Rete Cardiologica Piemonte a Nardi, il primario che sta a cuore all'assessore
Stefano Rizzi 16:29 Martedì 30 Settembre 2025Costituito il nuovo organismo clinico con competenza su tutta la regione. Riboldi porta in giunta la delibera con nero su bianco il nome del suo concittadino e consigliere. Non è il primo incarico per il professionista al fianco dell'esponente meloniano
La Sanità del Piemonte crea la rete cardiologica e il suo assessore alla Sanità ha pronto il profilo di chi la coordinerà. Anzi quel nome, Federico Riboldi lo ha già messo nero su bianco nella delibera con cui oggi è stato varato l’organismo clinico che va ad aggiungersi ad altri dello stesso tipo, come la rete oncologica, colmando un vuoto e facendo, come scrive lo stesso assessore “evolvere la rete per l’infarto nella rete cardiologica per l’emergenza al fine di includere quelle patologia che possono andare incontro a condizioni di emergenza”.
A prendere le redini della struttura incardinata all’interno di Azienda Sanitaria Zero sarà Federico Nardi, primario dell’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato, città di cui l’assessore è stato sindaco prima di approdare in Regione e dove il rapporto con il cardiologo si è intensificato negli anni fino a diventare una strettissima e rivendicata amicizia. Per questo, al di là del curriculum e delle riconosciute qualità cliniche che hanno portato Nardi ad essere indicato come il futuro presidente dell’Anmco, l’associazione nazionale dei cardiologi ospedalieri, la designazione formalizzata questa mattina dalla giunta regionale non sorprende affatto.
Il professionista era stato uno dei primi “consiglieri” ad essere chiamati a Torino da Riboldi non appena insediatosi al vertice della sanità piemontese, accompagnando quei giorni con più di una foto sui sociale che lo ritraeva proprio insieme all’amico cardiologo. Direttore del dipartimento di medicina dell’Asl di Alessandria, pochi mesi dopo l’avvio della seconda legislatura guidata da Alberto Cirio, Nardi viene ingaggiato come consulente nei ranghi di Azienda Sanitaria Zero. Inizialmente il suo ruolo avrebbe dovuto essere quello di “collegamento” tra la Super Asl diretta da Adriano Leli e la Direzione regionale della Sanità retta da Antonino Sottile.
Clan dei casalesi
Un ruolo che in sostanza sarebbe dovuto servire a far parlare tra di loro Leli e Sottile. A tacer del fatto che il primo dipende nella gerarchia organizzativa della sanità piemontese dal secondo, quell’incarico apparve più che forzato, tanto che si ripiegò sul coordinamento di un gruppo di lavoro “a supporto della direzione Sanità per l’analisi della rete clinico-assistenziale ospedaliera e della formulazione di proposte di miglioramento coerenti con i bisogni di salute e con la normativa nazionale e regionale attualmente vigente”.
Già allora prese a circolare, dentro e fuori il grattacielo, non senza ragione la battuta sul “clan dei casalesi”, riferito a quel centro di gravità permanente che la città dell’assessore (e del primario) rappresentava, estendendosi entro i confini della provincia mandrogna, in più di una scelta in materia sanitaria.
Inciampi di successo
Qualche inciampo di stile, come l’appello mosso naturalmente dalle migliori intenzioni lanciato su Facebook ad essere contattato in vista di un concorso dagli aspiranti l’assunzione o come la partecipazione al convegno, poi annullato, sponsorizzato da una casa farmaceutica all’interno del grattacielo della Regione, non hanno certo rallentato la corsa di Nardi verso plurimi traguardi. E plurimi saranno anche i suoi ruoli nella nuova rete cardiologica piemontese. Oltre a coordinarla sarà, naturalmente, anche il referente per l’area cardiologica, mentre per quella cardiochirurgica sarà Mauro Rinaldi di Città della Salute, Alberto Pecchio dell’Asl di Asti per la chirurgia vascolare e Franca Fagioli del Regina Margherita per l’area pediatrica.
Primariato in palio
Ulteriori referenti e i componenti del comitato tecnico scientifico saranno designati successivamente andando a completare il nuovo organismo chiamato a sovrintendere la cardiologia piemontese. Una specialità in cui altri possibili movimenti si profilano nei prossimi mesi. Come proprio ad Alessandria, dove il primario dell’azienda ospedaliera universitaria Gianfranco Pistis si avvia verso la pensione. Un posto molto ambìto il suo per il quale alcune manovre sarebbero già in atto. Ancora da capire se, dopo l’acquisizione dello status di azienda universitaria, a guidare la cardiologia sarà come presumibile un cattedratico designato dall’Università del Piemonte Orientale, oppure tra i movimenti in atto ci sia, come pare, anche quello di mantenere in capo all’azienda la guida di quel reparto aprendo le porte anche a coloro che tra tanti ruoli e titoli non possiedono, però, quello accademico.



