"Blocchiamo l'aeroporto", ma è la polizia a bloccare i Pro Pal: guerriglia, scontri e 12 feriti
15:58 Sabato 27 Settembre 2025L'intento è di interrompere i voli e colpire una sede di Leonardo, accusata di fornire tecnologie militari a Israele. Lancio di oggetti contro le forze dell'ordine. Il corteo segue i recenti blocchi di stazioni e tangenziali durante lo sciopero generale. Il faro della magistratura
Nel pomeriggio di oggi, un corteo di diverse migliaia di persone è partito da piazza Crispi a Torino, diretto all’aeroporto di Caselle, con l’obiettivo dichiarato di bloccarne le attività. L’iniziativa, organizzata dal coordinamento Torino per Gaza, ha attraversato la statale passando per Borgaro, puntando anche a una sede piemontese di Leonardo, azienda operante nel settore della difesa e aerospazio. I manifestanti, preceduti da alcune centinaia di persone in bicicletta, hanno marciato dietro una grande bandiera
palestinese e striscioni con scritte come “Fermiamo il Terzo Reich israeliano che ammazza i bambini e i giornalisti” e “Blocchiamo tutto”. Tra i partecipanti, spiccava la coreografia di un bambino con il viso coperto da una kefiah, che reggeva un’imitazione di una fionda, simbolo della resistenza palestinese. Gli organizzatori hanno dichiarato al megafono: “Non ci basta che gli aiuti della Flotilla arrivino a Gaza, vogliamo fermare il genocidio e l’entità sionista di Israele”. L’obiettivo del blocco dell’aeroporto, secondo il coordinamento, è infliggere un danno economico a un’infrastruttura chiave del Piemonte e interrompere i voli verso Tel Aviv, accusati di facilitare il transito di militari israeliani.
I manifestanti si sono trovati la strada sbarrata dallo schieramento della polizia appena prima di uscire dalla città, ma hanno cercato di andare avanti e sfondare il cordone a protezione dello scalo. “Siete pregati di farci passare, lo chiediamo alla vostra umanità” hanno detto poco prima di iniziare a lanciare oggetti, bottiglie di vetro, sassi, qualche torcia, fumogeni e grossi petardi verso gli agenti, colpendoli anche con le aste delle bandiere palestinesi con cui sfilavano in corteo. La polizia ha risposto continuando a sbarrare loro la strada, utilizzando un idrante e dei lacrimogeni. Il corteo ha annunciato quindi che tornerà indietro e che cercherà di arrivare a Caselle da altre strade. Un centinaio circa di manifestanti in bicicletta invece nel frattempo sono riusciti a entrare nella superstrada che porta allo scalo Sandro Pertini, che dista una quindicina di chilometri dalla città. A Borgaro Torinese, paese a oltre metà strada verso l’aeroporto, una cinquantina di manifestanti intanto è in presidio. La superstrada per l’aeroporto in direzione dello scalo è stata chiusa, mentre è percorribile in direzione del capoluogo, ma con uscita prima di arrivare in città.
Al termine dei tafferugli i manifestanti hanno accusato una decina di feriti; due tra gli agenti. Una cinquantina di loro, tuttavia, è riuscito a raggiungere l’aeroporto e si è fermato vicino alle reti a bordo pista, nei pressi del cimitero di Caselle. L’obiettivo era uno stabilimento Leonardo, che ha l’ingresso poco più avanti, ma essendo presidiato dalla polizia il gruppo si è fermato, mentre i voli sono partiti e arrivati regolarmente allo scalo torinese. Poi i manifestanti sono rientrati in centro città.
Il corteo si inserisce in una serie di azioni recenti del movimento pro-Palestina torinese, che nelle ultime settimane ha bloccato i binari delle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova, interrotto tangenziali e autostrade e partecipato a uno sciopero generale che ha creato notevoli disagi in città. Gli organizzatori sottolineano la volontà di “interrompere la complicità” con Israele, puntando il dito contro Leonardo, accusata di produrre componenti per l’Eurofighter Typhoon, droni e sistemi di sorveglianza venduti a Israele. “Bloccare significa colpire la filiera militare ed economica”, hanno ribadito.
La Questura di Torino monitora la situazione, mantenendo un approccio di tolleranza entro i limiti della legalità, ma con attenzione al rischio di infiltrazioni da parte di gruppi anarchici o antagonisti. Le autorità hanno identificato tre episodi recenti sotto indagine: il corteo di due settimane fa, culminato con il danneggiamento di una serranda di un Carrefour in via Madama Cristina; lo sciopero generale di lunedì, con l’occupazione dei binari di Porta Nuova e il blocco della circolazione stradale; e la mobilitazione di mercoledì sera a Porta Susa, dove circa 500 persone hanno sfondato una porta, imbrattato muri e binari e lasciato scritte contro la premier, tra cui un accostamento a “Kirk” su un monitor. La Procura ha aperto fascicoli per reati come blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento, con la Digos al lavoro per identificare i responsabili attraverso le telecamere di sorveglianza.
Il movimento, composto da studenti, sindacati, centri sociali come Askatasuna, associazioni e antagonisti, si presenta come una rete senza una leadership definita, accomunata dal sostegno alla Flotilla e dalla richiesta di interrompere i rapporti economici e diplomatici con Israele. L’aeroporto di Caselle, sul proprio sito, ha invitato i viaggiatori a raggiungere lo scalo con largo anticipo per evitare disagi legati al corteo. Le autorità temono che il blocco possa generare tensioni, soprattutto se gruppi più radicali tenteranno di guidare la protesta. Intanto, il movimento annuncia nuove azioni per lunedì, con occupazioni e scioperi previsti in scuole e università.



