È fatta: Elkann cede la Stampa (ai veneti). Sentinella e HuffPost al gruppo Ladisa
15:28 Venerdì 10 Ottobre 2025Chiuse le trattative, la firma del closing attesa a ore. Il gruppo Nem dopo aver rilevato gran parte dei giornali locali si prende il quotidiano di casa Agnelli. Agli imprenditori (ed editori) pugliesi lo storico giornale del Canavese che presto verrà trasformato
Manca solo l’ufficialità ma il dado è tratto: il gruppo Gedi, controllato dalla holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann, ha finalizzato la vendita della Stampa al gruppo NordEst Multimedia (Nem) di Enrico Marchi, presidente di Save e Banca Finint. La cifra, secondo fonti vicine alla trattativa, si aggira tra i 50 e i 60 milioni di euro, in linea con le stime di mercato per il quotidiano torinese, che perde 12 milioni annui ma resta pur appannato un simbolo storico dell’informazione italiana.
La chiusura dell’operazione segna un passo decisivo nello smantellamento della galassia editoriale Gedi, con Repubblica ancora in attesa di un acquirente – si parla di Antenna Group (Kyriakou) per un pacchetto da 100 milioni che includa le radio, ma la trattativa richiederà tempo.
Intanto, il gruppo pugliese Ladisa si sarebbe aggiudicato La Sentinella del Canavese e il sito HuffPost Italia, con un progetto ambizioso per trasformare il primo in un nuovo quotidiano piemontese. La firma del closing è attesa a ore.
La Stampa a Nem
Nella fase finale la partita si è trasformata in una sorta di asta per La Stampa, un duello tra Nem e la holding Finlad della famiglia Ladisa, colosso pugliese della ristorazione. Nem, già proprietario di testate ex-Gedi come Corriere delle Alpi, Messaggero Veneto, Tribuna di Treviso e Il Piccolo, ha prevalso grazie a un’offerta economica solida, nonostante intoppi iniziali legati al costo di stampa (20 cent/copia presso la tipografia Gedi, contro una media italiana di 11 cent). La decisione finale è stata presa privilegiando la continuità industriale di Nem rispetto alla proposta innovativa dei pugliesi, che prevedeva il trasferimento del giornale a una fondazione onlus con Elkann come garante.
L’operazione chiude un’era per gli Agnelli-Elkann con l’editoria. Il valore contabile di Gedi in Exor è di 118 milioni (bilancio giugno 2025), ma le perdite croniche – 15 milioni nel 2024, con un rosso annuo stimato di 113 milioni – hanno spinto per un’uscita rapida. Immediate le conseguenze in redazione: previsti prepensionamenti per una ventina di giornalisti (su 170) e un possibile “valzer di direttori” post-cessione.
Ladisa: un progetto piemontese e digitale
Al gruppo Ladisa, escluso dall’acquisto della Stampa, va comunque un “pacchetto” significativo: La Sentinella del Canavese e HuffPost Italia. I pugliesi – già attivi in editoria con il salvataggio della Gazzetta del Mezzogiorno tramite Ledi Srl – puntano a trasformare La Sentinella in un quotidiano regionale piemontese, sul modello del loro successo nel Sud: L’Edicola. L’idea è rafforzare il legame con il territorio, coniugando tradizione e sostenibilità economica, mentre HuffPost potrebbe beneficiare della loro esperienza digitale per un rilancio, magari integrato con altre realtà. La famiglia Ladisa (200 milioni di fatturato, 5.000 dipendenti) si conferma così un attore emergente nel panorama editoriale italiano, con un approccio che guarda al sociale e all’innovazione.
Repubblica: trattative in corso, ma serve tempo
Per Repubblica, il secondo pilastro di Gedi, la strada è più lunga. Il gruppo greco Antenna Group (famiglia Kyriakou) è in pole per acquisire il quotidiano insieme alle radio (Deejay, Capital, m2o) e alla concessionaria Manzoni, per un valore stimato oltre i 100 milioni. Tuttavia, le perdite elevate e la complessità del pacchetto rallentano il processo. Elkann cerca un’uscita “elegante” per non perdere influenza politica, ma il “sirtaki” con i greci è ancora in corso.
Uscita epocale per gli Agnelli
La vendita della Stampa segna la fine di un’epoca per la dinastia Agnelli, che con Gedi controllava due dei quattro maggiori quotidiani italiani (Repubblica secondo, La Stampa quarto per copie, dati Agcom). I giornalisti sono in allarme: il Comitato di Redazione ha chiesto chiarezza, lamentando di essere stato “tenuto all’oscuro” delle trattative.



