POLITICA & SANITÀ

Prenotazioni farlocche, parola al ministro. Il caso di Cuneo approda in Parlamento 

Al Santa Croce e Carle ancora impossibile ottenere un appuntamento per esami radiologici. La Regione sostiene che il Cup non consente di prenotare oltre i dieci giorni. Interrogazione del deputato Grimaldi (Avs): "Violato il diritto alla salute dei cittadini?"

Il caso delle prenotazioni fittizie approda in Parlamento e sarà il ministro della Salute Roberto Schillaci a dire se ciò che è capitato e sta ancora capitando all’ospedale Santa Croce e Carle e all’Asl Cuneo1 è tutto regolare. Un’interrogazione rivolta al ministro è stata presentata da Marco Grimaldi, deputato piemontese di Alleanza Verdi Sinistra, la stessa forza politica cui appartiene Giulia Marro, la consigliera regionale che ha sollevato il caso degli appuntamenti per esami fissati appena dopo mezzanotte e addirittura il giorno di Natale. Una procedura sulla quale è ancora in corso un’inchiesta disposta dalla direzione regionale della Sanità subito dopo aver ordinato la sospensione di quel tipo di prenotazioni. Un blocco cui è corrisposta di fatto l’impossibilità per i pazienti di prenotare esami con prescrizione entro di dieci giorni con disagi che continuano a protrarsi ormai da oltre due settimane. 

La giustificazione addotta dall’azienda sanitaria diretta da Giuseppe Guerra e quella ospedaliera guidata dal commissario Livio Tranchida già direttore prima della sua nomina al vertice della Città della Salute di Torino rimanda all’impossibilità per il Cup piemontese di fissare appuntamenti per prestazioni in classe di priorità B oltre i dieci giorni. Una motivazione che sta sollevando più di un dubbio anche alla luce di quanto accaduto in altre regioni dove sulla questione è intervenuta, come in Abruzzo, la magistratura aprendo un procedimento giudiziario. 

Grimaldi nell’interrogazione chiede “se il Ministro sia a conoscenza di pratiche di sospensione delle agende di prenotazione presso l’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, dovute al fatto che il sistema informatico adottato dal Cup regionale non consente la visibilità dei posti disponibili in Classe B oltre i 10 giorni; se non ritenga che le pratiche di sospensione costituiscano una violazione delle norme vigenti sui tempi massimi di attesa; quali iniziative urgenti intenda intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze, per garantire pieno rispetto della normativa e il diritto all’assistenza sanitaria nei tempi di legge”. 

Le premesse non sono meno pesanti e, di fatto, ripercorrono una vicenda che al di là delle rassicurazioni fornite dall’assessore Federico Riboldi e dagli stessi manager a capo della due aziende presenta ancora molti aspetti da chiarire, incominciando da chi ha dato disposizioni per attuare quel sistema di cui non era a conoscenza, per sua stessa ammissione, il vertice della sanità piemontese. Come scrive lo stesso deputato di Avs “la Direzione regionale dell’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ha dichiarato di non essere mai stata informata di tali prassi”.

Grimaldi fa presente al ministro della Salute che “è stata diffusa una mail dell’Ufficio relazioni con il pubblico dell’ospedale in questione, nella quale si informava che la possibilità di prenotare un controllo Tac post-intervento sarebbe stata subordinata al ripristino del programma informatico di prenotazione, attualmente sospeso, previsto presumibilmente per fine ottobre o inizio novembre e lo scorso 23 settembre l’assessore alla Sanità ha negato l’esistenza di blocchi delle prenotazioni, affermando tuttavia che “Tutte le agende di prenotazione sono strutturate secondo le indicazioni normative nazionali e regionali”. Una tesi che dovrà essere confermata o meno dal ministro, mentre resta il dubbio circa la sospensione della agende che, come scrive il parlamentare “se confermata, rappresenterebbe una grave violazione del diritto dei cittadini all’accesso tempestivo alle cure, sancito dalla normativa nazionale e regionale”.

La richiesta di risposte chiare da parte del ministro “è un atto necessario per dare voce alle tante persone che non riescono ad accedere agli esami nei tempi previsti, con gravi conseguenze per la salute, e per fare chiarezza in merito ad una vicenda dove tante parole sono state spese ma pochi sono i risultati conseguenti”.

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