Lo scudo (crociato) di Bonsignore
11:21 Lunedì 29 Settembre 2025
Dicono che… in Piemonte ribolla di nuovo il mare magnum della vecchia Balena Bianca. Eh già, la Democrazia Cristiana non muore mai: quella di Totò “vasa-vasa” Cuffaro – unico titolato a fregiarsi del nome, ma non del simbolo dopo la diaspora della Prima Repubblica – si dà da fare per mettere radici, e per non sbagliare si affida ai consigli del navigatissimo Roberto Rosso. Nel frattempo, la fazione che guarda a Lorenzo Cesa, leader dell’Udc, ha tirato fuori l’organetto e avviato la campagna di proselitismo. Dietro le quinte, chi poteva esserci se non lui? Il vecchio Vito Bonsignore, ex luogotenente di don Giulio (Andreotti, ça va sans dire). Racconta in giro di essere lontano dalla politica locale, ma intanto ha già rialzato la cornetta, contattando qua e là qualche potenziale adepto. Altro che pensione.
Don Vito di Bronte, però, non se la passa benissimo. È vero, Bonbon ha piazzato il suo fedelissimo Paolo Greco Lucchina – marito della figlia di Rosanna Costa, ex consigliera regionale e colonna storica della sua corte – nel posto di vicesegretario nazionale dello scudo crociato, appena sotto Antonio De Poli, da qualche mese al vertice del partito. Ma ha perso per strada Mauro Carmagnola, adescato dalle sirene del Totò siciliano. E non è finita: alle battute finali della scorsa legislatura regionale aveva imbarcato pure l’ex leghista Claudio Leone, che con oltre 2.700 preferenze nel 2019 pareva un bel bottino. Peccato che i frutti, finora, siano stati scarsi.
Insomma, i due tronconi democristiani si muovono, litigano e si contendono ex colonnelli e mezzibusti. Tutto con un obiettivo ben preciso: le comunali di Torino del 2027. Sarà lì che capiremo se la Balena Bianca, dopo mille traversie, ha ancora fiato per emergere dalle profondità o se resterà un amarcord da bar sport della politica.


