Piemonte in affanno: solo +0,5%. Industria ferma, tiene il mattone
13:44 Giovedì 13 Novembre 2025La crisi dell'automotive è la principale zavorra della produzione manifatturiera. Dazi Usa e calo ordini: l'export perde il 4,3% in volume. Occupati +0,8%, ma più cassa integrazione e disoccupazione al 6,1% - Il REPORT di BANKITALIA
Non è recessione, ma neppure ripartenza. Il Piemonte del 2025 viaggia in equilibrio precario: un’economia solida ma quasi immobile, con la manifattura che frena e le costruzioni che tengono in piedi i conti regionali spinta dai cantieri del Pnrr. I dati della Banca d’Italia parlano chiaro: la crescita nella prima metà dell’anno si ferma allo 0,5%, un ritmo inferiore alla media nazionale, i redditi reali avanzano appena dell’1%, l’export arretra zavorrato dai dazi americani. Insomma, il Piemonte torna a marciare con passo corto. La nuova fotografia scattata dalla Banca d’Italia nel novembre 2025 mostra una regione che cresce poco, frenata dall’industria in ritirata, mentre il terziario ha segnato un rallentamento.
La propensione a investire è lievemente aumentata grazie al calo del costo del credito, ma resta prudente. Il quadro complessivo rimane condizionato dalle tensioni geopolitiche e commerciali, in particolare dai dazi introdotti dagli Stati Uniti, che hanno già inciso sulle esportazioni.
Industria: contrazione nell’automotive
Nel primo semestre 2025 la produzione industriale si è stabilizzata su livelli inferiori al 2024. L’andamento è peggiore della media nazionale e riflette la specializzazione nel comparto automotive, dove la produzione di autovetture nel polo torinese è scesa del 21,5%, fermandosi a circa 15.300 unità. In calo anche i settori metallurgico e tessile, mentre cresce solo l’alimentare. Il grado medio di utilizzo degli impianti si è ridotto sotto il 75%, il livello più basso dal 2021.
Le imprese esportatrici più esposte al mercato statunitense segnalano effetti diretti dei nuovi dazi: oltre un terzo delle aziende con più di due terzi dei ricavi all’export ha registrato un calo del fatturato. La spesa per investimenti in beni capitali è comunque prevista in lieve aumento nel 2025 e ancora moderatamente in crescita nel 2026.

Pnrr: cantieri al 64% delle gare aggiudicate
Il comparto delle costruzioni conferma un ciclo espansivo: nei primi sei mesi le ore lavorate nelle Casse edili piemontesi sono aumentate dell’1,5% rispetto al 2024. A luglio 2025 risultavano bandite in regione 2.400 gare per opere pubbliche finanziate dal PNRR, per un valore di 3,2 miliardi di euro, pari all’80% del totale previsto. Il 79% delle gare è stato aggiudicato e per il 64% di esse i cantieri risultano avviati o conclusi, una quota superiore alla media nazionale.
Il mercato immobiliare prosegue la fase espansiva: le compravendite di abitazioni sono cresciute del 12,9% nel primo semestre, con prezzi in aumento di circa il 3% (+4% a Torino). Le transazioni di immobili produttivi sono salite del 9,6%.

Servizi e turismo: dinamiche differenziate
Nel terziario l’attività si è rallentata nei primi nove mesi del 2025, con andamenti eterogenei: ancora in crescita il comparto Ict, debole commercio e trasporti. Il saldo di fatturato delle imprese dei servizi resta positivo ma in calo rispetto al 2024.
Il turismo continua a espandersi: i pernottamenti sono aumentati del 7% nei primi sette mesi, più che nel 2024 (+4,1%). In crescita anche il traffico aeroportuale regionale (+5%).
Il tasso di natalità netta delle imprese è salito allo 0,1%, ancora inferiore alla media italiana.
Export in calo: -4,3% reale
Nei primi sei mesi del 2025 le esportazioni piemontesi sono diminuite del 2,5% in valore e del 4,3% in volume, un dato peggiore rispetto al Nord-Ovest e al totale nazionale. Il calo è trainato dal comparto automotive (-25%) e dai macchinari, con contrazioni verso Stati Uniti, Regno Unito e Cina. Le vendite intra-Ue restano stabili, con un forte aumento in Spagna compensato da cali in Francia e Germania.
Quasi la metà delle imprese esporta negli Usa; due terzi di esse segnalano un aumento dei dazi sul principale prodotto esportato e oltre la metà prevede una riduzione delle vendite sul mercato americano nel quarto trimestre.
Finanza e credito alle imprese
La redditività delle imprese piemontesi si è stabilizzata (il 76% chiuderà il 2025 in utile), mentre la liquidità finanziaria è ancora in crescita, su livelli storicamente elevati. I prestiti alle imprese sono aumentati dell’1,9%, con dinamiche positive per le aziende medio-grandi e per il terziario, mentre manifattura e costruzioni restano in calo.
Il Taeg medio per investimenti è sceso dal 4,8% al 4,2%; quello per esigenze di liquidità dal 6,2% al 5,3%.
Mercato del lavoro: più Cig
Gli occupati sono aumentati dello 0,8%, meno che in Italia (+1,4%). Il tasso di disoccupazione è salito al 6,1%, con un tasso di attività del 73,8%. Il saldo positivo di nuovi contratti dipendenti nel settore privato si è ridotto a 28.800 unità, -5.300 rispetto al 2024. Le ore di cassa integrazione e fondi di solidarietà hanno raggiunto quota 39 milioni (+71,5%), pari al 3,1% degli occupati dipendenti (contro 1,9% in Italia).
Le previsioni per fine 2025 e inizio 2026 indicano stabilità dell’occupazione e un parziale recupero delle ore lavorate nei servizi.
Redditi, prezzi e consumi
Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato del 3,1% nominale e dell’1% reale, mentre i consumi sono cresciuti solo dello 0,8%.
L’inflazione è risalita all’1,6% (0,8% nel 2024), trainata dai beni alimentari. Le immatricolazioni di auto private sono diminuite dell’11,7% nel primo semestre e il calo è proseguito anche nel terzo trimestre.
Misure sociali e bonus
A giugno 2025 l’Assegno di inclusione (Adi) ha raggiunto 31.310 famiglie piemontesi, per 60.300 individui, con un importo medio di 657 euro. L’Assegno unico e universale è stato erogato a 412.000 famiglie (165 euro medi al mese per figlio).
La Regione Piemonte ha introdotto un bonus per spese educative 0-6 anni fino a 1.200 euro, finanziato con fondi FSE+, che nel 2025 ha coperto 9.496 domande su uno stanziamento di 10 milioni di euro.
Credito alle famiglie
Nel primo semestre 2025 i prestiti alle famiglie sono aumentati dell’1,9% (contro +0,6% a fine 2024). I mutui sono cresciuti dell’1,5%, con nuove erogazioni per 1,6 miliardi di euro (+36% annuo). Il Taeg medio è stabile al 3,6%. Il credito al consumo è salito del 4,2%, trainato da prestiti personali e cessioni del quinto, mentre rallentano i finanziamenti per auto.
Alla fine di giugno 2025 i prestiti bancari al settore privato non finanziario del Piemonte sono cresciuti dell’1,7% (0,5% a dicembre 2024). L’offerta resta prudente, ma la domanda di credito è in aumento per imprese e famiglie. La qualità del credito rimane stabile, con un’incidenza delle sofferenze in ulteriore lieve riduzione.



