LA SACRA FAMIGLIA

Leone per Agnelli, Elkann in udienza dal papa

Il rampollo segue le orme di famiglia: laici (e persino laicisti) ma con ottime entrature in Vaticano. Il predecessore dell'attuale pontefice che dettò la dottrina sociale alla nascente Fiat. I rapporti con Francesco nel nome dell'auto elettrica

Papa Leone XIV ha ricevuto oggi John Elkann, presidente di Stellantis, e la moglie Lavinia Borromeo in udienza privata, come riportato dalla Sala Stampa Vaticana. Un incontro che non sorprende: la dinastia Agnelli e la Santa Sede dialogano da oltre un secolo, intrecciando industria, potere e fede. Già con il capostipite Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat nel 1899, costretto a confrontarsi con il predecessore di Prevost, Leone XIII, che con la Rerum Novarum (1891) dà voce alla Chiesa sui diritti dei lavoratori. La Fiat di Agnelli, di impronta laica e persino laicista tipica di quel Piemonte, assorbe però quel clima: villaggi operai e assistenza ai dipendenti nascono a Torino, sotto l’eco dell’enciclica.

Nel Novecento, il rapporto si fa concreto. Gianni Agnelli, l’Avvocato, incontra papi come Paolo VI e Giovanni Paolo II, che nel 1980 parla agli operai di Mirafiori. La famiglia, cattolica ma con quella vena di calvinismo molto torinese, dona alla Chiesa e finanzia opere di carità, mentre la Santa Sede vede nella Fiat un baluardo contro il comunismo. Non senza tensioni: le lotte operaie e le critiche della Chiesa al capitalismo segnano momenti di frizione.

Con John Elkann, il dialogo evolve. Papa Francesco, prima di morire nel 2025, ha incontrato il Rapollo più volte, discutendo di ecologia e migrazioni. Il 21 ottobre 2019 Elkann, in qualità di presidente di Fca (Fiat Chrysler Automobiles), ha donato a Bergoglio una Fiat 500L elettrica, a rimarcare dell’impegno dell’azienda per la sostenibilità, tema caro al Pontefice e centrale nella sua enciclica Laudato Sì.

Oggi, Leone XIV – eletto a maggio 2025 con il nome proprio in omaggio a Leone XIII – sembra voler proseguire su questa strada, affrontando temi come lavoro digitale e sostenibilità. L’udienza con Elkann, in un momento di transizione per l’automotive, è un segnale: la Chiesa resta un interlocutore per chi, come gli Agnelli, incarna il potere economico italiano.

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