Nebbia fitta sull'Emergenza 118. Riorganizzazione solo dal 2027
Stefano Rizzi 14:51 Mercoledì 24 Settembre 2025Delusione e irritazione nei sindacati per le (mancate) risposte della Regione sul personale. In Piemonte ancora ignoto il futuro degli infermieri e altri operatori: resteranno dipendenti degli ospedali o passeranno ad Azienda Zero? Riboldi: "Abbiamo idee chiarissime"
Per il 118 del Piemonte tutto a posto, si spera, non prima del gennaio 2027. Figurarsi se non si trattasse di emergenza. Tempi simili a quelli di attesa per una visita dermatologica quelli che si annunciano in merito a tutta una serie di interventi sulla prima linea della sanità piemontese sempre più a rischio di una Caporetto. Il nodo principale, anche se non certo l’unico che si stringe sempre più attorno un servizio di vitale importanza (nel vero senso della parola) per i cittadini, riguarda il personale e in particolare quello infermieristico.
A dicembre scadrà l’ulteriore proroga che ha spinto in avanti il passaggio degli attuali dipendenti delle quattro aziende ospedaliere si Alessandria, Torino, Novara e Cuneo nei ranghi di Azienda Sanitaria Zero cui è affidata la gestione del 118 e di cui non manca in ogni comunicato stampa di rimarcarne la competenza, quasi fosse una proprietà. Un passaggio le cui modalità sono tutt’altro che chiare, a quanto pare a partire proprio dagli stessi propositi della Regione. Barlumi di ulteriore chiarezza non paiono essere arrivati neppure dall’incontro nelle scorse ore tra i sindacati del comparto e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
“Il superamento del sistema delle convenzioni per la gestione del personale da parte di Azienda Zero che da sempre riteniamo essere inadeguato ed inappropriato sotto il profilo giuridico e contrattuale – scrive in una nota Francesco Coppolella, segretario regionale di Nursind – doveva essere il punto centrale all'ordine del giorno come anche l'ipotesi dell'eventuale passaggio del personale alla stessa azienda zero più volte ventilato, invece anziché trovarci di fronte ad una proposta da parte dell'assessorato e di Azienda Zero ci siamo sentiti chiedere nuovamente quale sia la nostra posizione dei sindacati, dimostrando così che ad oggi non c’è una proposta da parte della Regione”.
Incredulità mista a imbarazzo anche negli altri rappresentanti sindacali, per non dire di chi aspetta di conoscere il proprio destino, ovvero quel personale che nessuno sa ancora se resterà dipendente delle aziende ospedaliere distaccato alla Super Asl diretta da Adriano Leli oppure entrerà a libro paga di quest’ultima.
Diversa, e ciò non stupisce, la versione dell’assessore che a stretto giro replica a Nursind. “Non è assolutamente vero che non abbiamo le idee chiare, abbiamo le idee chiarissime – ribatte Riboldi – ma come da prassi ascoltiamo le forze sindacali prima di calare decisioni dall’alto. Ricordo che il tema della riforma del 118, come tutti gli altri che ho preso in mano in quest’anno di mandato (piano sociosanitario, riforma della medicina generale e Aft, nuovo Air dei pediatri) sono da tempo in attesa di una soluzione che intendiamo offrire in tempi rapidi ma consoni, ad ottenere un lavoro definitivo”. Lavoro definitivo che, per quanto attiene al personale, dovrebbe trovare il suo traguardo tra poco meno di un anno e mezzo, almeno secondo quanto riferiscono i sindacati dopo l’incontro.
Insomma, per usare le parole del segretario di Nursind “è ancora tutto da mettere in piedi attraverso un lavoro che da tempo abbiamo richiesto fosse avviato per il miglioramento di tutte le condizioni di questo personale. Lavoro che invece deve partire da zero”. Proprio come l’azienda che sulla gestione del 118 mostra ogni giorno che passa sempre più ritardi e debolezze, alimentando la diffusa opinione circa una gestione, per così dire, non proprio ottimale. Centrali del 118 senza direttori titolari, elisoccorso retto da tempo ad interim come addirittura il ruolo di direttore sanitario aziendale. Una Super Asl che si super sembra avere ben poco o nulla. Alla quale è affidato uno dei settori più cruciali e di maggior impatto, nel bene e nel male, sulla salute dei cittadini.


