(De)cresci Piemonte: esperti e opposizioni bocciano Cirio
Davide Depascale 18:30 Mercoledì 01 Ottobre 2025Giornata di audizioni in Commissione Urbanistica sul provvedimento voluto dalla Giunta regionale per dimezzare i tempi di realizzazione delle opere, ma secondo i critici per semplificare serve ben altro. E a Torino il nuovo piano regolatore resta al palo
Dalle audizioni di oggi in II Commissione Urbanistica a Palazzo Lascaris arriva un giudizio pressoché unanime: il Cresci Piemonte non è lo strumento giusto per velocizzare le procedure di costruzione. Presentato dal presidente della Regione Alberto Cirio come strumento in grado di dimezzare i tempi di realizzazione delle opere, per i suoi detrattori si tratta di un provvedimento che aggiunge caos anziché semplificare. E non garantisce l’approvazione in tempi brevi del nuovo Piano regolatore del Comune di Torino, un tema particolarmente caro al Partito democratico e al sindaco Stefano Lo Russo, che punta a portarlo a casa entro la fine del suo mandato, nel 2027. Una prospettiva che – almeno stando al parere dei numerosi critici – rischia di trasformarsi in un miraggio.
Le critiche degli esperti
I rappresentanti uditi, afferenti a organizzazioni del settore, associazioni ambientaliste e sindacati, hanno puntato il dito su diverse criticità strutturali. Innanzitutto, la definizione vaga di “opere strategiche”, che senza criteri precisi pone il rischio che le semplificazioni previste dal decreto siano concesse a progetti non prioritari, lasciando un eccessivo potere discrezionale in mano alla Giunta. Un altro tema sollevato è la carenza di tutele sul consumo di suolo, con il disegno di legge che non prevede limiti stringenti né definisce chiaramente i criteri di urgenza, esponendo il territorio piemontese al rischio di un’urbanizzazione selvaggia. Ma il vero tema è la sua effettiva capacità di realizzare lo scopo che si prefigge, ovvero quello di velocizzare i tempi: secondo i critici, gli strumenti proposti sono poco efficaci, e rischiano di aumentare la confusione normativa, andando a produrre l’effetto opposto. Per questo esperti e consiglieri di opposizione chiedono la riscrittura totale della Legge regionale sull’Urbanistica, risalente al lontano 1977, intervenendo così in maniera strutturale per semplificare il quadro normativo.
Opposizioni scettiche
“Il cosiddetto Cresci Piemonte nel titolo mira all’accelerazione dello sviluppo economico, ma nella sostanza da un lato rischia di proporre strumenti di scarsa efficacia e dall’altro introduce percorsi agevolati per macro investimenti definiti strategici senza che ne siano definiti i criteri, ma lasciandoli alla sola discrezionalità politica della Giunta regionale”, si legge nel comunicato diffuso dal Partito democratico, firmato dai consiglieri regionali Daniele Valle e Nadia Conticelli. Un piano che non interverrebbe alla radice del problema, dimezzando termini che non vengono rispettati già oggi, a causa del sottodimensionamento degli uffici competenti e di una procedura contorta, che prevede numerosi passaggi intermedi. Gli stessi che stanno rallentando l’iter per l’approvazione del nuovo piano regolatore del Comune di Torino, che la città aspetta da trent’anni. L’obiettivo del sindaco Lo Russo è di approvarlo entro la fine del suo mandato, ma il Cresci Piemonte non viene in suo aiuto, intervenendo sulla riduzione di termini già puntualmente disattesi. “Sarebbe come abbassare un limite di velocità da 100 a 80 chilometri orari quando tutti superano i 120”, ha dichiarato Valle.
Perplessità condivise dal Movimento 5 Stelle, che parlano al contrario di un decreto “Decresci Piemonte”: “Il rischio è di aumentare la confusione normativa, sovrapponendo nuove procedure a quelle già esistenti, senza affrontare i nodi reali della questione”, si legge nel comunicato del gruppo consiliare. “Siamo favorevoli a una semplificazione che renda più rapide le procedure, ma non a discapito della trasparenza, della qualità delle scelte urbanistiche e dell’equità tra amministrazioni”. Se l’obiettivo del Cresci Piemonte è quello di far correre di più la regione, sono in tanti a essere scettici che possa davvero portarlo a compimento.


