Alba si candida a Capitale dell'arte contemporanea 2027
15:44 Venerdì 26 Settembre 2025
Alba ha ufficialmente presentato la candidatura a Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027 con Le fabbriche del vento, un programma culturale permanente e accessibile che unisce mostre, residenze, progetti diffusi e iniziative educative. Il progetto è promosso dal Comune di Alba e curato dal Comitato Alba Capitale italiana dell'arte contemporanea 2027, composto dalla presidente Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, il sindaco di Alba Alberto Gatto e Nicolas Ballario in qualità di segretario. Il progetto intende fare della città e del suo territorio un laboratorio di innovazione culturale, sociale ed economica, guardando all'arte del nostro tempo come a uno strumento attivo di trasformazione sociale e sviluppo sostenibile. Il 16 ottobre al Ministero della Cultura a Roma si terranno le audizioni delle quattro città candidate. Il titolo, Le fabbriche del vento, è tratto da due grandi tele dell'artista albese Pinot Gallizio (1902-1964). La programmazione culturale è concepita come Anno I della Biennale delle Langhe, manifestazione di caratura internazionale diffusa sul territorio patrimonio Unesco dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e del Monferrato. La candidatura si fonda sul concetto di Capitali Sorelle, che mette in rete Alba con Bra, Neviglie, Guarene, Alta Langa, Roero e Monferrato. La visione è sostenuta da una vasta rete di enti, fondazioni e realtà economiche - Fondazione Crc, Fondazione Ferrero, Fondazione Crt, Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Ente Fiera di Alba, Confindustria, Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori Cuneo, Confartigianato, Associazione Commercianti Albesi, Centro Studi Beppe Fenoglio, Banca d'Alba, Fondazione Radical Design, Cantine Ceretto - che garantiscono il radicamento e la sostenibilità a lungo termine. "Questo incontro curatoriale diventa manifesto del progetto di Alba 2027: valorizzare il proprio patrimonio culturale rendendolo materia viva di confronto, innescare cortocircuiti generativi tra epoche, pratiche e immaginari, e affermare l'arte come strumento di consapevolezza, provocazione e risignificazione" spiega Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.


