RETROSCENA

Il 13 di Renzi: punta su Salis. Piemonte in schedina

Inizia oggi la tredicesima edizione della Leopolda. Nallo e Crosetto sul palco, Lo Russo non pervenuto all'incontro dei sindaci. L'ex premier pronto all'investitura ufficiale della prima cittadina di Genova per fare le scarpe a Schlein, ma lei prende tempo

Tanti sindaci (ma non Lo Russo), qualche ministro e anche un po’ di Piemonte alla Leopolda, che prende il via nel tardo pomeriggio di oggi e si protrarrà fino alla mattinata di domenica. La kermesse renziana, giunta alla tredicesima edizione, sarà l’occasione per il leader di Italia Viva di tornare al centro della scena politica almeno per un weekend, alla vigilia del voto in Calabria e pochi giorni dopo le elezioni nelle Marche che hanno decretato una sonora sconfitta per il campo largo.

Cambiare verso

Un’occasione da cogliere al volo per l’ala centrista della coalizione, appiattita sulla linea “testardamente unitaria” della segretaria del Pd Elly Schlein, a sua volta al traino della Cgil, che proprio oggi (nonostante il veto del Garante) ha proclamato lo sciopero generale in solidarietà con la Global Sumud Flotilla, intercettata dalle forze israeliane a meno di 70 miglia da Gaza. Una linea marcatamente movimentista che mette a disagio più di qualcuno all’interno del Partito democratico, e che serve sul piatto di Matteo Renzi l’ennesima mossa del cavallo: proporre la rampante sindaca di Genova Silvia Salis come candidata premier nel 2027 al posto della Schlein, o come nuova leader della coalizione in seguito alla tutt’altro che improbabile sconfitta del campo largo alle Politiche. I tempi in cui alla Leopolda si decidevano i destini della politica italiana sono tramontati, ma l’ex premier è ancora giovane per condannarsi all’irrilevanza.  

Il benvenuto della Nallo

La tredicesima edizione della Leopolda si apre sotto l’insegna del Piemonte con il dialogo tra Renzi e la torinese d’adozione Vittoria Nallo, consigliera regionale a Palazzo Lascaris, unica eletta nel 2024 tra le fila di Stati Uniti d’Europa e già allieva della scuola di formazione politica, che quest'anno si svolge in concomitanza con la kermesse, lasciando spazio a momenti di convivialità e anche una notte in discoteca il sabato sera. La denominazione dell’incontro è proprio “Perché una scuola di politica?”, e fa il pari con “Vivaio Italia”, che dà il titolo a questa edizione. Una sorta di ritorno alle origini per l’ex presidente del Consiglio, quando da giovane sindaco di Firenze si definiva “il rottamatore” e proprio da questa stazione dismessa e trasformata in laboratorio politico del capoluogo toscano preparava la sua scalata nazionale. Ora tocca alla Nallo e alla sua generazione dare la scossa, e con lei ci sarà il piccolo Andrea, che ha dato alla luce poco più di un mese fa. Nuove generazioni di renziani nascono e crescono.

Ministri e sindaci

Nonostante Renzi abbia progressivamente intensificato gli attacchi a Giorgia Meloni nel corso della legislatura, sono tre i ministri del suo governo che accorreranno alla Leopolda. Si comincia oggi con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, mentre domani mattina è il turno di un altro piemontese, il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il gigante di Marene sarà ospite di un incontro sul tema della difesa comune e delle sfide geopolitiche che attendono il nostro Paese. A seguire nel pomeriggio un dibattito con il titolare dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Un’altra categoria ben rappresentata è quella dei sindaci delle grandi città: stasera tocca al primo cittadino di Milano Beppe Sala per un incontro su Expo e Olimpiadi, un modello di città finito sotto inchiesta. Domani pomeriggio, al dibattito dal titolo “Come i comuni salveranno l’Italia” parteciperanno il primo cittadino di Roma Roberto Gualtieri, il suo assessore ai Grandi Eventi Alessandro Onorato, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, il sindaco di Napoli (e presidente dell’Anci) Gaetano Manfredi e soprattutto quella che sembra essere l’astro nascente della politica italiana, su cui Renzi (insieme a tanti altri, anche dentro il Pd) punta per soffiare a Elly Schlein la leadership del centrosinistra: la sindaca di Genova Silvia Salis.

L’ex campionessa olimpionica, ben consapevole che l’eccessiva esposizione mediatica rischia di rivelarsi un boomerang per le sue ambizioni, e per sfuggire all’abbraccio mortale ha preferito il dibattito all’intervento in solitaria, assai foriero di trasformarsi in un’investitura ufficiale da parte del leader di Italia Viva. Tra i tanti sindaci presenti non ci sarà invece il primo cittadino di Torino Stefano Lo Russo: e dire che sarebbe anche il coordinatore dei sindaci del Pd, oltretutto afferente all’area riformista.

Campo largo e casa riformista

Non ci sarà neanche la segretaria del Pd Elly Schlein, ma sarà presente il presidente Stefano Bonaccini, sul palco sabato pomeriggio per un incontro sul futuro del campo largo, traballante dopo la sconfitta nelle Marche. Nei prossimi appuntamenti elettorali, a partire da quello in Calabria di questo weekend, debutterà la lista Casa Riformista, immaginato da Renzi (con la sponda dell’assessore romano Onorato) come nuovo contenitore delle formazioni centriste della coalizione, con il progetto di costituire la gamba moderata del centrosinistra in vista del 2027. “Con un Pd spostato sempre più verso sinistra, è nostro compito andare a occupare un campo altrimenti scoperto”, ha dichiarato in merito il senatore Enrico Borghi, che insieme alla renzianissima Silvia Fregolent costituisce la truppa piemontese (anche se Fregolent è stata eletta in Emilia) di Iv a Palazzo Madama. Integrare la proposta Schlein senza sostituirla, almeno per il momento, in attesa che le urne facciano il loro corso.

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