Una metro chiamata desiderio: ennesimo stop, Lo Russo ci sei?
14:03 Venerdì 24 Ottobre 2025Si è fermata di nuovo, questa volta all'ora di punta costringendo i passeggeri a uscire con l'aiuto dei Vigili del Fuoco. E meno male che per Gtt, dopo aver fatto fuori l'ex ad Lancione, era scattata la "fase 2". Torino non merita tutta questa sciatteria
La metropolitana di Torino si è fermata di nuovo, paralizzando la città nell’ora di punta mattutina. Dalle 7:51 alle 9:00, un guasto tecnico tra le fermate Principi d’Acaja e XVIII Dicembre (direzione Bengasi) ha bloccato la linea da Fermi a Porta Nuova, lasciando centinaia di passeggeri intrappolati nei vagoni. È stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco per evacuare i viaggiatori, con particolare assistenza a una persona con disabilità. Bus sostitutivi sono stati attivati, ma il caos è esploso: ressa alle fermate, traffico di superficie in tilt e pendolari esasperati. L’ennesimo disservizio di una metropolitana che, sotto l’amministrazione di Stefano Lo Russo, sembra incapace di garantire un servizio affidabile.
Un guasto di troppo
Il blocco di oggi è solo l’ultimo capitolo di una saga di disagi che sta trasformando la metropolitana di Torino in un simbolo di inefficienza. Due settimane fa, l’11 ottobre, l’80% degli impianti di scale mobili e ascensori si è fermato. A luglio, passeggeri svenivano per il caldo nei vagoni affollati. Ad aprile, un atto vandalico ha interrotto il servizio per 20 minuti. E ancora, il 3 ottobre, un’avaria ai freni a Lingotto ha costretto Gtt a sospendere la linea per tre ore.
Ogni mese, un nuovo problema. Ogni mese, le stesse scuse. Gtt parla di “inconvenienti tecnici” e di verifiche in corso, ma le cause restano un mistero, e le soluzioni sembrano lontane.
Lo Russo e la promessa tradita
Il sindaco Lo Russo, in carica dal 2021, aveva promesso una “fase 2” per il trasporto pubblico torinese, con investimenti e ammodernamenti. Ma le parole si scontrano con una realtà impietosa: la metropolitana è un disastro, e la gestione di Gtt appare fuori controllo. A settembre 2024, Lo Russo si era detto “scandalizzato” per i 35 impianti di scale mobili fuori uso, puntando il dito contro la gestione aziendale piuttosto che contro la sua assessora ai Trasporti, Chiara Foglietta, difesa a spada tratta, o verso Dino Chiaia, l’amministratore di InfraTo, società responsabile della manutenzione delle scale mobili.
Serena Lancione, la manager scelta a inizio mandato, è stata messa (malamente) alla porta, ma il suo successore, Guido Mulè, non sembra aver invertito la rotta. Anzi. La “fase 2” resta una chimera, e i torinesi pagano il prezzo di un servizio scadente. A rendere il quadro ancora più grave ci sono i numeri.
Gtt deve recuperare oltre 35 milioni di euro di perdite entro il 2027, ma l’azienda continua ad assumere consulenti e ad aumentare i costi del lavoro senza un piano chiaro per risanare il bilancio. I pendolari, nel frattempo, affrontano ritardi, guasti e bus sostitutivi che non riescono a smaltire l’utenza. La promessa di coprire le scale mobili esterne e aggiornare il sistema di segnalamento CBTC entro il 2026 suona come una beffa, quando la priorità dovrebbe essere garantire un servizio base che funzioni.
La rabbia dei torinesi
Sui social, i torinesi non risparmiano critiche. “La metro di Torino? Un terno al lotto, mai che funzioni quando serve”, scrive un utente su X. “Lo Russo, svegliati! La città merita di meglio”, tuona un altro. La frustrazione è palpabile, e l’amministrazione sembra incapace di rispondere con fatti concreti. Le scuse di Gtt e le rassicurazioni del sindaco non bastano più: i cittadini vogliono un trasporto pubblico degno di una città europea, non un’odissea quotidiana.
Il falso mito di efficienza
L’amministrazione Lo Russo si trova di fronte a un bivio. Continuare nascondersi dietro agli “storici problemi” come ha fatto il sindaco ancora qualche giorno fa, senza affrontare il problema strutturale è una strategia che non regge più. La gestione del trasporto pubblico è una cartina di tornasole della capacità di governo, e su questo fronte il sindaco sta fallendo. Torino non può permettersi un’altra stagione di guasti, ritardi e disagi. È tempo di risposte concrete: un piano di rilancio per Gtt, investimenti mirati e una gestione trasparente che metta al centro i cittadini. Altrimenti, la metropolitana di Torino resterà il simbolo di un’amministrazione che promette tanto e mantiene poco. Basta scuse, sindaco Lo Russo. Torino merita una metropolitana che funzioni.



