MOBILITAZIONE

In marcia la ciurma della Flotilla: due giorni di caos a Torino

Il blocco navale scatena la reazione degli attivisti Pro Pal: dopo la manifestazione in centro città di ieri e gli scontri a Porta Nuova, occupazione di alcuni licei e facoltà umanistiche dell'Università. Tra i prossimi obiettivi l'Italian Tech Week

“Oggi sarà una lunga giornata, sarà una grande giornata”. Con queste parole, gridate al microfono davanti a Palazzo Nuovo, alcune centinaia di studenti delle scuole superiori e delle università torinesi hanno aperto il corteo di questa mattina, partito dalla sede occupata delle facoltà umanistiche. Due gli spezzoni della manifestazione: uno a piedi, guidato dallo striscione “Blocchiamo tutto”, e un altro mobile in bicicletta. La promessa è chiara: “Dobbiamo essere ovunque in questa città, oggi e domani per lo sciopero generale. Dobbiamo dimostrare tutto”. Cosa voglia dire non è chiaro se non quello di creare quanti più disagi.

La protesta nasce in sostegno alla Global Sumud Flotilla, bloccata dall’esercito israeliano. A Torino, il fronte studentesco si è rapidamente esteso. Stamattina circa un centinaio di ragazzi del liceo Einstein, in assemblea permanente da giorni e ora in occupazione, hanno sfilato da via Bologna fino a Palazzo Nuovo. Sono già occupati anche i licei Primo Artistico, Copernico-Luxemburg, Gobetti, Galileo Ferraris e Gioberti, e secondo gli studenti altri istituti potrebbero unirsi nelle prossime ore.

Palazzo Nuovo okkupato

Il Collettivo Autorganizzato Universitario (Cau) rivendica apertamente l’azione: “Lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto: dopo il blocco della Global Sumud Flotilla da parte di Israele noi studenti e studentesse abbiamo bloccato le nostre università”. La denuncia è rivolta tanto a Tel Aviv quanto a Roma: “La carestia prodotta dal governo israeliano a Gaza e il silenzio complice delle istituzioni italiane, dal governo Meloni alle principali università, ci costringono a reagire”. Nel comunicato si legge ancora: “Una flotta civile che rompe l’assedio rappresenterebbe un segnale chiaro: boicottare l’occupazione illegale di Israele contro l’ipocrisia e l’inerzia delle istituzioni occidentali”.

Gli studenti si definiscono “equipaggio di terra”, a supporto di chi in mare rischia la libertà o la vita: “Il nostro compito è fare ciò che loro al momento non possono: organizzarci in modo che la mobilitazione vada avanti”.

Quattro ore di corteo e scontri a Porta Nuova

La miccia è stata accesa ieri sera, quando in città si è riversato un serpentone di circa 3mila persone, studenti, sindacati di base e tanti cittadini che si aggregavano man mano lungo il percorso. Il corteo è sfilato sotto il centro di produzione Rai, ha fatto tappa a Palazzo Nuovo già occupato e poi si è diretto verso la stazione di Porta Nuova, chiusa per sicurezza già da alcune ore.

Lì lo scontro più duro: i manifestanti hanno tentato di forzare il blocco della polizia all’ingresso principale, poi hanno ripiegato su una porta laterale. Un centinaio è riuscito ad entrare nei binari, bloccando gli ultimi treni in partenza. Dopo lo sgombero, la marcia è ripartita verso il centro cittadino e Palazzo Civico, da dove è arrivato l’annuncio delle prossime tappe della mobilitazione.

La tabella di marcia

Già stamattina sono scattati i primi blocchi. Alle 18 nuovo concentramento davanti alla Prefettura, in piazza Castello. Domani lo sciopero generale indetto da Cgil e Usb promette un’altra giornata di fuoco. Infine, nel mirino dei manifestanti c’è l’Italian Tech Week, con la presenza annunciata della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del fondatore di Amazon Jeff Bezos: appuntamento che, nelle intenzioni degli studenti, diventerà un altro terreno di scontro politico e simbolico.

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