossibilità di fissare un esame. L'azienda spiega che è in corso "una revisione" del sistema informatico. Tutt'altro che chiusa l'inchiesta interna

Se i pazienti per prenotare un esame potessero usare la nota “tranquillizzante” diffusa con rapidità dall’assessore alla Sanità, i problemi a Cuneo sarebbero risolti altrettanto velocemente. Quelle parole con cui Federico Riboldi ha escluso che il pasticcio delle prenotazioni fittizie abbia ripercussioni sui dati delle prestazioni erogate, suonano invece quasi come una beffa di fronte all’impossibilità di vedersi fissare un appuntamento per un esame radiologico che all’azienda ospedaliere Santa Croce e Carle va avanti ormai da più di cinque giorni.

“Si consiglia pertanto ricerca di appuntamento presso il Cup regionale o nuova ricerca nel mese di novembre per eseguire l’esame nella nostra struttura”. Ecco la risposta che coloro i quali hanno cercato di prenotare un esame si sono visti dare anche nelle ultime ore dall’azienda guidata da Livio Tranchida, prima come direttore generale e da poche settimane quale commissario dopo la sua nomina al vertice della Città della Salute di Torino dove ha chiamato con sé dal Santa Croce e Carle anche il direttore sanitario Lorenzo Angelone.

Due figure apicali che certo erano e sono a conoscenza del sistema degli appuntamenti farlocchi in uso da tempo all’ospedale, così come all’Asl Cuneo1 diretta da Giuseppe Guerra, sistema immediatamente bloccato con una disposizione del direttore regionale della Sanità Antonino Sottile subito dopo che il caso era venuto alla luce e anche a conoscenza dei vertici regionali in seguito all’interrogazione della consigliera di Avs Giulia Marro.

Un blocco, quello disposto dalla direzione regionale, che avrebbe dovuto riguardare soltanto le prenotazioni in orari notturni e addirittura nei giorni di Natale e Santo Stefano e che invece, non si sa perché, è stato esteso a tutte le prenotazioni per una serie di accertamenti radiologici. L’azienda ospedaliera spiega che “le agende di prenotazione degli esami radiologici sono state attualmente rimosse per consentire la revisione del programma informatico”. Una motivazione che lascia non poco perplessi e alimenta più di un interrogativo a partire dalle conseguenze che quegli appuntamenti fittizi potrebbero aver avuto proprio sul sistema informatico. E’, comunque, quello che si legge nelle mail di risposta a una richiesta inviata da uno degli sportelli di aiuto ai pazienti, gestiti da volontari, in risposta a un’istanza per un’ecografia su un paziente oncoematologico.

E, ancora, quando l’assessore parla, come fa nel comunicato di ieri, di “slot virtuali” riferendosi si presume a una sorta di agende parallele con date fittizie, fa riferimento una procedura rispettosa delle linee guida nazionali e autorizzata dalla Regione? Perché anche questo può avere la sua rilevanza di fronte a giorni trascorsi senza che i pazienti potessero prenotare esami di cui hanno bisogno, visto che il blocco attiene soprattutto alla classe di priorità B con tempo massimo di dieci giorni. 

Questioni aperte come lo è tuttora l’indagine interna avviata dalla direzione regionale che, al netto di aver escluso che le prenotazioni fittizie abbiano effetto sui numeri delle prestazioni erogate (fatto di cui peraltro sfugge il nesso logico) deve ancora accertare il numero esatto, quindi la mole, degli appuntamenti farlocchi e la data di inizio della loro applicazione. Ma il lavoro avviato da Sottile è volto anche a stabilire i reali tempi di attesa tra la prenotazione fittizia, il richiamo con assegnazione della data e l’effettiva erogazione dell’esame. Questo e non il numero di prestazioni è un dato su cui potrebbe aver da dire Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, nel caso in cui emergessero anomalie.  

Altro che anomalie, quelle che gli sportelli di aiuto ai pazienti continuano a ricevere. Ancora questa mattina il caso di un sospetto tumore renale, con prescrizione in classe B non ha trovato risposta per effettuare una risonanza magnetica. Lo stesso vale per le Tac coronariche, senza dire delle ecografie e altri accertamenti radiologici. 

Quanto è intrecciato il sistema delle prenotazioni fittizie con le procedure normali in uso in tutto il resto del Piemonte? Se il blocco degli appuntamenti deriva dalla necessità di revisionare il sistema informatico, quella procedura anomala ha avuto come conseguenza anche questo? Altre domande cui dovrà dare risposta l’inchiesta interna non certo conclusa con l’esclusione di conseguenze sulle prestazioni erogate, come si è affrettato a spiegare l’assessore. Spiegazione che, peraltro, ha ricevuto risposta dal consigliere regionale del Pd Daniele Valle il quale sostanzialmente ha ribattuto a Riboldi ricordandogli di avere risposto a una domanda che nessuno gli aveva posto. Altre domande sono pronte per il vertice politico della sanità. La prossima seduta del consiglio regionale vedrà la terza interrogazione consecutiva dell’esponente di Avs. In questo caso Marro chiede, tra l’altro, al presidente Alberto Cirio di dare conto della “sospensione all’ospedale Santa Croce e Carle di alcune prenotazioni per prestazioni, comprese quelle a priorità breve”.  

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