Cisl, l'importante è partecipare. Fumarola: "Serve responsabilità"
13:24 Martedì 30 Settembre 2025A Torino la leader del sindacato lancia la sfida: meno bonus a pioggia, più attenzione a ceto medio, tredicesime e lavoro. Le richieste per la manovra. L'ad di Stellantis Filosa convoca le controparti per il 20 ottobre. Uliano (Fim): "Non c'è tempo da perdere"
«Per la situazione in cui si trova il Paese, ma anche il mondo intero, a cominciare dai dazi, credo che oggi sia necessario che ciascuno metta da parte le proprie particolarità e si concentri invece su obiettivi che possano essere condivisi e lavorare per un accordo della responsabilità». Con queste parole, Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, ha ribadito la linea della sua organizzazione nelle conclusioni al convegno nazionale promosso dalla Fim-Cisl al Sermig di Torino. Una giornata dedicata alla “partecipazione”, concetto caro al sindacato di via Po, e che oggi diventa il terreno di confronto più delicato con governo e imprese.
Sul tavolo delle priorità che la Cisl porterà a Palazzo Chigi, la leader ha scandito i punti: attenzione al ceto medio, «rimasto scoperto nell’ultima manovra», con la richiesta di ridurre l’aliquota Irpef dal 35 al 32 per cento; defiscalizzazione delle tredicesime già dal dicembre 2025 per lavoratori e pensionati; razionalizzazione dei bonus «da indirizzare verso chi ne ha davvero bisogno»; e un’azione complessiva che guardi a famiglie, giovani, donne e imprese, «perché senza il lavoro non si costruisce crescita». Un’agenda che la Cisl definisce “responsabile”, ma che punta al concreto: risorse, risposte, risultati.
Ed è proprio sul metodo della partecipazione che il sindacato rivendica la sua scelta strategica. «Senza il metodo partecipativo non ci sarebbero stati i risultati che abbiamo avuto in questi anni», ha ricordato Giuseppe Manca, responsabile delle Risorse umane e delle Relazioni industriali di Stellantis Italia, citando l’ultimo rinnovo economico del giugno scorso come frutto di una strada intrapresa già nel 2010. «Attraverso il metodo partecipativo – ha aggiunto – i vostri sforzi sono stati ripagati, anche con invidia da parte di chi non ci credeva». Parole che sono suonate come musica per le orecchie di Fumarola: «La legge 76 sulla partecipazione dei lavoratori – ha spiegato la leader Cisl – non ha nulla di precettivo, non prevede il minimo utilizzo di leve di Stato dirigiste, non contiene alcuna imposizione alle aziende. Ma invece valorizza le relazioni industriali ed il libero e autonomo incontro contrattuale. Praticare partecipazione significa elevare i salari, radicare investimenti e occupazione, rilanciare la formazione, affrontare la sfida decisiva delle competenze, vincere anche la battaglia di civiltà della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
La cornice non era casuale: il convegno nazionale della Fim-Cisl, intitolato “Contratto collettivo specifico di lavoro. Un modello di partecipazione articolata”, ha messo al centro il Contratto specifico di Stellantis e la recente legge sulla partecipazione, nata da una proposta popolare della Cisl. A introdurre i lavori il segretario torinese Rocco Cutrì, poi il dibattito con Ferdinando Uliano (Fim nazionale), manager di Iveco, Ferrari e Cnh. «La partecipazione – hanno ribadito Uliano e Cutrì – è stata una scelta fondamentale, che ha rafforzato il coinvolgimento sindacale e consentito di garantire un incremento salariale di oltre il 6,6%, pari in media a 135 euro mensili».
Ma l’annuncio che ha catalizzato l’attenzione è arrivato proprio da Manca: l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, incontrerà i sindacati a Torino il prossimo 20 ottobre. Una convocazione che i sindacati attendevano da mesi. «È positiva la notizia della convocazione, è importante che l’azienda ci faccia conoscere il piano industriale», ha commentato Fumarola. Il nodo, ha detto, è duplice: «tutela dei lavoratori e tenuta del sistema Stellantis, fondamentale per l’economia del Paese».
Il leader della Fim Uliano non ha nascosto l’urgenza: «Abbiamo perso un terzo delle produzioni nel 2024 e ne perderemo altrettante nel 2025. Serve un piano di rilancio serio. Abbiamo stabilimenti in sofferenza, oltre il 60% dei lavoratori in cassa integrazione, criticità a Termoli sulla Gigafactory, incertezza su motori e prospettive per Cassino, Pomigliano, Melfi e Mirafiori. Bisogna fare di più».
Così, nel cuore popolare di Torino, la Cisl ha sottolineato la sua doppia partita: da un lato la manovra, con la richiesta di misure fiscali e sociali per famiglie e ceto medio; dall’altro il contesto industriale, che vede Stellantis come snodo decisivo. E per entrambi i fronti, la parola d’ordine è sempre la stessa: partecipazione.


