Il Piemonte cresce un po' (+1,2%), ma del doman non c'è certezza
10:29 Martedì 30 Settembre 2025Una regione che tiene botta nonostante il contesto economico, anzi il Pil sale dello 0,2%, in controtendenza al dato nazionale (-0,1%) rilevato dall'Istat. Bene l'aerospazio e l'alimentare, in calo i metalli e le pmi. A livello provinciale svetta Novara, male Vercelli
Uno sprazzo di sole tra le nubi: il Piemonte manifatturiero non solo resiste, ma cresce, in controtendenza rispetto al panorama nazionale. È quanto emerge dalla 215ª Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera di Unioncamere Piemonte, condotta in tandem con Intesa Sanpaolo, Unicredit e gli Uffici Studi delle Camere di commercio provinciali. I dati, raccolti tra luglio e agosto 2025 e riferiti al periodo aprile-giugno, sono cautamente ottimisti: la produzione industriale regionale segna un +1,2% rispetto allo stesso trimestre del 2024, mentre il Pil regionale cresce dello 0,2%, contro la flessione nazionale dello 0,1% rilevata da Istat. Un risultato che, in un contesto globale a dir poco ballerino, è pur sempre confortante.
A trainare il settore dei servizi e turismo, che continua a macinare numeri: più arrivi, più presenze, più fatturato per chi opera nel comparto. Ma il vero cuore pulsante resta la manifattura, che dimostra resilienza. Le 1.686 imprese coinvolte nell’indagine, con 94.765 addetti e un fatturato da 36 miliardi di euro, raccontano di un Piemonte che non si piega, ma si adatta, investendo in nuove tecnologie e tenendo botta nonostante il rallentamento delle esportazioni verso i mercati tradizionali.

Numeri che parlano
Il fatturato complessivo cresce dell’1,9%, con un exploit della componente estera (+4%) che surclassa quella interna (+0,9%). Gli ordinativi? Anche loro in positivo: +2,3% totale, con un +2,9% oltreconfine e un +2% sul mercato domestico. E gli impianti? Lavorano di più, con un grado di utilizzo che balza al 64,3%, un punto e mezzo sopra il 62,7% dello stesso periodo 2024. Segno che le fabbriche piemontesi non stanno ferme, ma spingono sull’acceleratore.

Volano trasporti e alimentari
A brillare è il comparto dei mezzi di trasporto, che mette a segno un +4,7%, grazie soprattutto all’aerospazio, mentre autoveicoli e componentistica arrancano. Le industrie alimentari e delle bevande non sono da meno, con un robusto +4,1%, seguite da meccanica (+2,1%), legno e mobile (+1,5%) e chimica-plastica (+1,4%). Segnali di vita anche dal tessile (+0,2%), che rompe una striscia negativa durata oltre un anno, e dall’elettricità-elettronica (+0,6%). Unica nota stonata, i metalli, che chiudono in rosso con un -1,9%.
Grandi imprese superstar
Le grandi imprese (oltre 250 addetti) sono le regine del trimestre, con un +5,8% che fa scuola. Bene anche le microimprese (fino a 9 addetti), che crescono dell’1,5%. Più in sordina le piccole (-0,1%) e medie imprese (-0,2%), che restano praticamente ferme.
Novara e Torino in pole, Vercelli al palo
A livello territoriale, Novara svetta con un +2,4%, spinta da metalmeccanica e alimentari. Torino segue a ruota con un +1,8%, grazie a meccanica, trasporti e, ancora una volta, alimentari. Cuneo (+0,8%), Alessandria (+0,7%) e Asti (+0,6%) crescono, ma senza strafare. Biella e Verbano-Cusio-Ossola si accontentano di un timido +0,3%, mentre Vercelli resta inchiodata a una variazione zero.

“Resilienza e innovazione”
“Il Piemonte conferma la sua capacità di resistere”, gongola Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte. “Questi risultati sono il frutto della tenacia dei nostri imprenditori e della forza di un sistema economico che affronta le sfide con coraggio. Continueremo a sostenere le imprese, puntando su innovazione e internazionalizzazione”. Paola Garibotti, regional manager Nord Ovest di Unicredit, plaude alla crescita, seppur leggera, e sottolinea il ruolo della banca: “Abbiamo erogato 817 milioni di nuovi finanziamenti alle imprese del Nord-Ovest nei primi sei mesi del 2025, con una crescita del 51% anno su anno. Supportiamo le aziende verso trasformazione digitale, sostenibilità e nuovi mercati”. Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo, guarda al futuro: “Il Piemonte è ben posizionato, ma serve continuare a investire in transizione green, tecnologica ed Esg. Abbiamo accompagnato 12 eccellenze piemontesi in Silicon Valley per una missione unica, e grazie alla nostra rete in oltre 40 Paesi aiutiamo le imprese a riorientare produzione e commerci”. Nonostante i numeri positivi, le imprese piemontesi guardano al futuro con un misto di speranza e preoccupazione. Il contesto geopolitico resta un’incognita, e la ripresa, per quanto incoraggiante, è ancora fragile. Ma il Piemonte mostra la volontà di non gettare la spugna.


