SALA ROSSA

Vuoti a rendere, maggioranza a perdere. Lo Russo inchiodato in Aula

Centrosinistra spaccato sulla contrastata delibera sulla casa che mira a sanzionare gli alloggi vuoti. Per garantire i numeri il sindaco obbligato a restare sul suo scranno. L'opposizione presenta una valanga di emendamenti. Il voto la settimana prossima?

La maggioranza di centrosinistra in Sala Rossa si regge sul voto di Stefano Lo Russo. Sulla delibera “Vuoti a rendere” il Pd ha dovuto serrare i ranghi e il sindaco è stato costretto a rimanere inchiodato in aula fino al termine della discussione per garantire il numero legale. Il voto finale, come previsto, slitta ancora di una settimana. Sul tavolo ci sono 356 emendamenti e 14 subemendamenti, che però potrebbero diventare tre se il capogruppo dem, Claudio Cerrato, chiederà di ricorrere al cossidetto canguro, ovvero la tagliola delle mozioni ostruzionistiche.

"Non bloccate tutto?"

La seduta è iniziata con le solite intemperanze di Silvio Viale che ha mostrato in aula un cartello con scritto “Non bloccate tutto?”. Il riferimento polemico, nemmeno a dirlo, è ai consiglieri pro Palestina che invece di aderire allo sciopero generale sono in Sala Rossa. Si tratta però di un gioco di specchi, perché quello che vuole “bloccare tutto” in realtà è proprio lui che da settimane, insieme ai Moderati, gioca una partita separata all’interno della maggioranza.

Il copione in apparenza è lo stesso della settimana scorsa e di quella precedente. Quando inizia la discussione su “Vuoti a rendere”, la delibera di iniziativa popolare che punta a sanzionare hi tiene alloggi sfitti, Viale, insieme a Simone Fissolo e Ivana Garione (Moderati), sono pronti a uscire dall’aula. Questa volta però, a differenza di due lunedì fa, i loro voti non sono necessari a mantenere il numero legale perché, a sorpresa, in aula arriva il sindaco.

I due esponenti dei Moderati escono lo stesso dalla Sala Rossa, mentre Viale rimane dentro ammettendo di essere rimasto un po’ spiazzato. Il suo intervento è costretto a farlo a braccio, senza appunti, perché li ha lasciati in ufficio. Evidentemente non pensava di averne bisogno, ma a mandare all’aria il piano dell’opposizione interna al centrosinistra è il sindaco stesso che non dice una parola, ma non molla il suo posto.

Un'aspra discussione

La discussione è stata piuttosto aspra e tutta interna al centrosinistra. La prima a intervenire è stata Sara Diena, capogruppo di Sinistra ecologista, che ha difenso il lavoro politico fatto dalla sua area per arrivare al testo finale della delibera. “Noi saremmo anche stati favorevoli alle requisizioni”, dice la consigliera di sinistra, “ma capiamo le dinamiche di maggioranza”. Quel che verrà votato (forse) la prossima settimana rimane comunque per Diena “la novità del secolo per Torino” anche se, specifica, in Europa ci sono realtà molto più avanzate. Una proposta, aggiunge, “moderata, perché la rivoluzione si fa in altri modi”. Non è prevista alcuna requisizione per i grandi proprietari, ma sanzioni per chi mantiene sfitti gli appartamenti in modo ingiustificato.

Nel Partito democratico non tutti però condividono l’entusiasmo della consigliera di Sinistra ecologista. A farsi portavoce dei distinguo è Caterina Greco che nel suo intervento fa tre precisazioni: uno, “il diritto alla casa non è previsto dalla Costituzione”; due, la delibera di iniziativa popolare originale ha avuto una serie di pareri negativi ed è per questo che è stato necessario portarla nel solco del piano dell’abitare; tre, “Vuoti a rendere” è un titolo che non le piace proprio, ma questo è un altro discorso. Nonostante ciò però il Pd voterà compatto.

La mossa del canguro

Finita la discussione adesso si passa agli emendamenti al testo della delibera. In questo momento sono una montagna da scalare perché a oggi se ne contano 356, più 14 subemendamenti. Teoricamente il dibattito potrebbe essere pressocché eterno se si considera che ogni emendamento potrebbe portare via all’aula tre minuti di presentazione. A sbloccare la situazione potrebbe pensarci il capogruppo del Pd, Claudio Cerrato, pronto a fare la mossa del canguro che consiste in tre maxi emendamenti che annullano tutti gli altri presentati.

Una mossa necessaria anche dal punto di vista politico perché su questa delibera il centrosinistra si è spaccato come mai era accaduto prima. I Moderati non l’appoggiano, Viale idem e anche Elena Apollonio di Demos non voterà a favore. Approvarla e passare oltre è quindi un passaggio fondamentale per tentare di silenziare i dissensi che in questo momento stanno logorando la maggioranza.

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