SANITÀ MALATA

Dopo gli appuntamenti farlocchi ricette "inappropriate" e malati rimbalzati

Dal "sistema Cuneo" ulteriori anomalie. Moltissimi esami rifiutati per "irregolarità" nelle prescrizioni o rischio radiologico. I medici di famiglia replicano: "Non prescriviamo accertamenti a casaccio". Altro materiale per il ministero della Salute

Non ci sono solo, si fa per dire, le prenotazioni farlocche su cui fare piena chiarezza nel Sistema Cuneo che appare sempre più come una gestione anomala della sanità in Piemonte. Gli appuntamenti fittizi, con orari dopo la mezzanotte e date coincidenti addirittura con giorni di festa come Natale, portati alla luce dall’interrogazione della consigliera regionale Giulia Marro, hanno fatto venire fuori anche altro che potrebbe risultare non meno pesante e degno di altrettante spiegazioni esaustive.

Faro del ministero

I dati forniti dalla direzione regionale della Sanità al ministero della Salute. in vista della risposta all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Avs Marco Grimaldi, evidenziano come delle 5.500 prenotazioni fittizie con la dicitura “la data non è reale” in capo all’Asl Cuneo1 ben 2.800 sono state disdette dai medici dell’azienda in quanto ritenute inappropriate. Lo stesso è avvenuto per 4.300 delle 24mila dell’azienda ospedaliera Santa Croce e Carle.

Tante, forse troppe, richieste di esami prescritte da medici di famiglia così come da specialisti che sono state respinte dall’Asl diretta da Giuseppe Guerra e dall’azienda ospedaliera guidata ora da Livio Tranchida come commissario, ma da direttore fino alla sua nomina alla guida della Città della Salute di Torino. Non erano in grado di una data certa, indicandone una farlocca, ma le due aziende riuscivano a verificare migliaia di prescrizioni a tagliarne più di un bel po’ giudicandole inappropriate.

Modulo prestampato

Un modulo prestampato, come quello che pubblichiamo, indirizzato anche al medico di medicina generale, ma dato solo al paziente e per quest’ultimo ricominciava la trafila. Nuova prescrizione, altre telefonate al Cup, altre attese, altre mancate risposte. 

Questo nel caso in cui il rigetto era motivato da una prescrizione non adeguata. Ma quando è esploso il caso cuneese i vertici dell’ospedale, il cui direttore sanitario è stato fino a poche settimane Lorenzo Angelone poi chiamato da Tranchida in corso Bramante, e una serie di primari hanno replicatio. Si sono affrettati a spiegare che quelle prenotazioni fittizie erano dovuti alla necessità di valutare le prescrizioni per scongiurare eventuali rischi radiologici ai pazienti, anche se negli appuntanti farlocchi c’erano pure quelli per le ecografie che di rischi radiologici non ne comportano affatto. 

Prescrizioni contestate

Ma quante sono le richieste finite prima in date e orari impossibili e poi negate in base a un procedimento posto in atto solo a Cuneo aprendo il dubbio che altrove non si abbia a cuore allo stesso modo da salute dei malati? E i medici di famiglia, pur conoscendo i loro pazienti e la loro storia clinica, hanno egualmente prescritto quegli esami ponendoli a rischio?

“Dinieghi per rischio radiologico non penso che ne esistano. Mai sentito che sia successo”, dice allo Spiffero Lorenzo Marino, medico di medicina generale e segretario del sindacato Fimmg per la provincia di Cuneo. “Noi teniamo ben in considerazione questo aspetto nelle prescrizioni. Nessun medico farebbe una prescrizione ponendo a rischio il paziente. Poi, ovviamente, ci sono casi in cui si valutano rischi e benefici e se una persona ha fatto un esame un mese prima, ma oggi c’è un sospetto di qualcosa di maligno è ovvio che va rifatto”.

Medici sotto accusa

Allora come si concilia la rivendicata attenzione dell’ospedale con la cautela dei medici di famiglia di fronte a quei numeri alti relativi alle richieste respinte che, va detto, riguardano soltanto le prenotazioni fittizie non sapendo quali sono quelli che attengono a tutte le altre? 

Ma le domande non finiscono qui. A fronte delle numerose decisioni di negare quelle prestazioni rimandando in alcuni casi a nuove prescrizioni i vertici aziendali e i loro dirigenti preposti hanno posto il problema a chi quelle prestazioni inappropriate le firma? Un documento della direzione regionale della Sanità datato dicembre 2023, dal titolo “Linee di indirizzo per il miglioramento dell’appropriatezza delle visite e delle prestazioni diagnostiche”, prevede tutta una seri di procedure compreso l’audit e il confronto con i prescrittori, ovvero i medici di famiglia, ma anche gli specialisti. 

Che la questione non sia mai stata posta lo conferma ancora il sindcalista della Fimmg: “Non siamo mai stati convocati su questa situazione che, peraltro, a noi è rimasta sconosciuta fino a quando non l’abbiamo letta sui giornali. I dati complessivi sui dinieghi noi non li abbiamo”. 

Visite in tilt

In effetti parrebbe non li avesse neppure la Regione fino a quando la vicenda delle prenotazioni farlocche ha acceso i riflettori sul sistema Cuneo, oggi sui tavoli del ministero da cui è attesa una risposta che oltre alla lettera partita dal grattacielo si baserà anche su pareri tecnici di Agenas, in particolare sulle procedure previste per fornire una data certa e non fittizia anche dopo la scadenza dei dieci giorni per le prestazioni in priorità B. 

Un sistema, quello cuneese, che qualche segno di criticità sembra averlo dato da tempo se, come spiega il segretario della Fimmg “su questi temi abbiamo più volte sollecitato le direzioni delle aziende delle risposte. C’è un problema grosso, l’ospedale non riesce a fare tante visite di controllo, non le programma e tutte diventano prime visite” con il risultato di aumentare il numero di prenotazioni per quelle che prime visite sono davvero. 

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