LA SACRA FAMIGLIA

Testamento "segreto" di Agnelli.  Margherita punta alla Dicembre

Un documento autografo del 1998, in cui l'Avvocato designa il figlio Edoardo come erede senza menzionare il nipote John Elkann, potrebbe riaprire la disputa sulla cassaforte a favore della figlia. "Non cambia nulla", affermano i legali del presidente di Stellantis

Un testamento inedito di Gianni Agnelli potrebbe sconvolgere la distribuzione dell’eredità dell’Avvocato e mettere in discussione il controllo di John Elkann sull’impero Exor. Il documento, presentato presso il tribunale civile di Torino dall’avvocato Dario Trevisan, che rappresenta Margherita Agnelli de Pahlen – figlia di Gianni e madre di John – è al centro di una causa intentata da Margherita per contestare la successione del padre e della madre, Marella Caracciolo. Il testamento, scritto a mano e firmato da Gianni Agnelli su carta intestata con il suo nome, risale al 20 gennaio 1998. È emerso durante le perquisizioni condotte dalla Guardia di Finanza di Torino nelle residenze e negli studi professionali di persone coinvolte in un’indagine per frode fiscale e truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’inchiesta torinese, ormai prossima alla conclusione, ha visto John Elkann sottoposto alla messa in prova, il commercialista Gianluca Ferrero optare per il patteggiamento, mentre le posizioni di Lapo Elkann, Ginevra Elkann e del notaio svizzero Urs von Gruniger sono state archiviate. Il notaio Remo Morone, invece, rischia un processo per falso in atto pubblico. Con la chiusura delle indagini, i documenti sono stati messi a disposizione delle parti coinvolte, tra cui Margherita, che li ha utilizzati per la sua causa sull’eredità.

Edoardo reintegrato

Nel testamento del 1998, Gianni Agnelli annulla le disposizioni precedenti, inclusa la cosiddetta “lettera di Monaco” del luglio 1996, redatta durante un ricovero a Montecarlo per un intervento chirurgico. In quell’occasione, Agnelli aveva espresso la volontà di destinare il 25% della società semplice Dicembre – la cassaforte di famiglia creata nel 1984 – al nipote John Elkann, allora ventenne, garantendo agli altri eredi beni di pari valore. Sebbene la lettera non avesse valore testamentario, indicava chiaramente le sue intenzioni. John Elkann era entrato a far parte dei quotisti della Dicembre il 10 aprile 1996, quando Agnelli aveva suddiviso la nuda proprietà in quote paritarie (25%) tra la moglie Marella, la figlia Margherita e il nipote John, escludendo il figlio Edoardo. Gianni aveva mantenuto l’usufrutto sul 75% delle quote donate e la piena proprietà del restante 25%, oggetto del testamento del 1998.

Le nuove disposizioni di Agnelli

Nel documento del 1998, Agnelli scrive: «In modifica delle mie precedenti volontà, lascio a mio figlio Edoardo la mia partecipazione nella società semplice Dicembre, pari a circa il 25%. Sono certo che i miei familiari, già in possesso di quote equivalenti, accetteranno questa decisione senza obiezioni. Torino, 20-1-98». Firmato: Gianni Agnelli. Secondo il testamento presentato da Trevisan, Agnelli intendeva reintegrare il figlio Edoardo – morto suicida nel novembre 2000 – tra i beneficiari delle quote della Dicembre, senza più menzionare John. Tuttavia, nel 1999, Agnelli aveva indicato John come suo sostituto alla guida della società in caso di sua assenza o impedimento.

I testamenti noti

Fino ad oggi, erano noti tre testamenti olografi di Agnelli, pubblicati da Milano Finanza il 4 settembre 2004 e aperti il 24 febbraio 2003, dopo la sua morte avvenuta il 24 gennaio 2003, davanti al notaio Ettore Morone. Il primo, del 12 dicembre 1983, assegnava a Marella l’usufrutto delle azioni della Gapi spa, l’accomandita di famiglia. Il secondo, del 14 gennaio 1985, nominava Franzo Grande Stevens esecutore testamentario. Il terzo, del 20 aprile 1999, distribuiva alcune proprietà immobiliari, come la villa di Torino, tra Marella, Margherita ed Edoardo, senza essere modificato dopo la morte di quest’ultimo.

La contestazione sulla Dicembre

Alla morte di Gianni, Marella, convinta di rispettare le volontà del marito, dona le sue quote della Dicembre a John Elkann, che ottiene così il controllo della società. Nel 2004, John, insieme ai fratelli Lapo e Ginevra, acquista in parti uguali la nuda proprietà delle quote di Margherita, che Marella aveva ottenuto in un accordo con la figlia, in cambio di 1,3 miliardi di euro, includendo la rinuncia di Margherita all’eredità futura della madre, deceduta nel 2019. Tuttavia, questa compravendita è ora contestata da Margherita e messa in dubbio dagli inquirenti, poiché mancherebbero prove bancarie di un pagamento di circa 105 milioni di euro.

Secondo fonti vicine a Margherita, il testamento del 1998, mai revocato né modificato, è stato ignorato per anni. Questo documento dimostrerebbe che la destinazione del 25% della Dicembre a John Elkann non rappresentava l’ultima volontà di Agnelli. Al contrario, la quota sarebbe dovuta andare a Edoardo e, in sua assenza, ai suoi eredi legittimi, ossia Margherita e Marella. Le fonti sottolineano che questo elemento potrebbe rivoluzionare l’assetto proprietario della Dicembre e, sul piano morale, proverebbe che le ultime volontà di Agnelli sono state disattese.

Prospettiva confutata invece dai legali dei fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann: “Il presunto testamento di Gianni Agnelli - contenente disposizioni a favore del figlio Edoardo e prodotto in copia fotostatica solo oggi da Margherita nell’ambito del giudizio civile - non incide in alcun modo né sulla successione Agnelli né sulla successione Caracciolo e quindi sull’assetto proprietario della società Dicembre”, affermano in una nota. 

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