Atp Finals, match su Torino: "Strafelici di questi 5 anni"
Gioele Urso 15:59 Giovedì 13 Novembre 2025Mentre il presidente del torneo Gaudenzi frena sul 2027, il numero uno del tennis italiano Binaghi esprime soddisfazione per l'organizzazione. Difficile che entro la fine dell'edizione attuale si possa sciogliere il nodo. Cirio e Lo Russo premono su Mr Nitto
Sul futuro delle Atp Finals cala il silenzio. Nessuno al momento sa dove si svolgerà la manifestazione sportiva a partire dal 2027. A confermarlo le parole di Andrea Gaudenzi, presidente dell'Atp dal 2020, che, per ora, sono le uniche a contare. Ha chiarito che a determinare la prossima destinazione saranno un insieme di fattori, comprese le dinamiche di mercato. Intanto, durante un evento organizzato dal Cus, Angelo Binaghi esalta Torino e il lavoro svolto dagli organizzatori: “Siamo strafelici dei cinque anni di Torino”.
Nulla è deciso
Il dato di fatto è uno: della sede che ospiterà le Finals a partire dal 2027 non si è ancora iniziato a discutere. I ben informati spiegano che è molto difficile che entro la fine di questa edizione possa esserci un annuncio risolutivo, in un senso o nell'altro. Tesi che trova conferma nelle parole pronunciate questa mattina, giovedì 13 novembre 2025, da Andrea Gaudenzi, presidente di Atp, che ha spiegato che “sul futuro delle Finals non è ancora stata presa una decisione”. Anzi, non è ancora stata aperta la discussione su cosa succederà dopo il 2026.
Il prossimo quinquennio verrà inaugurato a Torino, ma i restanti quattro anni rimangono un’incognita e non vi è neppure la certezza che il torneo si svolgerà in Italia. Gaudenzi ha spiegato che non è volontà di Atp spostare l’evento all’estero, ma “dipenderà, se a un certo punto la federazione non sarà più in grado di rispettare il contratto”. La porta rimane quindi socchiusa (o semi aperta) ai pretendenti arabi.
A determinare la decisione, che verrà presa a partire dall'inizio del prossimo anno, saranno un insieme di fattori. Le infrastrutture, l’esperienza che vivono gli appassionati durante la manifestazione, il comfort per i giocatori, ma non solo. Il presidente di Atp ha spiegato che un peso nella scelta l’avranno anche le dinamiche di mercato: “Perché vogliamo essere anche attrattivi dal punto di vista estero per avere dei fan che arrivano dall'estero”. Per riuscirci ci vogliono investimenti ed è qui che arriva la stoccata al Governo.
Gaudenzi ha spiegato che la priorità dell’esecutivo dovrebbe essere “supportare la federazione per le infrastrutture”. Come a dire, prima di mettere mano nell’organizzazione di un evento è anche necessario costruire le condizioni per poter competere con chi vorrebbe portarlo via. Il termine di paragone è proprio con i principali concorrenti dell’Italia, che sono gli arabi: “Per dare un'idea il Saudi Master 1000 avrà un investimento di 2 miliardi e mezzo”, ha spiegato. Mica spiccioli.
“Strafelici dei cinque anni a Torino”
Chi sta portando avanti la trattativa con il Governo in seguito all’approvazione del decreto sport è Angelo Binaghi, il presidente Fitp, che durante un evento organizzato dal Cus ha speso parole importanti: “Siamo strafelici di quello che sta succedendo a Torino da 5 anni – e poi ha aggiunto –. All'inizio molti pensavano che le Finals fossero un contentino per le olimpiadi non assegnate, credo che ora si siano ricreduti”. Certo, a tal punto da far scattare la competizione tutta italiana tra Torino e Milano, con i milanesi che nei giorni scorsi sono usciti allo scoperto. In primis il governatore lombardo Attilio Fontana.
Una battaglia di campanile che rischia di essere però inutile se Fitp e Governo non troveranno una soluzione alle criticità emerse dopo l’approvazione del decreto sport. “Da ieri stiamo affrontando col ministro l'applicazione della nuova legge sulle Atp Finals”, ha detto Binaghi lo scorso 6 novembre al termine della trattativa sull’estensione del contratto degli Internazionali d'Italia. Al momento però non ci sono altre novità, ha spiegato Binaghi questa mattina.
Diplomazia del tartufo
Chissà se in tutto questo bailamme la diplomazia del tartufo di Alberto Cirio sta portando qualche frutto. Il governatore piemontese per persuadere gli organizzatori a rimanere a Torino fino al 2030 ha persino regalato un esemplare del prezioso tubero a Mr Nitto, al secolo Hideo Takasaki, durante la sua missione in Giappone in occasione dell’Expo. Se c’è una carta che il Piemonte può giocarsi, come spiegano spesso il governatore piemontese e il sindaco Stefano Lo Russo, non è di certo basata sulla leva economica, ma sulla ormai rodata e di successo macchina organizzativa.



