ALTA TENSIONE

Flotilla, piazzata di Cgil e Usb. Sciopero generale "illegittimo"

Pollice verso del Garante alla mobilitazione indetta per la giornata di domani da Landini e sigle di base: "violato l'obbligo legale di preavviso". Salvini valuta la precettazione. Il sindacato impugna il provvedimento. Proteste, presidi e cortei in tante città

La Commissione di garanzia sugli scioperi ha dichiarato illegittimo lo sciopero generale proclamato per venerdì 3 ottobre 2025, a causa della violazione dell'obbligo di preavviso previsto dalla Legge 146/90. La decisione, comunicata attraverso una nota ufficiale, sottolinea che lo sciopero non rientra nelle eccezioni contemplate dall’articolo 2, comma 7, che consente di bypassare il preavviso solo in casi di “astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale” o per “protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori”. Il Garante ha inviato un’indicazione immediata alle organizzazioni sindacali, avvertendo che il mancato adeguamento potrebbe portare all’apertura di un procedimento di valutazione del loro comportamento.

Le motivazioni

Lo sciopero generale è stato indetto in sostegno alla missione umanitaria pro-Palestina, in risposta all’abbordaggio da parte di Israele delle navi della Flotilla, dirette verso la Striscia di Gaza. Le proteste, che coinvolgono cortei, manifestazioni spontanee, occupazioni e agitazioni nei porti, si sono accese in diverse città italiane subito dopo l’inizio delle operazioni israeliane. I sindacati, tra cui Cgil, Usb e Fiom, hanno denunciato l’azione come un “atto di guerra” e una violazione del diritto internazionale, definendo l’aggressione alle navi civili un evento di “estrema gravità”. In particolare, la Cgil ha sottolineato che l’attacco coinvolge cittadini italiani impegnati in un’azione umanitaria, mentre la Fiom ha aderito allo sciopero per “fermare il genocidio del popolo palestinese” e chiedere al governo italiano di sanzionare Israele, bloccare gli accordi commerciali e militari e riconoscere lo Stato di Palestina.

L’impatto

Lo sciopero, che coinvolgerà tutte le categorie con un forte impatto sul settore dei trasporti, inizierà alle 21:00 di giovedì 2 ottobre e si concluderà alle 20:59 di venerdì 3 ottobre. Coinvolgerà realtà come il Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord. Nel trasporto regionale, saranno garantiti i servizi essenziali nelle fasce orarie 6:00-9:00 e 18:00-21:00, mentre i treni già in viaggio al momento dell’inizio dello sciopero raggiungeranno la destinazione finale se possibile entro un’ora, altrimenti si fermeranno nelle stazioni precedenti.

Le reazioni politiche

La decisione dei sindacati ha suscitato reazioni contrastanti. Il premier Giorgia Meloni, intervenendo dal vertice Ue di Copenaghen, ha criticato la scelta di indire lo sciopero di venerdì, ironizzando: “Il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme”. Meloni ha espresso sorpresa per la decisione dei sindacati su una questione ritenuta così rilevante come quella di Gaza. Immediata la replica di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che ha definito le parole di Meloni un’offesa a chi paga le tasse e lavora, sottolineando che lo sciopero è una risposta a valori fondamentali come la democrazia e il diritto alla pace. Landini ha richiamato il precedente storico del 1943, quando i lavoratori scioperarono contro la guerra per ristabilire pace e democrazia. Inoltre, ha difeso la legittimità dello sciopero, sostenendo che la Legge 146/90 consente di proclamare proteste senza preavviso in casi di minaccia all’ordine costituzionale o alla sicurezza dei cittadini, condizioni che, a suo avviso, sarebbero rispettate. Anche Elly Schlein, segretaria del Pd, ha preso le difese dei sindacati, definendo “inaccettabile” l’attacco di Meloni e invitando il governo a smettere di criminalizzare il dissenso. Schlein ha annunciato che il Pd sarà presente alle mobilitazioni pacifiche di venerdì.

La minaccia di precettazione

Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha dichiarato di valutare la precettazione per evitare il caos, sottolineando che non tollererà “scioperi generali improvvisi” promossi da Cgil ed “estremisti di sinistra”. Landini ha risposto avvertendo che un’eventuale precettazione sarebbe illegittima e rappresenterebbe una violazione del diritto di sciopero, garantito dalla Costituzione. Ha precisato che, pur contestando un atto del genere, i sindacati non inciteranno a disobbedire, ma chiedono che il governo non arrivi a tale misura.

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