Sparita merce per milioni da magazzini Versace a Novara
11:04 Mercoledì 24 Settembre 2025
Già nell'aprile 2024 il responsabile della sicurezza di Versace si era presentato in Questura a Novara lamentando la sparizione di numerosi articoli dal deposito di via Fermi, dove transitano tutti i capi prodotti prima di essere inviati ai retail sparsi nel mondo. In particolare, nell'agosto 2023 alcuni operatori di magazzino si erano accorti dell'assenza di alcuni articoli di vestiario. Una dipendente, navigando su una piattaforma online di vendite, si era insospettita: nel medesimo periodo uno degli account dei venditori, aveva messo online numerosi nuovi articoli tutti riconducibili al brand, non ancora distribuiti nei punti vendita ufficiali. Erano prodotti cosiddetti prototipo, proposti a un prezzo di almeno il 50% inferiore a quello di listino. Le indagini della squadra mobile della polizia, che ora hanno condotto a emettere nove misure cautelari, hanno permesso di individuare tre italiani di 52, 34 e 26 anni, residenti in provincia, incensurati, dipendenti della multinazionale della logistica Gxo logistics, con personale autorizzato in via esclusiva all'accesso all'interno del magazzino e preposto a sigillare i colli con un nastro brandizzato. I tre avrebbero portato via vari articoli in transito, consegnandoli a una persona esterna, ritenuta il capo dell'associazione, un italiano originario del Kosovo, 28 anni, residente nel Novarese, con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio. Per la sua attività di rivendita, si sarebbe servito della collaborazione della madre, italiana originaria del Kosovo, 49 anni, e della compagna, novarese di 30 anni con precedenti per lesioni e favoreggiamento, entrambe residenti in provincia. La madre avrebbe controllato il deposito in uso all'indagato, dove veniva custodita la merce in attesa della vendita, mentre la compagna lo avrebbe aiutato nella gestione della spedizione. L'uomo si sarebbe altresì avvalso della collaborazione di una giovane di 29 anni dell'Ecuador, residente in provincia, che gli avrebbe consentito di usare il proprio indirizzo e-mail per la creazione di almeno un account . L'analisi dei rapporti finanziari di tutti gli indagati ha consentito inoltre di evidenziare che il venditore avrebbe effettuato cospicui bonifici in favore della moglie di uno dei presunti autori materiali dei furti, un'italiana di 49 anni. Dal conto di lei il denaro sarebbe andato in parte al figlio, anche lui presunto ladro, e al marito.



